PEC: obbligo comunicazione da parte dei professionisti

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16 Novembre 2009  Scritto da: Redazione


<p>&nbsp;</p> <div><i><span style="font-size: 10pt"><a href="http://www.studiochiari.com/"><font color="#800080">www.studiochiari.com</font></a></span></i></div> <div>&nbsp;</div> <div align="center"><b><span style="font-size: 11pt; color: red">PEC &ndash; Professionisti</span></b></div> <div align="center"><b>&nbsp;</b></div> <div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il prossimo 29 novembre scatter&agrave; l'obbligo per tutti i professionisti iscritti agli albi di comunicare ai propri ordini di appartenenza un indirizzo Pec dotato di valore legale, capace di andare a sostituire, almeno in parte, la pi&ugrave; tradizionale raccomandata postale.</span></div> <div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il nuovo adempimento, peraltro semplice ed economico, rappresenta un passo decisivo nella strategia, portata avanti dell'attuale governo, di modernizzazione e riduzione dei costi: si prevede, infatti, sia analoghi obblighi, seppure con diverse scadenze, per le imprese costituite sotto forma di societ&agrave; (sesto comma dell'art. 16) e per le pubbliche amministrazioni (ottavo comma dell'art. 16) e sia la facolt&agrave;, per tutti i cittadini, di richiedere la Pec (quinto comma dell'art. 16-bis e dpcm </span><span style="font-size: 11pt">6 maggio 2009</span><span style="font-size: 11pt">).</span></div> <div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La Posta Elettronica Certificata &egrave;, di fatto, una normalissima e-mail a cui viene abbinato un servizio di attestazione, conforme alle specifiche contenute nel dpr 68/05, inerente al suo invio e alla sua avvenuta (o mancata) consegna.</span></div> <div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il suo funzionamento richiede la cooperazione di almeno tre soggetti: il mittente, che deve disporre ed usare un valido indirizzo Pec; il destinatario, anch'esso dotato di una sua Pec; il gestore del servizio Pec, ossia il provider (o i provider, se mittente e destinatario si servono da differenti gestori), iscritto nell'elenco pubblico tenuto dal Cnipa, chiamato a produrre le ricevute, dotate di riferimento temporale, relative sia all'accettazione che all'avvenuta (o mancata) consegna del messaggio elettronico.</span></div> <div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma quale valore legale ha la posta certificata?. Il punto di riferimento normativo &egrave; contenuto nell'art. 4, comma primo, del dpr 68/05: &ldquo;La Posta elettronica certificata consente l'invio di messaggi la cui trasmissione &egrave; valida agli effetti di legge&rdquo;. Ancora pi&ugrave; esplicito il Dlgs 82/05: il secondo comma dell'art. 48 recita &ldquo;la trasmissione del documento informatico per via telematica, effettuata mediante la posta elettronica certificata, equivale alla notificazione per mezzo della posta&rdquo;. Il mittente di un messaggio inoltrato attraverso la Pec pu&ograve; quindi, qualora il processo di invio e ricezione vada a buon fine (ossia riceva la ricevuta sia di accettazione che di avvenuta consegna), opporre al destinatario, e pure ai terzi, la data e l'ora della trasmissione e della ricezione dello stesso; l'e-mail, fatto non trascurabile, si intende consegnata al destinatario, ai sensi del secondo comma dell'art. 45, quando resa &ldquo;disponibile all'indirizzo elettronico da questi dichiarato, nella casella di posta elettronica del destinatario messa a disposizione dal gestore&rdquo; ossia indipendentemente della sua effettiva lettura.</span></div> <div style="text-align: justify">&nbsp;</div> <div>&nbsp;</div> <p>&nbsp;</p>