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Gravità del reato: valutazione agli effetti della pena

13 Aprile 2010 - Autore: Studio Legale Avv. Vincenzo Mennea

Gravità del reato:valutazione agli effetti della pena. Brevi considerazioni.

Avv. Vincenzo Mennea.

L’art. 133 del c.p. dispone che il giudice nell’esercizio del potere discrezionale, deve tener conto della gravità del reato, desunta dalla,capacità a delinquere del colpevole, desunta: 1) dalla natura, dalla specie, dai mezzi dall’oggetto, dal tempo, dal luogo;
2) dalla gravità del danno o del pericolo cagionato alla persona offesa dal reato;
3) dall’intensità del dolo o dal grado della colpa.

Il giudice deve tener conto, altresì della capacità a delinquere del colpevole, desunta:
1)dai motivi a delinquere e dal carattere del reo;
2)dai precedenti penali e in genere dalla condotta e dalla vita del reo, antecedenti al reato;
3)dalla condotta contemporanea o susseguente al reato;
4)dalle condizioni di vita individuale, familiare e sociale del reo.

In merito ai singoli criteri elencati nel 2 comma dell’art. 133 si è detto che è possibile considerare:
-i motivi a delinquere, indicano il grado di partecipazione, e cioè l’entità dell’adesione del reo al fatto.
-il carattere del reo, espressione del suo atteggiamento psichico considerato nella sua globalità.
-i precedenti penali, desumibili tanto da altri giudizi penali quanto da procedimenti extrapenali.
-condotta contemporanea e susseguente al reato, significa il comportamento tenuto dall’imputato durante il processo.
-le condizioni di vita individuale, familiare, e sociale del reo ritenute rilevanti solo ai fini della graduazione della pena in riduzione e non anche in aumento.

La norma elenca quelli che devono essere i parametri di riferimento ai quali il giudice deve attenersi quando deve determinare la pena da applicare al caso concreto.
Innanzi tutto la gravità del reato, nella sua realtà indica la misura del disvalore sociale dell’illecito realizzato, attraverso l’esame di una serie di elementi che, sono indicati: la natura, la specie, i mezzi e ogni altra modalità dell’azione, l’entità del danno o del pericolo, l’intensità del dolo o il grado della colpa.

Compito dell’interprete è quello di specificare quali sono i fini che si intendono raggiungere attraverso l’irrogazione della pena, inoltre deve individuare quali sono le circostanze fattuali che hanno una rilevanza, sulla base dei presupposti sottesi ai criteri finalistici considerati, per poi procedere ad un apprezzamento complessivo dei fatti di cui dispone per poter commisurare quel disvalore sociale e giuridico di una condotta illecita del reo.

Pertanto il giudizio di pericolosità è un giudizio prognostico che è orientato verso il futuro, cioè la probabilità che il soggetto ha o possa compiere altri reati, non è certo che il soggetto debba commettere per forza altri reati e per questo debba essere o avere uno stigma sociale di soggetto pericoloso.

In sostanza per quanto riguarda la gravità si prende in considerazione il reato, sia sotto il profilo materiale, che psicologico, esaminando prima gli elementi che incidono sulla condotta e sull’evento, poi si analizza l’intensità del dolo o della colpa.

Indice rilevante ho detto che è il disvalore dell’azione, che può emergere anche dalle circostanze aggravanti e attenuanti che emergono nella fattispecie.

La capacità a delinquere serve per valutare la personalità del reo e la sua capacità a delinquere nuovamente come se fosse del tutto coerente al tipo di personalità, adeguata al soggetto, tanto più è la possibilità della sua reità, tutto ciò dovrebbe dimostrare quanto è forte l’inclinazione al reato, cioè quegli elementi che hanno spinto il soggetto ad agire e al loro atteggiarsi in termini di nobiltà e spregevolezza.

Tant’è vero che è significativo anche la condizione di vita del reo, familiari, sociali, economiche, da questo elemento ne discende anche il carattere del reo e la sua personalità, che viene considerato come fattore acquisitivo dall’ambiente in cui vive, dal carattere propriamente detto, che è il risultato della tensione nell’individuo.

Altro elemento sono i motivi a delinquere come impulsi di natura psichica, che porta il soggetto a tenere una determinata condotta dell’agire umano, che possono essere consapevoli o inconsapevoli, si deve tener conto degli affetti umani come avidità, la gelosia, il desiderio di vendetta.

Elemento importante e significativo è da attribuire ai precedenti penali del soggetto, la vita antecedente del reo che influirà negativamente o positivamente sul giudizio.

Certamente non si può dire con certezza che tutti questi elementi vengono considerati e determinati o si dispone di tutte queste informazioni quando si deve determinare la pena.

Avv. Vincenzo Mennea




            

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