FinanzaeDiritto sui social network
27 Gennaio 2020  le interviste  |  professionisti  |  chi siamo  |  forum  |  area utenti  |  registrati

            




Conciliazione e Strategia

1 Dicembre 2010 - Autore: Studio Boccanera


Il mondo sta ancora sperimentando gli effetti, devastanti ed ancora non pienamente dispiegati, di una Crisi, che, per gravità ed intensità, viene spesso paragonata a quella del 1929. Ogni tentativo di affrontare con mezzi convenzionali una situazione assolutamente straordinaria come questa è destinato a non sortire effetto.

Lo scorso 10 maggio abbiamo appreso che da Bruxelles è stato varato un piano di aiuti di  750 miliardi di euro a garanzia della solvibilità della Grecia e di altri Paesi della nostra Euro-zone.

Ma tale impianto di aiuti a medio termine non rappresenta la soluzione al problema. Soprattutto perché il prezzo che sarà richiesto ai contribuenti europei, tra i quali anche noi italiani, sarà alto, anzi altissimo e sarà pagato in "moneta sociale", ovvero con rinunce di welfare che toccheranno tutti. Prezzo tanto più caro quanto più manifesto in un momento in cui occorre prestare la massima cura e attenzione all’allocazione strategica ed efficiente delle risorse pubbliche disponibili.

Il meccanismo sembra funzionare. Le banche sull'orlo del collasso, troppo grandi per fallire, fanno intervenire i governi, collettivizzando le perdite, e continuando ad assumere rischi ulteriori al rialzo, come se nulla fosse stato. I governi fanno intervenire gli Stati quali garanti di ultima istanza, attraverso emissione di "bond" pubblici in sostituzione di quelli tossici, o invendibili. Gli Stati in difficoltà fanno intervenire l'Unione Europea, quale garante, a sua volta, dell'indebitamento dei primi, acquisendone titoli pubblici, sui quali riversano la garanzia più ampia dell'Unione intera, frazionandola poi tra i rispettivi Paesi in splitting di garanzie.  

Sì, ma fino a che punto? Fino a che punto siamo disposti ad arrivare? Ad un certo punto, non mutando né le cause, né gli attori che hanno dato luogo a questi perversi effetti, ci sarà bisogno di un Ente superiore che garantisca a sua volta l'Unione Europea, pena il collasso del Sistema. 

Il tempo per cambiare è arrivato. Forse è opportuno anche arrivare a ripensare il capitalismo, reinterpretandolo in chiave innovativa, sostenibile ed equitativa.

E in questo è strategico l'apporto del sapere delle Professioni. In un’epoca dove è messa in discussione l'essenza stessa del Turbocapitalismo, il PENSARE deve riguadagnare posizioni perdute sul PRODURRE. Perché attraverso il pensiero creativo e innovativo si possono creare condizioni di nuovo sviluppo, semplicemente MIGLIORANDO quello che già c’è e RISCOPRENDO alternative al P.I.L.. Come? Innovando con Creatività.  Si possono trovare fonti e filoni di nuove attività, di innegabile portata collettiva, che attraverso il mondo delle Professioni, uniscono e non dividono i ceti sociali, sempre più distaccati gli uni dagli altri.

Le Professioni in particolare dovranno riscoprire l’essenza sociale del loro essere, “gettando ponti” e non “innalzando muri e steccati” di presunte e inviolabili tutele anacronistiche di categoria. Esse, unitamente alla ricerca dell'innovazione e alla riscoperta della creatività di cui sono, o dovranno ancora di più essere portatrici, possono essere un buon BALUARDO a sostegno della traballante coesione sociale. Recuperando in ciò anche una rinnovata impronta sociale (Social Footprint), per alcune assolutamente indispensabile.

di Gian Marco Boccanera

Estratto dal libro "Conciliazione e Strategia. Meme evolutivo del Sistema-Paese per fronteggiare la Crisi con Pax-Appeal e Web 2.0”,  scritto da Gian Marco Boccanera e pubblicato in data 22.11.2010 su www.lulu.com.

 




            

Altri articoli scritti da Studio Boccanera

Ultimi commenti degli utenti

Nessun commento












Powered by Share Trading
Everlasting

activtrades