LA “CONTRATTAZIONE DI PROSSIMITÀ” PUO’ ESSERE UTILE AL SUD

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16 Gennaio 2012  Scritto da: Francesco Stolfa


<p> <p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.18cm"> <p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 200%"><font face="Times New Roman, serif"><font size="3"><b>LA &ldquo;CONTRATTAZIONE DI PROSSIMIT&Agrave;&rdquo; PUO&rsquo; ESSERE UTILE AL SUD</b></font></font></p> <p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 200%">&nbsp;</p> <p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 200%"><font face="Times New Roman, serif"><font size="3">L&rsquo;art. 8, inserito dal governo Berlusconi fra le &ldquo;misure a sostegno dell&rsquo;occupazione&rdquo; della cd. Manovra-bis (DL 138/2011), ha introdotto nel nostro ordinamento giuslavoristico la cd. </font></font><font face="Times New Roman, serif"><font size="3"><i>contrattazione collettiva di prossimit&agrave;</i></font></font><font face="Times New Roman, serif"><font size="3">. Da oggi, tutti i contratti aziendali o territoriali, stipulati con i sindacati pi&ugrave; rappresentativi o con le loro rappresentanze aziendali, se perseguono particolari finalit&agrave; di interesse generale (incrementi occupazionali, </font></font><font face="Times New Roman, serif"><font size="3">emersione di lavoro irregolare, miglioramento della competitivit&agrave;, gestione di crisi aziendali, ecc.) potranno introdurre deroghe sia alla legge che alla contrattazione nazionale. Queste deroghe potranno riguardare pi&ugrave; o meno tutte le materie, compreso l&rsquo;orario di lavoro, l&rsquo;inquadramento, i contratti a termine e quelli part-time e persino le conseguenze del licenziamento (tranne quello con finalit&agrave; discriminatorie, specie verso le lavoratrici, per motivi di matrimonio, gravidanza o adozione), la responsabilit&agrave; solidale del committente negli appalti (art. 29, D.lgs. 276/03), la somministrazione e la qualificazione dei rapporti di lavoro dei nuovi assunti ovvero la trasformazione dei rapporti esistenti. Unici limiti: il rispetto della Costituzione, delle normative comunitarie e delle convenzioni internazionali. Questi contratti di prossimit&agrave; potranno essere vincolanti per tutti i lavoratori dell&rsquo;azienda. </font></font></p> <p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 200%"><font face="Times New Roman, serif"><font size="3">La norma consente quindi una vasta flessibilizzazione del diritto del lavoro e si &egrave; subito attirata critiche feroci da ambienti sindacali, giudiziari e accademici. Essa merita, tuttavia, a mio avviso, una riflessione pi&ugrave; pacata e soprattutto attenta alle peculiarit&agrave; della nostro sistema produttivo che, come &egrave; noto, tiene (faticosamente) insieme la parte pi&ugrave; ricca e quella pi&ugrave; povera dell&rsquo;Europa che conta ed &egrave; anche caratterizzato dalla larga diffusione della piccola e media impresa. Ebbene, sin dal dopoguerra, questo universo cos&igrave; complesso e variegato lo si &egrave; sempre regolato in modo unitario e centralizzato, sia dal punto di vita legislativo che da quello contrattuale-collettivo, con il risultato di creare livelli di tutela troppo alti per il Meridione e le PMI e troppo bassi per il Nord e le aziende maggiori; un problema, questo, particolarmente evidente nel settore agricolo. Un altro risultato di questa centralizzazione e rigidit&agrave; normativa &egrave; costituito dalla scarse e scadenti relazioni sindacali nelle PMI, soprattutto (ma non solo) meridionali, soprattutto ma (non solo) nel settore agricolo. Ci&ograve; deriva, certamente, anche dalla scarsa capacit&agrave; di molti quadri sindacali di base di rapportarsi con l&rsquo;universo delle PMI - nell&rsquo;ambito delle quali la parola d&rsquo;ordine prevalente non pu&ograve; certo essere &ldquo;conflittualit&agrave;&rdquo; bens&igrave; &ldquo;collaborazione&rdquo; - e, per converso, dalla tendenza dei piccoli imprenditori a privilegiare relazioni di tipo paternalistico con il proprio personale. Non v&rsquo;&egrave; dubbio, per&ograve;, che queste reciproche difficolt&agrave; e diffidenze siano state accentuate anche da un sistema normativo poco flessibile e quindi incapace di adeguarsi alle peculiarit&agrave; del nostro sistema produttivo.</font></font></p> <p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 200%"><font face="Times New Roman, serif"><font size="3">La contrattazione di prossimit&agrave; potrebbe contribuire a risolvere questi problemi diventando lo strumento per flessibilizzare e adeguare il rigido sistema normativo italiano. Non sto pensando certo a grandi stravolgimenti &ndash; che pure, in teoria, la norma voluta da Sacconi consentirebbe &ndash; ma a quei piccoli, eppure preziosi, adeguamenti che consentano alle nostre migliori PMI di operare nella legalit&agrave; e di innescare meccanismi virtuosi di sviluppo. Per fare solo un esempio (ma se ne potrebbero fare tanti), pensiamo al vasto settore degli esportatori ortofrutticoli pugliesi, costituto spesso da aziende dinamiche e moderne ma pesantemente penalizzate dalla mancanza di una regolazione contrattuale adeguata; ma anche alle difficolt&agrave; che si incontrano nell'applicazione del CCNL agricolo nell'intera area meridionale. Del resto, gli accordi di prossimit&agrave; si faranno comunque (non si pu&ograve; certo pensare di bloccare tutta la contrattazione di secondo livello) ed &egrave; meglio che li gestiscano i sindacati pi&ugrave; rappresentativi ma anche pi&ugrave; responsabili, proprio per non lasciare spazio a operazioni poco trasparenti. Un atteggiamento di disponibilit&agrave; dei sindacati maggiori indurrebbe le piccole aziende ad aprirsi finalmente alle relazioni sindacali (aziendali o territoriali), quelle vere, quelle serie, che sono sempre un&rsquo;occasione di maturazione e di crescita. In definitiva, l&rsquo;art. 8, attribuendo al sindacato italiano le chiavi di una generale flexicurity contrattata, gli offre una grande occasione per entrare in relazione con ampi settori produttivi dai quali &egrave; oggi sostanzialmente escluso sia al Sud che al Nord. Forse pensato per altri, meno commendevoli scopi, questo istituto, se inteso e applicato, invece, in modo prudente e corretto, pone una sfida importante ai nostri imprenditori e ai nostri sindacati e potrebbe rappresentare un&rsquo;occasione di sviluppo soprattutto per il sistema economico meridionale.</font></font></p> <p align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 200%"><font face="Times New Roman, serif"><font size="3"><i>Avv. Francesco Stolfa</i></font></font></p> <p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 200%">(Articolo pubblicato da &quot;La Gazzetta del Mezzogiorno&quot; del 1/12/2011)</p> </p> </p>