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IL DIRITTO AL DISINVESTIMENTO NELLA SPA

11 Luglio 2010 - Autore: THESIS


PER QUANTO NON CODIFICATO, ESISTE UN DIRITTO AL DISINVESTIMENTO, RICONOSCIUTO DALL'ATTUALE ORDINAMENTO IN MISURA AMPIA, SOPRATTUTTO QUALE CONTRAPPESO AL RAFFORZAMENTO DEL PRINCIPIO MAGGIORITARIO. LO STESSO DIRITTO AL DISINVESTIMENTO, PER QUANTO AMPLIATO, GIOVA PARADOSSALMENTE AD UNA MAGGIORE RACCOLTA DI RISORSE FINANZIARIE, VISTA L'AFFERMAZIONE NEGLI ULTIMI TEMPI DEL SOCIO COSIDDETTO TEMPORANEO, IN PARTICOLARE DI ESTRAZIONE FINANZIARIA. LA POSSIBILITA' DI DISINVESTIRE VIENE ATTUATA MEDIANTE IL DIRITTO DI TRASFERIMENTO DELLA PARTECIPAZIONE, TUTELATO DAL LEGISLATORE SOPRATTUTTO QUANDO A TALE TRASFERIMENTO VENGONO POSTI DEI VINCOLI. VIENE ANCHE REALIZZATO CON IL DIRITTO DI RECESSO, E CON QUELLO DI RISCATTO DELLA QUOTA, IN TAL ULTIMO CASO, NELL'IPOTESI DI NEGATO GRADIMENTO EX ART. 2355 BIS C.C., IN QUELLA DELLA SCISSIONE NON PROPORZIONALE, E NELL'ALTRA DELL'INCORPORAZIONE POSSEDUTA PER ALMENO IL 90%, ALLORQUANDO VIENE DELIBERATA LA RINUNCIA ALLA RELAZIONE DEGLI ESPERTI. RIGUARDO I CRITERI DI LIQUIDAZIONE, CHE LA LEGGE VUOLE ADERENTI A VALORI DI MERCATO, E NON PIU' CONTABILI, VIENE COSTANTEMENTE FATTO RINVIO AGLI ARTICOLI 2437 TER E QUATER DEL CODICE CIVILE.




            

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