LA SFIDA DELL'EUROPA? RISOLVERE LA TENSIONE TRA MERCATI GLOBALI E POLITICA NAZIONALE. Parola di Kemal Dervis, ex Ministro dell'Economia Turco

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16 Febbraio 2012  Scritto da: Redazione


<p style="text-align: justify; ">&nbsp;<span style="font-family: Georgia, serif; text-align: justify; ">WASHINGTON, DC &ndash; </span><b style="font-family: Georgia, serif; text-align: justify; ">&Egrave; chiaro che la crisi dell&rsquo;Eurozona si protrarr&agrave; anche nel 2012, nonostante la ripresa dei mercati azionari registrata all&rsquo;inizio di febbraio</b><span style="font-family: Georgia, serif; text-align: justify; ">. Le negoziazioni tra la Grecia e le banche sul debito sovrano potrebbero essersi concluse, ma resta alquanto incerto che le banche partecipino all&rsquo;accordo in modo sufficientemente massiccio. Nel frattempo, il Fondo monetario internazionale ha sollevato la questione sulla </span><b style="font-family: Georgia, serif; text-align: justify; ">riduzione del debito pubblico</b><span style="font-family: Georgia, serif; text-align: justify; ">, possibilmente da parte della Banca centrale europea, inviando il messaggio che </span><b style="font-family: Georgia, serif; text-align: justify; ">un &ldquo;haircut&rdquo; per gli investitori privati non sar&agrave; sufficiente a riportare la Grecia alla sostenibilit&agrave; finanziaria.</b></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "><span style="font-family: Georgia, serif; ">I timori del Fmi sono fondati, ma l&rsquo;idea non viene accolta con favore per i <b>timori di contagio&nbsp;<i><span style="border:none windowtext 1.0pt;mso-border-alt: none windowtext 0cm;padding:0cm">politico</span></i></b>: altri Paesi dell&rsquo;Eurozona in difficolt&agrave; debitoria potrebbero fare pressioni per ottenere pari trattamento. Inoltre, l&rsquo;incremento delle risorse promesso dal Fmi, che consentirebbe di costruire un firewall pi&ugrave; forte contro il contagio&nbsp;<i><span style="border:none windowtext 1.0pt;mso-border-alt:none windowtext 0cm; padding:0cm">finanziario</span></i>, non &egrave; ancora arrivato. E tutti i cambiamenti concordati per i fondi salva-Stati European Stabilization Fund (Esf) e European Stability Mechanism (Esm) devono ancora essere implementati.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 11.25pt; text-align: justify; "><span style="font-family: Georgia, serif; ">Certo, alcuni passi sono stati fatti. <b>La generosa iniezione di liquidit&agrave; della Bce alle banche europee ad un tasso dell&rsquo;1% per tre anni ha evitato che la crisi bancaria</b> si <b>aggiungesse alla crisi del debito sovrano</b>. Ma questa iniziativa non &egrave; bastata a riportare i costi di indebitamento a lungo termine dei Paesi in difficolt&agrave; a livelli compatibili con i rispettivi tassi di crescita: c&rsquo;&egrave; troppa incertezza nel lungo periodo e le prospettive di crescita sono assolutamente poco incoraggianti. <b>A met&agrave; gennaio</b>, infatti, <b>Standard &amp; Poor&rsquo;s ha annunciato il downgrade di Francia e Austria</b> (che hanno perso la tripla A), dopo aver gi&agrave; declassato altri sette Paesi dell&rsquo;Eurozona &ndash; Slovenia, Slovacchia, Spagna, Malta, Italia, Cipro e Portogallo.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 11.25pt; text-align: justify; "><span style="font-family: Georgia, serif; ">Ora appare evidente come <b>l&rsquo;importante sfida a carico dell&rsquo;Eurozona</b> sia riconducibile al fatto che <b>l&rsquo;unione monetaria non si accompagni a un&rsquo;unione economica</b> &ndash; un fenomeno senza equivalenti nel mondo. Di conseguenza, le divergenze riscontrate in questo periodo in termini di costi di produzione non possono essere compensate dagli aggiustamenti sul tasso di cambio.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 11.25pt; text-align: justify; "><b><span style="font-family: Georgia, serif; ">In assenza di un&rsquo;elevata inflazione nei Paesi in surplus</span></b><span style="font-family: Georgia, serif; "> (almeno al 4% l&rsquo;anno), <b>l&rsquo;aggiustamento fa s&igrave; che la deflazione nei Paesi in difficolt&agrave; produca un calo notevole dei costi di produzione</b>. In pratica, tale deflazione pu&ograve; essere raggiunta solo a fronte di un elevato tasso di disoccupazione e di malcontento sociale. Non &egrave; quindi chiaro se l&rsquo;attuale strategia di austerity e deflazione sia politicamente fattibile, e questo spiega l&rsquo;enorme incertezza che incombe su tutta Eurolandia.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 11.25pt; text-align: justify; "><span style="font-family: Georgia, serif; ">Un&rsquo;inflazione pi&ugrave; alta nei Paesi in surplus e maggiori trasferimenti transfrontalieri di risorse darebbero ai Paesi in deficit pi&ugrave; tempo, consentendo alle riforme strutturali di produrre risultati e riducendo la necessit&agrave; di deflazione. Ma <b>i Paesi in surplus del Nord Europa rifiutano questo approccio, temendo che tale azione rallenti la pressione sui Paesi debitori del Sud Europa ad intraprendere innanzitutto le riforme strutturali</b>.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 11.25pt; text-align: justify; "><span style="font-family: Georgia, serif; ">Oltre agli specifici problemi legati all&rsquo;unione monetaria, esiste altres&igrave; una dimensione globale connessa alle sfide che dovr&agrave; affrontare l&rsquo;Europa: <b><u><a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/%E2%80%99il-laissez-faire-e-la-tecnocrazia-non-sono-valide-alternative-allo-stato-nazione%E2%80%99-l%E2%80%99analisi-di-dani-rodrik-professore-di-economia-politica-di-harvard-e-teorico-dei-paradossi-della-globalizzazi">la tensione, enfatizzata da autori come Dani Rodrik</a></u></b>, Jean Michel Severino e Olivier Ray<b>, tra la politica democratica nazionale e la globalizzazione</b>. Il commercio, la comunicazione e i collegamenti finanziari hanno creato un grado di interdipendenza tra le economie nazionali, che insieme all&rsquo;enorme vulnerabilit&agrave; alle oscillazioni dei mercati finanziari, ha limitato la libert&agrave; d&rsquo;azione dei policy maker nazionali di tutto il mondo.<b><o:p></o:p></b></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 11.25pt; text-align: justify; "><span style="font-family: Georgia, serif; ">Forse <b>il segnale pi&ugrave; drammatico di questa tensione</b> &egrave; giunto <b>quando</b> l&rsquo;allora primo ministro greco, <b>George Papandreou, annunci&ograve; un referendum</b> sul pacchetto politico proposto per consentire alla Grecia di restare nell&rsquo;Eurozona. Pur non obiettando i meriti dei referendum nel processo decisionale, <b>il vero problema &egrave; stato quello di intavolare un dibattito politico per diverse settimane, quando i mercati si muovono in ore o minuti. Sono bastate meno di 24 ore perch&eacute; la proposta di Papandreou collassasse sotto la pressione dei mercati finanziari</b> (e dei timori che i leader europei hanno nei confronti dei mercati).<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 11.25pt; text-align: justify; "><span style="font-family: Georgia, serif; ">In tutto il mondo, lo stock di asset finanziari &egrave; diventato cos&igrave; consistente, rispetto ai flussi di reddito nazionale, da consentire ai movimenti dei mercati finanziari di travolgere numerosi Paesi. <b>Anche le economie pi&ugrave; grandi sono vulnerabili, soprattutto se dipendono fortemente dai finanziamenti concessi con l&rsquo;emissione di debiti</b>. Se, per qualche ragione, i mercati finanziari e/o la banca centrale cinese dovessero improvvisamente rifiutare i buoni del Tesoro americani, i tassi di interesse schizzerebbero alle stelle, gettando l&rsquo;economia americana in recessione.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 11.25pt; text-align: justify; "><span style="font-family: Georgia, serif; ">Essere creditori non esime per&ograve; da eventuali problemi. Se la sete americana di esportazioni cinesi collassasse all&rsquo;improvviso a causa di un panico finanziario negli Stati Uniti, la Cina stessa si ritroverebbe in seri guai economici.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 11.25pt; text-align: justify; "><span style="font-family: Georgia, serif; ">Queste minacce interconnesse sono reali e <b>richiedono una cooperazione globale pi&ugrave; forte in termini di politica economica</b>. I cittadini, tuttavia, desiderano capire cosa succede, discutere delle diverse linee politiche e dare il proprio consenso alle varie modalit&agrave; di cooperazione proposte. <b>Serve quindi una forma di politica che sia maggiormente sovranazionale</b>, per includere nuovamente i mercati nei processi democratici, come &egrave; accaduto durante il corso del ventesimo secolo con la politica nazionale e i mercati nazionali.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 11.25pt; text-align: justify; "><span style="font-family: Georgia, serif; ">La portata di questa sfida diventa evidente se si osserva quanto sia difficile coordinare le politiche economiche anche nell&rsquo;Unione europea, che si &egrave; mossa pi&ugrave; rapidamente di qualsiasi altro gruppo di Paesi verso una cooperazione sovranazionale. Ci&ograve; nonostante, <b>a meno che non si verifichi un rallentamento o una parziale inversione di tendenza della globalizzazione</b> &ndash; fatto alquanto improbabile e indesiderato nel lungo periodo &ndash; <b>il tipo di &ldquo;politica oltre i confini&rdquo; cui ambisce l&rsquo;Europa diverr&agrave; una necessit&agrave; globale</b>.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "><span style="font-family: Georgia, serif; ">Forse la crisi europea sta solo dando un assaggio di quello che sar&agrave; il dibattito politico centrale della prima met&agrave; del ventunesimo secolo: <b>risolvere la tensione tra mercati&nbsp;<i><span style="border:none windowtext 1.0pt; mso-border-alt:none windowtext 0cm;padding:0cm">globali</span>&nbsp;</i>e politica&nbsp;<i><span style="border:none windowtext 1.0pt;mso-border-alt:none windowtext 0cm; padding:0cm">nazionale</span></i>.</b><o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "><span style="font-family: Georgia, serif; "><o:p>&nbsp;</o:p></span><font face="Georgia, serif"><br /> </font></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "><span style="font-family: Georgia, serif; "><o:p>&nbsp;</o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "><b><i><span style="font-family: Georgia, serif; border-top-style: none; border-right-style: none; border-bottom-style: none; border-left-style: none; border-top-color: windowtext; border-right-color: windowtext; border-bottom-color: windowtext; border-left-color: windowtext; border-top-width: 1pt; border-right-width: 1pt; border-bottom-width: 1pt; border-left-width: 1pt; border-image: initial; padding-top: 0cm; padding-right: 0cm; padding-bottom: 0cm; padding-left: 0cm; ">Kemal Dervi&#351; &egrave; stato ministro dell&rsquo;economia in Turchia, capo del programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) e vice presidente della Banca mondiale. Attualmente riveste la carica di vice presidente e direttore di Global Economy and Development Program presso il Brookings Institution.</span></i></b><span style="font-family: Georgia, serif; "><o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "><span style="font-family: Georgia, serif; border-top-style: none; border-right-style: none; border-bottom-style: none; border-left-style: none; border-top-color: windowtext; border-right-color: windowtext; border-bottom-color: windowtext; border-left-color: windowtext; border-top-width: 1pt; border-right-width: 1pt; border-bottom-width: 1pt; border-left-width: 1pt; border-image: initial; padding-top: 0cm; padding-right: 0cm; padding-bottom: 0cm; padding-left: 0cm; "><br /> <!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br /> <!--[endif]--></span><span style="font-family:&quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;;mso-fareast-font-family: &quot;Times New Roman&quot;;mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;color:#7F7F7F; mso-themecolor:text1;mso-themetint:128;mso-fareast-language:IT"><o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "><span style="font-family:&quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;;mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;color:#7F7F7F;mso-themecolor:text1; mso-themetint:128;mso-fareast-language:IT"><o:p>&nbsp;</o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "><span style="font-family:&quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;;mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;color:#7F7F7F;mso-themecolor:text1; mso-themetint:128;mso-fareast-language:IT"><o:p>&nbsp;</o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "><span style="font-family:&quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;;mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;color:#7F7F7F;mso-themecolor:text1; mso-themetint:128;mso-fareast-language:IT">Traduzione di Simona Polverino<span style="border:none windowtext 1.0pt;mso-border-alt:none windowtext 0cm; padding:0cm"><o:p></o:p></span></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "><span style="font-family:&quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;;mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;color:#7F7F7F;mso-themecolor:text1; mso-themetint:128;border:none windowtext 1.0pt;mso-border-alt:none windowtext 0cm; padding:0cm;mso-fareast-language:IT"><o:p>&nbsp;</o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "><span style="font-family:&quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;;mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;color:#7F7F7F;mso-themecolor:text1; mso-themetint:128;border:none windowtext 1.0pt;mso-border-alt:none windowtext 0cm; padding:0cm;mso-fareast-language:IT"><o:p>&nbsp;</o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "><span style="font-family:&quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;;mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;color:#7F7F7F;mso-themecolor:text1; mso-themetint:128;border:none windowtext 1.0pt;mso-border-alt:none windowtext 0cm; padding:0cm;mso-fareast-language:IT">&copy; Project Syndicate, 2012<o:p></o:p></span></p>