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Investire nel 2011

20 Febbraio 2011 - Autore: Andrea Omkar Lapiello - iRome Group - Coldwell Banker
Il mercato nel 2010 ha visto un aumento della transazioni del 3,1%, questo ha creato un leggero aumento dei prezzi a seconda delle zone. A Roma, dove comunque le compravendite residenziali sono tra le più alte in Italia, siè riscontrato un amento del 15% sul numero di transazioni. Forte una maggiore flessibilità delle banche a concedere prestiti ed un mercato dei mutui a tassi variabili che fino ad oggi agevola i compratori. Ad oggi gli operatori si aspettano uno spread del 15% tra il valore di mercato proposto e la prima offerta concreta. Quindi la prima buona notizia per chi vuole comprare è che il mercato rimane favorevole. L'altro aspetto è nella scelta degli investimenti immobiliari come strumento di risparmio e di accrescimento di capitale. In genere gli investitori hanno il proprio benchamrk per decisioni simili con le obbligazioni Statali; prima di tutto però il mercato finanziario è cambiato e spesso si trovano prodotti azionari che offrono maggiori soluzioni in termini di flessibilità, garanzia e rendita rispetto alle obbligazioni, anche solo rispetto allo stesso mercato di qualche hanno fa. Ricordiamoci che la casa è un bene di consumo, che può o meno essere funzionale alla creazione di ricchezza per una famiglia, o per un investitore, solo quando una serie di fattori trovano il loro giusto posizionamento. La soggettiva valutazione dell'opportunità secondo zona, taglio e valore sono fattori decisionali che mettono in relazioni l'acquisto anche di un immobile uso investimento al soggetto più che alla rendita. Le seconde case a Roma possono dare rendite fino al 4,5%, la cedolare secca aumenterà e faciliterà l'ampliamento del mercato in questo settore, rendendo appetibili ancora di più gli investimenti nel mattone, la loro tangibilità e il loro valore. Mentre acquisti a puro reddito di attività commerciali possono dare rendite anche fino al 7%, a seconda delle zone. Tali scelte di creazione di reddito devono però tenere conto dei costi di gestione, che comprese le tasse possono arrivare fino al 45% sulla rendita annuale. I fatti dicono anche che anche la sicurezza contrattuale di una locazione a volte viene messa in discussioni da numerose variabili. A fronte di ciò investimenti finaziari sul lungo termine possono essere di gran lunga più remunerativi in termini di allegerimento gestionale e prospettive di guadagno. Altra questione sono le decisioni per l'acquisto di una prima casa, decisioni che ancor di più, rispetto al puro investimento, rientrano nello stile di vita di una famiglia e che quindi hanno bisogno di maggior attenzione e discernimento. A tal riguardo poco vale una negoziazione spinta ed al ribasso quando si ha la certezza di un prezzo giusto, certezza data dal supporto di un professionista che come tale ha fatto una valutazione giusta e trasparente. Oltretutto perchè ancora ad oggi e per il prossimo anno i prezzi si trovano ad un livello interessante per i compratori ed il mercato sia per compratori che per i venditori consente ampi margini decisionale quando non ci siano situazioni patrimoniali a rischio che comandano vendite generose mirate alla ricostituzione di liquidità.


            

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