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ECCO COME ASSISTERE LE IMPRESE ED USCIRE DALLA CRISI

5 Gennaio 2010 - Autore: STUDIO DE PRISCO - Dott. Salvatore DE PRISCO


In una panoramica congiunturale non certo favorevole per lo sviluppo delle imprese e che vede oggi il management imprenditoriale sempre più coinvolto nella individuazione e risoluzione di problematiche inerenti lo stato di crisi delle aziende, il “ruolo del professionista” assume fondamentale importanza nel momento della individuazione e nella capacità di analisi della situazione aziendale. E’ in queste situazioni, difatti, che il ruolo del professionista emerge con maggiore evidenza, affrontando con rapidità e risolutezza le questioni, ponendo attenzione alle persone ed ai ruoli da essi ricoperti nella compagine aziendale, producendo comunicazioni adeguate ed efficaci ai fini della individuazione delle metodologie da adottare per la risoluzione delle problematiche.

Il consulente è quello più idoneo per scoprire ed affrontare al meglio gli effetti dello stato di crisi aziendale: partendo dall'analisi del bilancio come strumento di diagnosi delle cause della crisi, il compito principale dell'analista è scovare i fattori che provocano squilibrio tra i tre elementi, economico, finanziario e patrimoniale, che nell'equilibrio di un bilancio devono rispettare un mix di incidenza armonico affinché il bilancio stesso risulti proporzionato e solido.

Il compito del professionista nella ricerca delle cause del possibile disequilibrio finanziario parte dall'analisi delle correlazioni tra fonti ed impieghi di ricchezza, attraverso l'applicazione di margini ed indici per l'apprezzamento dell'equilibrio finanziario di breve termine, di medio–lungo termine, e dei flussi di cassa, passaggi fondamentali nell'ambito di logiche ed azioni di gestione economico-giuridica della crisi, aventi ad obiettivo l'individuazione di strategie di breve termine per il miglioramento della redditività operativa, per poter successivamente proseguire alla valutazione delle possibilità di mantenimento del livello di fatturato, da un lato, e dall'altro di contenimento dei costi fissi e variabili. Perseguito ed ottenuto il miglioramento dei flussi di cassa, si può ipotizzare la predisposizione di programmi economici per il superamento della crisi, con un'attenta programmazione economico-finanziaria circa le previsioni in merito all'evoluzione dei mercati, la pianificazione economica inerente il piano delle vendite e la previsione dei costi commerciali, la determinazione e la copertura del fabbisogno finanziario. Senza tralasciare l'aspetto esterno all'azienda della crisi, soprattutto in merito alla gestione dei rapporti con i finanziatori terzi, anche nell'ottica della gestione di potenziali trattative con le banche.

Proprio quest’ ultimo aspetto può incidere molto su una corretta e tempestiva comunicazione con gli istituti bancari, condizione essenziale per ottenere una valutazione positiva del business dell’impresa

I profondi mutamenti generati da Basilea 2, infatti, incidendo in maniera decisiva sulla gestione finanziaria dell’impresa, richiedono attenzione particolare per i professionisti, chiamati ad indirizzare l’azienda nella prospettiva di uno sviluppo che sia crescente e duraturo nel tempo.

Si tratta, più precisamente, di un intervento necessario per consentire alle imprese di essere costantemente coadiuvate nel processo di ammodernamento e di crescita imposto dal nuovo sistema, con l’obietivo primario di diffondere al più presto nel sistema aziendale, una vera e propria “cultura del rating”.

E’ noto, infatti, che spesso le imprese incontrano difficoltà nel relazionarsi con gli Istituti di Credito. A tal proposito, il professionista può intervenire creando le basi per un colloquio che sia il più trasparente e chiaro possibile.

In particolare, il professionista deve individuare quali siano i fattori di rischio all’ interno dell’azienda che potrebbero pregiudicare rating elevati. Egli deve, specificatamente, effettuare una valutazione sul rischio dell’impresa, configurato sotto molteplici profili quali, rischio ambientale, di business, operativo, di bilancio, etc.

Sarà necessario, a tal proposito, conoscere e valutare approfonditamente il patrimonio aziendale,  poiché, per ottenere un giudizio di rating elevato, è necessario che l’impresa abbia una struttura finanziaria equilibrata e che sia sufficientemente patrimonializzata.

Il professionista, dovrà, a tal proposito, orientare correttamente i flussi finanziari stimolando un’ adeguata capitalizzazione dell’ impresa ed intervenire per garantire prospettive di crescita, innovazione e sviluppo aziendale, necessarie per stimolare la qualità creditizia dell’impresa.

Il CONSULENTE, pertanto, dovrà mettere in atto processi che siano in grado di stimolare il rapporto banca-impresa, basando tale relazione sull’effettiva capacità dell’impresa di far fronte ai propri impegni e di sviluppare un business sostenibile.

 

Dott. Salvatore De Prisco - consulente aziendale e finanziario

 




            

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