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PRESTITO PARTECIPATIVO, un' ottima opportunità per reperire liquidità

2 Aprile 2010 - Autore: STUDIO DE PRISCO - Dott. Salvatore DE PRISCO


 

PRESTITO PARTECIPATIVO
 
Il cosiddetto “Avviso comune” di agosto 2009 che ha coinvolto Abi, organizzazioni datoriali e Governo, oltre ad introdurre la moratoria sui debiti delle Pmi, ha rilanciato in maniera importante uno strumento che fino ad oggi, almeno nel nostro Paese, non aveva ottenuto grandi consensi: il prestito partecipativo.
Snobbato dal mondo imprenditoriale, poco conosciuto, sicuramente impegnativo rispetto ad un finanziamento di stampo classico, questa tipologia di debito a medio termine non era riuscita finora a ritagliarsi una propria nicchia di mercato. Ma adesso le cose potrebbero cambiare. Le banche firmatarie dell’accordo si sono impegnate a metterlo a catalogo e conseguentemente a pubblicizzarlo. Aggiungiamoci la difficoltà ad ottenere credito chirografario a medio termine in questo momento per la stragrande maggioranza delle piccole e medie imprese italiane e avremo creato il clima ideale per lo sviluppo di un prestito che preveda come condizione necessaria per la sua concessione un incremento nella patrimonializzazione aziendale.
Sul mercato stanno prendendo corpo una pluralità di prodotti, diversi l’uno dall’altro; nella versione più rigida essi prevedono la concessione di un finanziamento pari ad un multiplo dell’aumento di capitale effettivamente versato dai soci, ma esistono anche tipologie di partecipativi che si accontentano di versamenti diluiti nel tempo o di un generico incremento del patrimonio netto aziendale negli anni a venire, sia esso frutto di aumenti di capitale in senso stretto, di utili non distribuiti,di finanziamenti soci in conto futuri aumenti di capitale o della somma di tutti e tre. La necessità da parte dell’imprenditore di mettere mano al portafoglio, magari unita alla garanzia di un confidi potrebbe costituire l’elemento per superare la contrazione del credito(credit crunch) in atto.
 
Caratteristiche
Si tratta di una particolare forma di finanziamento a medio termine, inscindibilmente correlata ad un impegno da parte dei soci dell’impresa finanziata ad aumentare la capitalizzazione dell’azienda stessa. L’incremento dei mezzi propri, a seconda del prodotto bancario proposto, può essere perfezionata attraverso un aumento di capitale in senso stretto, attraverso un finanziamento soci in conto aumento di capitale o mediante la rinuncia a prelevare gli utili prodotti dall’azienda durante il periodo di ammortamento del prestito.
 
Destinatari e soggetti coinvolti
Tutte le imprese, purché in contabilità ordinaria, possono utilizzare lo strumento del prestito partecipativo. Non è tanto la tipologia aziendale a costituire una discriminante all’utilizzo del prodotto, quanto la disponibilità della proprietà a mettere in gioco risorse proprie.
I soggetti coinvolti sono l’impresa, la banca finanziatrice, eventualmente un confidi.
 
 Scopo
La motivazione dell’utilizzo di un prestito partecipativo va nella direzione di promuovere il rafforzamento della struttura del passivo, nonché l’ottimizzazione delle fonti finanziarie aziendali tramite l’intervento congiunto della banca e dei soci, in termini rispettivamente di messa a disposizione di risorse finanziarie aventi caratteristica di mezzi stabili e permanenti e di operazioni volte ad aumentare i mezzi propri (da realizzare tramite immissione di mezzi freschi a titolo di aumento di capitale sociale e/o di finanziamento soci infruttifero in conto futuro aumento di capitale).
Rappresenta un’ottima opportunità per reperire liquidità a medio termine non finalizzata, a buone condizioni economiche, spostando nel contempo il baricentro del debito dal breve al medio termine, con benefici evidenti in termini di rating aziendale.
Il plus di un’operazione di prestito partecipativo non sta tanto nell’ottenere un tasso migliore a fronte di un impegno ad aumentare la patrimonializzazione della propria azienda, ma piuttosto nell’ottenere della liquidità a medio termine a un buon tasso, senza necessità di ancorarla ad una spesa particolare (esempio investimenti).
È prassi corrente che un’operazione come quella descritta venga supportata da garanzie consortili. L’utilizzo del Confidi permette di abbassare il costo dell’operazione e di aumentare le possibilità di ottenere una delibera bancaria positiva.
 
Dott. Salvatore DE PRISCOconsulente aziendale e finanziario




            

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