L'ART 22 DL 179/12 UN NUOVO MODELLO DI PLURIMANDATO ORIZZONTALE: ESCURSUS STORICO

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25 Ottobre 2012  Scritto da: PAOLO DE ANGELIS


 L'ART 22  DL 179/12 UN NUOVO MODELLO DI PLURIMANDATO ORIZZONTALE: ESCURSUS STORICO

 
 
AVV . PAOLO DE ANGELIS - FIRENZE -
 
La norma in commento - che introduce per gli operatori della distribuzione assicurativa la possibilità di intermediare fra loro i prodotti,  facendo decadere le clausole di esclusiva di marchio  - sembra essere, per certi aspetti, l'epilogo  di un lungo percorso diretto alla liberalizzazione del mercato assicurativo e ad una maggior tutela  del consumatore
Si ricorderà infatti che la figura dell'agente di assicurazione  descritta  dagli artt. 1743 e ssg. fin dal Codice civile del 1942, era quella di un  lavoratore c.d "para-subordinato"; 
L'esclusiva era considerata come un "elemento ordinario" del contratto di agenzia, rappresentando il plurimandato l'eccezione alla regola.
L'agente era visto come un collaboratore  dotato, di regola, di una  limitata autonomia operativa,  soggetto a rigidi protocolli dettati dalle circolari emanate dalla Compagnia nonchè ai relativi  controlli ispettivi - ordinari e straordinari - tecnico-assuntivi,   amministrativi e  commerciali 
 
Tale collocazione viene a configurarsi  fin dalle prime contrattazioni collettive del dopoguerra.
Il ruolo dell'agente era quello di promuovere i prodotti dell'impresa nei modi che questa prescriveva; 
l'assicurato era un cliente della Compagnia, a tal punto che non di rado  lui stesso identificava la Compagnia nella figura dell'agente; l'unica  differenza fra l'agente e il dipendente dell'impresa consisteva nel fatto che  la sede operativa era l'ufficio dell'agente e non la direzione della Compagnia. 
 
Tale situazione diventava ancora più netta  a partire dall'Accordo nazionale 1981 e successivamente  con l'Aec 1994, dove veniva inserita la figura c.d ´esclusiva zoppa', che vedeva  l'impresa libera da vincoli e l'agente, invece, legato al ´marchio' da esclusiva rigida; questo assetto   veniva ribadito anche nel  successivo Aec 2003 l'ultimo della serie anche se non più formalmente in vigore.
 
Tuttavia l'iteragire da una parte  dell'azione sindacale -  che acquisiva via via una maggiore coscienza della necessità di  emanciparsi dallo stretto legame di parasubordinazione di fatto esistente con le Compagnie - in una con l'espandersi della  consapevolezza  della necessità di interrompere  gli effetti negativi prodotti sul mercato dai vincoli di esclusiva (alte tariffe, scarsa competitività dei prodotti,difficoltà di accesso per nuove imprese) provocarono,  negli anni successivi,  graduali quanto significative modificazioni
 
Sul piano normativo, venivano emanati il Codice delle Assicurazioni nel  2005 che, istituendo il registro unico degli intermediari,  attribuiva anche all'agente di assicurazione il compito di proporre all'assicurato il prodotto più adeguato alle sue esigenze (cfr art 120 C.d ass.); seguivano poco dopo  il decreto legge 223/06  e la legge n. 40/2007 che introducevano, tra l'altro,   prima la possibilità di  collaborazione tra intermediari iscritti alla sezione A nel ramo auto,  poi l'abolizione delle clausole di esclusiva di marchio in tutti i rami  danni, unitamente alla rescindibilità delle polizze pluriennali; strumenti questi  che di fatto dovevano ottenere l'effetto di rompere lo status quo che caratterizzava la distribuzione nel mercato assicurativo-
 
Contestualmente si è cominciato a capire sempre meno dove risiedessero  le ragioni del divieto di collaborazione fra intermediari assicurativi specie nel ramo danni laddove,  la vastissima gamma esposizione a rischi diversi, richiedeva  risposte ancor più elastiche e differenziate, che solo la collaborazione tra intermediari può dare più efficacemente, offrendo  maggiori garanzie  al cliente.
 
Se dunque gli ostacoli a tale collaborazione hanno potuto resistere fino ad oggi non ostante le ventate liberalizzatrici ,  ciò sembra dovuto a ragioni  inconfessabili, certamente più  legate a posizioni lobbistiche che non di natura giuridica, né tantomeno agli interesse dei consumatori e del mercato o degli intermediari.
 
In effetti anche all'indomani dei c.d. "decreti Bersani"  la maggior parte della  Compagnie ha continuato ad opporre  una resistenza più o meno marcata a tale opera di liberalizzazione, cercando di mantenere lo status quo, soprattutto operando con la leva dell'incentivo economico/fidelizzatore dell'agente che decideva di restare monomandatario. 
 
Ciò con  l'ausilio piu o meno compiacente  dell'Autorità Amministrativa che ha difeso a spada tratta il principio di segmentazione del mercato assicurativo contraddistinto dal divieto di iscriversi contemporaneamente in diverse sezioni del Rui, perpetuando cosi   una inspiegabile anomalia nel mercato assicurativo esclusivamente italiana  che  impediva agli intermediari di collaborare fra di loro nei rami danni.
 
Lo  sviluppo storico del quadro normativo sopra delineato, essendo  caratterizzato da un  progressivo  processo di liberalizzazione  sembrerebbe ormai tale da potersi considerare stabile e definito;  ed invece  ancor oggi  tale processo non sembra essersi interamente compiuto e la prudenza debba essere ancora d'obbligo, quantomeno per gli agenti di assicurazione,  e questo per diversi motivi-
 
In ogni caso,  anche con i dubbi sopra  delineati,   sembra che la norma in esame rappresenti comunque un passo in avanti  soprattutto  per gli agenti di assicurazione e per il loro sindacato che da molti anni stà lottando per rompere quella che oggi il legislatore stesso definisce una "anomala segmentazione del mercato assicurativo" che non trovava in effetti alcuna ragione di essere  alla luce sia dei principi di libertà di intrapresa  stabiliti sia dalla Costituzione della Repubblica all'art 41 sia a livello europeo sin dalla Direttiva  2002/92/CE-
 
AVV PAOLO DE ANGELIS - SLDA -FIRENZE