TAR LECCE: DIVIETO DI AUMENTO DEL COSAP PER IL TRASPORTO DI ENERGIA RINNOVABILE

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20 Aprile 2012  Scritto da: Redazione


<p>&nbsp;<span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 10pt; ">Il TAR Lecce ha accolto i ricorsi proposti da Donna Cinzia S.r.l. e da Produzioni Fotovoltaiche M1, titolari rispettivamente di due impianti fotovoltaici di 1 MW ciascuno in Puglia e ottenuto l&rsquo;annullamento delle previsioni regolamentari per l&rsquo;applicazione del canone per l&rsquo;occupazione di spazi e aree pubbliche (COSAP). In virt&ugrave; di un nuovo regolamento introdotto nel marzo 2011, la provincia di Lecce aveva aumentato di oltre 50 volte il canone annuo dovuto dalle societ&agrave; ricorrenti per l&rsquo;occupazione delle strade provinciali con la linea elettrica interrata. Si trattava quindi di un aumento di costo non preventivato che avrebbe avuto un&rsquo;incidenza significativa sul business plan delle societ&agrave;. Con l&rsquo;accoglimento del ricorso, i giudici hanno ritenuto che la provincia avesse esercitato illegittimamente il potere impositivo e che l&rsquo;aumento fosse illegittimo in quanto gli </span><u style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 10pt; ">impianti da fonti rinnovabili</u><span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 10pt; "> e i relativi elettrodotti debbono essere ammessi a fruire del regime agevolativo forfettario essendo aziende assimilate a quelle svolgenti un&rsquo;attivit&agrave; strumentale ad un </span><u style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 10pt; ">pubblico servizio</u><span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 10pt; ">.</span></p> <p class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt"> </span></p> <p class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt">Le societ&agrave; ricorrenti sono state assistite da <b>Germana Cassar</b> e <b>Mattia Malinverni</b>, partner e associate dello studio legale <b><i>Macchi di Cellere Gangemi</i></b>. &ldquo;Siamo riusciti a dimostrare che le aziende titolari di impianti di produzione di energia rinnovabile rientrano a pieno titolo nella categoria degli esercenti un&rsquo;attivit&agrave; strumentale a un pubblico servizio &ndash; dichiara Germana Cassar - e sono quindi parificate ai gestori di rete, come Enel e Terna, per quanto concerne il pagamento di tale canone. Con questa sentenza, che si applica a tutti, sar&agrave; possibile evitare qualsiasi altro aumento improprio dei costi di gestione perch&eacute; le provincie non possono espungere dalla categoria le imprese produttrici di energia rinnovabile, pena la violazione dell&rsquo;art. 63 comma 2 Dlgs. 446 del 1997&rdquo;. &nbsp;&nbsp;</span></p>