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Olivia Taglio, la ragazza

17 Gennaio 2009 - Autore: Consulaziende snc


Quando mi chiedono perché ho chiamato Supermarket la mia agenzia in alzaia Naviglio Pavese 21/3, a Milano, Italia, rispondo che non ne ho la minima idea, anzi che l’idea era quella di facilitare la gente a fare quello che deve fare ma non ha il tempo di fare, qualunque cosa, tipo portare fuori il cane o pagare le multe, e solo dopo è diventata una agenzia investigativa perché la gente mi chiedeva di investigare, e se qualcuno per caso mi chiede se ho la licenza, rispondo che non ho mai saputo che ce ne volesse una. O forse sono state le ore ed ore che ho passato a leggere e rileggere di Sherlock Holmes e di Watson quando avevo dieci o undici anni che senza che me ne rendessi conto mi ci hanno portato, a fare l’investigatrice. Ci impazzivo, quando Holmes diceva a chi gli stava davanti che era nato in India e che aveva una madre malese e un cane bianco e nero e che aveva una casa nel Dorset così, da indizi inconsistenti che non avrebbero detto niente a nessuno, ma proprio a nessuno. Guardo ogni tanto fuori dai vetri sudici il Naviglio verde, tanto denso che quasi non scorre. In piedi, con le mani dietro la schiena, immagino di caderci dentro, al Naviglio verde scuro, e di bere quell’acqua pastosa senza volerlo e poi di morire di una malattia terribile, con infezioni che si sommano una all’altra e ti distruggono le difese, finché le palpebre non ti si chiudono più e i muscoli delle mani si muovono a scatti. La luce della nebbia mi illumina il naso e la bocca, mentre sto lì a guardare, almeno credo, e mi illumina anche un po’ le guance, mentre guardo fuori, come in certi quadri di Vermeer che ci hanno fatto anche un film bellissimo con una che si chiama Johansson o qualcosa del genere. Dopo che sono stata un po’ lì a guardare, prendo un giornale come faceva mia madre, lo bagno, lo appallottolo e provo a strofinare via il sudicio dai vetri. Il mio sedere, coperto solo da mutandine striminzite, ha campeggiato su tutti i muri d’Italia. Questo si dice di me: che sono stata il più bel sedere di tutti i tempi. A livello mondiale. Adesso, a 30 anni, il mio sedere dicono che è ancora un gran bel sedere, ma che per fare i servizi fotografici alle mutandine ce ne vuole uno di 15 anni, massimo 17. I soldi che guadagni a fare la modella ti sembrano tanti e ti sembra che li guadagnerai per sempre ma poi ti accorgi che invece finiscono e tu non hai più un lavoro, così ho dovuto inventarmene uno. E’ per questo che ho aperto l’agenzia Supermarket.




            

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