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Credito d'Imposta

22 Marzo 2011 - Autore: Andrea Omkar Lapiello - iRome Group - Coldwell Banker


 Può usufruire del credito d’imposta anche chi ha acquistato l’abitazione con atto soggetto ad Iva anteriormente al 2006 (che quindi non ha formalmente usufruito delle agevolazioni “prima casa”). - legge n. 168 del 1982.

Una volta pagata l’imposta sulla "prima casa" al momento del rogito, è possibile detrarre la relativa somma dal successivo acquisto di una prima casa, purché questo nuovo acquisto sia fatto entro 1 anno dalla rivendita della prima casa. Questo comporta che, di fatto, l’imposta sulla prima casa si paga una volta sola e i successivi acquisti sono sempre a scalare dalla precedente imposta. Se, come spesso avviene, i successivi acquisti sono d’importo superiore al precedente, si pagherà la sola differenza.  L’amministrazione finanziaria tende a restringere il credito d’imposta al solo primo riacquisto nonostante la chiara formulazione della legge.

  • Acquisto da un privato: l’imposta viene gestita tramite il notaio scelto, esattore dell’amministrazione finanziaria.
  • Acquisto da un costruttore con pagamento di IVA: non è data la possibilità di compensare l’imposta diregistro con l’IVA, quindi l’imposta può essere recuperata solo ed esclusivamente nell’arco dei 5 anni, detraendo ogni anno dalla propria dichiarazione dei redditi 1/5 dell’imposta pagata sulla prima casa.

Per fruire del credito d’imposta è necessario che il contribuente manifesti la propria volontà con apposita dichiarazione nell'atto diacquisto del nuovo immobile, specificando l'intenzione di utilizzarlo in detrazione dall'imposta di registro dovuta per lo stesso atto.  Se la citata dichiarazione è stata omessa, è comunque prevista la possibilità di poter integrare l’atto originario di acquisto con la stessa, sempre che il contribuente sia in possesso della documentazione comprovante l'effettiva sussistenza dei requisiti.

Il credito d’imposta compete anche quando si acquisti un’altra abitazione mediante appalto o permuta. Nel caso del contratto d’appalto, per fruire del beneficio è richiesto che lo stesso sia redatto in forma scritta e registrato.

COME SI UTILIZZA

Il contribuente può utilizzare il credito d’imposta in vari modi:

  • in diminuzione dell’imposta di registro dovuta in relazione al nuovo acquisto;
  • in diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, dovute su atti e denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito;
  • in diminuzione dell’Irpef dovuta in base alla dichiarazione da presentarsi successivamente al nuovo acquisto, ovvero alla dichiarazione da presentare nell’anno in cui è stato effettuato il riacquisto stesso;
  • in compensazione con altri tributi e contributi dovuti in sede di versamenti unitari con il modello F24 (usando il codice tributo 6602).

CHI PUÒ USUFRUIRNE

A favore di coloro che vendono l’immobile per ilquale al momento dell’acquisto hanno fruito deibenefici previsti per la “prima casa”, la normativavigente riconosce un credito d’imposta se entro unanno dalla vendita acquistano un’altra abitazionenon di lusso costituente “prima casa”.Il credito d’imposta spetta ai contribuenti che non sono decaduti dal beneficio “prima casa”, ed è pari all’ammontare dell’imposta di registro, odell’Iva, corrisposta in relazione al primo acquisto agevolato. In ognicaso, non può essere superiore all’imposta di registro o all’Iva dovuta inrelazione al secondo acquisto.

QUANDO NON SPETTA

Oltre al caso in cui il contribuente sia decaduto dall’agevolazione “prima casa” in relazione al precedenteacquisto, il credito d’imposta per il riacquisto non spetta nelleseguenti ipotesi:

  • se il contribuente ha acquistato il precedente immobile con aliquota ordinaria, senza cioè usufruire del beneficio "prima casa";
  • se il nuovo immobile acquistato non ha i requisiti “prima casa”;
  • se l'immobile alienato è pervenuto al contribuente per successione o donazione, salvo il caso in cui sultrasferimento siano state pagate le relative imposte.




            

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