Tv on demand e diritto di distribuzione

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3 Agosto 2010  Scritto da: Redazione


<center> <h4 style="text-align: justify"><span style="font-size: x-small">Con la sentenza n. 4559 del 14.4 2010, il tribunale di Milano ha statuito che la trasmissione mediante Tv &ldquo;on demand&rdquo; delle prestazioni di un artista costituisce una forma di comunicazione analoga alla trasmissione radiotelevisiva, con la conseguenza che&nbsp;non &egrave; necessaria una specifica contrattazione dei diritti d&rsquo;autore su tale forma di distribuzione.&nbsp; E', insomma, sufficiente che il contratto di cessione dei diritti di tipo televisivo autorizzi l'operatore televisivo stesso alla trasmissione delle registrazioni contenenti le prestazioni artistiche.<br /> Il fatto. <br /> La societ&agrave; Fastweb S.p.a. trasmetteva mediante l&rsquo;utilizzo del proprio sistema Tv on demand le puntate degli spettacoli televisivi &ldquo;Studio Uno&rdquo;; &ldquo;Milleluci&rdquo; &ldquo;Teatro 10&rdquo; e &ldquo;Sabato Sera&rdquo; , gi&agrave; trasmesse da Rai Click S.p.a e tratti dagli archivi Rai composti dagli spettacoli prodotti dalla medesima e di sua propriet&agrave;. La celebre cantante Mina citava in giudizio Fastweb S.p.a., Rai Click e Rai per accertare e dichiarare la violazione dei diritti d&rsquo;autore a lei spettanti in forza della propria qualifica di interprete esecutrice e pertanto per veder condannare le societ&agrave; convenute per i danni subiti in conseguenza della violazione di tali diritti. Fastweb, Rai Click e Rai si costituivano in giudizio chiedendo che le domande formulate dall&rsquo;attrice fossero rigettate in quanto infondate in fatto e in diritto <br /> Con la sentenza del 14 aprile 2010 il tribunale di Milano ha respinto la domanda di Mina, condannandola, previa compensazione nella misura del 50 %, alla rifusione delle spese legali sostenute dalla convenuta e dalla terza chiamata. <br /> Dal punto di vista giuridico, la progressione logica seguita dai Giudici &egrave; cos&igrave; riassumibile: <br /> <br /> </span>- a) le prestazioni artistiche furono eseguite da Mina in funzione di una loro radiodiffusione,</h4> <h4 style="text-align: justify"><span style="">- b) il contratto firmato dalla cantante ai tempi della registrazione prevedeva espressamente la cessione dei diritti per tale scopo e la comunicazione in video-on-demand sulla rete internet equivale a una forma di radiodiffusione, ragion per cui Mina oggi non pu&ograve; avocare a s&eacute; un &ldquo;diritto speciale&rdquo; per lo streaming internet trattandosi semplicemente di una nuova modalit&agrave; di distribuzione dei contenuti resa possibile dallo sviluppo delle tecnologia. <br /> </span><span style="font-size: x-small"><br /> </span></h4> <h4 style="text-align: justify"><span style="font-size: x-small">La sentenza &egrave; sintomatica dell&rsquo;odierna tendenza alla costante erosione dei diritti degli autori, i quali vengono sempre pi&ugrave; confinati in una posizione subalterna nei confronti di chi acquisisce il titolo per sfruttarne le opere. <br /> In tal senso l&rsquo;aspetto certamente pi&ugrave; interessante della decisione dei Giudici di Milano &egrave; l&rsquo;accento posto sull&rsquo;irrilevanza del mezzo tecnologico che realizza la veicolazione dei contenuti protetti: poco importa, in altri termini, che il video-on-demand sia fruibile, tecnicamente, via cavo, via satellite o via server internet, l&rsquo;importante &egrave; che non sia concessa la possibilit&agrave; di creare una copia digitale della prestazione artistica, non ricorrendo pi&ugrave; in tal caso un&rsquo;ipotesi di diffusione &ndash; anzi, comunicazione di contenuti - ai sensi dell&rsquo;art.80 comma 2 lett c) L.d.a. <br /> Naturalmente, sul piano tecnico, &egrave; di gran lunga discutibile che la diffusione di video &ldquo;on demand&rdquo; non consenta la creazione di copie del video stesso, quantomeno allo stato dell&rsquo;arte, e ci&ograve; rende quantomeno discutibile il principio espresso dal Giudici Milanesi <br /> </span><br /> Dottor Marco Reguzzoni<br /> con la supervisione dell'avvocato Enrico Candiani</h4> </center>