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La politica euroitaliana nel Mediterraneo

18 Giugno 2009 - Autore: Studio Legale e Tributario Giommi


 

(articolo estratto da Family Office n.2 del 2009)
(...)
Il cuore geografico della presenza italiana nel mondo è il Mar Mediterraneo, con il suo retroterra vasto. Questo è il campo d'azione più invitante, meno strutturato, più naturale, ma anche più pericoloso.
Una scelta obbligata in quanto la nostra identità geopolitica è definita dalla dimensione peninsulare e storicamente dall’eco, reale e presente, della strategia delle Repubbliche marinare di Genova e Venezia, ma che nasce molto prima. Una predestinazione che vale per l’insieme del paese dal Nord al Sud Italia e che raggiunge il massimo della concreta visione politica con la dottrina Mattei. Il fondatore della nostra industria di idrocarburi non mirava soltanto ad assicurare l’indipendenza energetica del paese, ma stabiliva una connessione tra la valorizzazione delle risorse energetiche del Nord Africa e l’industrializzazione del Mezzogiorno italiano. Una visione di alta politica per lo sviluppo delle due sponde secondo una formula di cooperazione che rimane tuttora la chiave di volta per un rapporto Nord Sud di vera crescita.
 
In questo ragionamento di promozione del dialogo si inserisce la recente visita del Papa in Israele, Giordania e territori palestinesi dopo nove anni dall’ultima visita di Giovanni Paolo II. Le indicazioni più rilevanti dei discorsi di Benedetto XVI sono essenzialmente due: il forte contrasto al pregiudizio che vuole relegare l’aspetto religioso escludendolo dalla vita pubblica; un maggiore equilibrio nel rapporto tra mondo arabo e mondo ebraico. Infatti il Papa si è opposto con forza al negazionismo della Shoah pur non rinunciando ad auspicare la soluzione politica dei due Stati e la condanna alla barriera di separazione.
 
Indicazioni importanti anche per l’Italia che aspira a mantenere la pace nell'area e favorire un dialogo non solo tra economie ma anche tra culture, religioni e confessioni.
Dalla visione della Chiesa alla tradizione economico-politica di Enrico Mattei si compone un approccio italiano al Mediterraneo che coglie tutti i fattori di una realtà storicamente complessa e mai riducibile alla sola dimensione economica.
 
E’ una sfida difficile che stiamo affrontando nel rispetto della nostra storia come dimostrano i recenti accordi Italia/Libia ed Italia/Egitto e le relazioni consolidate con Turchia e Israele: tutti paesi chiave dell’area. Infatti il centro propulsore del Mediterraneo, nel bene e nel male, è il quadrante orientale con epicentro il Canale di Suez, con tutta la simbologia che ne deriva. Il quadrante ovest sarà molto meno determinante in questa fase anche se l’intero processo sarà probabilmente supportato da una Francia in forte crisi di identità, sempre più spiazzata dagli sviluppi delle relazioni Germania/Russia, e desiderosa di investire nel proprio futuro per l’integrazione con la sponda Sud.
 
E’ fondamentale che tale cooperazione non avvenga con il vecchio sviluppo ad anelli concentrici made in UE, ma che vada a vantaggio di un reale processo policentrico e sussidiario che parta dall’attenzione per la persona umana e per la singola comunità aziendale. Si potrà così creare un sistema integrato di regioni e aree in grado di sviluppare le complementarietà esistenti tra i diversi sistemi produttivi. In tale ottica, il sistema delle PMI e dei distretti industriali italiani può essere ancora un modello di riferimento.
 
 
Guido Giommi
 



            

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