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Piazza Affari barcolla, a rischio i 17000 punti. Euro sotto 1.36

4 Febbraio 2013 - Autore: Decarolis Renato


Quinta settimana consecutiva con il segno positivo per l’indice americano S&P500. Gennaio è stato archiviato con un +5%, i massimi assoluti sono sempre più vicini. Il Dow Jones ha riagganciato quota 14 mila punti! Il nostro FTSEMIB, che aveva fatto meglio nel primo mese dell’anno (+7%), ha perso oltre 2 punti percentuali nell’ottava appena conclusa. Le vicende MPS e Saipem hanno inferto un duro colpo a quella fiducia che faticosamente si stava cercando di recuperare nei confronti degli investitori esteri. Ed adesso bisogna fare attenzione a non scendere sotto i 17 mila punti, potrebbe cominciare a vacillare quel trend al rialzo che ha portato l’FTSEMIB dai 12.400 punti di fine luglio 2012 ai quasi 18 mila di mercoledì scorso. Dal fronte obbligazionario, venerdì il bund rimbalzava prepotentemente dal supporto a 141.50, arrivando a sfiorare la resistenza in area 142.60. La chiusura è poi stata a 141.59, praticamente gli stessi livelli con cui oggi ha aperto l’ottava. L’oro resta intrappolato nel range di prezzi tra i 1.650$ ed i 1.700$. La settimana sarà caratterizzata dai meeting delle banche centrali europea, inglese ed australiana. ANALISI EURUSD L’euro ha recuperato oltre un punto percentuale nell’ottava appena conclusa sul dollaro, registrando anche un nuovo massimo dell’anno a 1.3711. Questa mattina viaggia sotto 1.36, portando così ad oltre una figura la correzione da tale livello. Siamo nella media dei ritracciamenti visti nell’ultimo periodo, possiamo quindi parlare di prese di beneficio e non ancora di un’inversione di tendenza. Molto dipenderà da quello che dirà giovedì prossimo Mario Draghi, nella conferenza stampa dopo l’annuncio sui tassi. E’ possibile quindi attendersi una certa lateralità del cambio in attesa del numero uno della BCE. ANALISI USDJPY E sono 9! Le settimane chiuse con il segno più per il dollaro/yen. Anche la resistenza a 92 è stata superata con una certa facilità. Poco fa è stato aggiornato il massimo dell’anno sopra quota 93. Come ho più volte evidenziato nei giorni scorsi, l’analisi grafica su questo cambio conta molto poco, nel momento in cui vi è una manipolazione del mercato. Anche se la Banca centrale del Giappone continua a smentire, è evidente che sia in corso una manovra che ha come fine la svalutazione dello yen. Fino ad adesso non vi è stata alcuna opposizione dal resto del mondo a questa politica. Vedremo cosa accadrà con la prossima resistenza in area 94.5. ANALISI AUDUSD E’ stata una settimana piatta per il dollaro australiano. L’unico acuto degno di nota è stato il nuovo minimo dell’anno a 1.0361 registrato venerdì scorso, ma per il resto si resta in una fase di correzione dalla resistenza a 1.055. Il target di tale movimento è sul supporto a 1.035. ANALISI NZDUSD Il neozelandese si distacca dal “fratello” AUDUSD e guadagna quasi un punto percentuale nell’ottava appena conclusa. Si comincia ad intravedere la resistenza in zona 0.8530. E pensare che la settimana si era aperta con 0.83 a forte rischio. ANALISI GBPUSD E’ stato un movimento grafico perfetto quello che abbiamo assistito nelle ultime sedute sul cross sterlina/dollaro. Prima la violazione dei supporti 1.5850 e 1.5750, il pull back e la chiusura di settimana sotto 1.57! In questo momento siamo 30 pips circa sopra tale livello, ma i segnali di debolezza ci sono tutti e potrebbero spingere il cambio fino a 1.5450. ANALISI USDCAD Il doppio massimo presente anche sul grafico settimanale non lascia molti dubbi: si va verso il supporto a 0.9840 e forse anche più giù, soprattutto se Wall Street continuerà a registrare dei nuovi massimi di periodo. Ricordo, infatti, che l’USDCAD segue in modo inverso il mercato azionario. A tal proposito, vorrei far notare che l’indice americano S&P500 sta volando in questi giorni a dei prezzi che non si vedevano dal lontano 2007, un periodo in cui il canadese sfiorava quota 0.9 contro il dollaro! ANALISI USDCHF Nessuno accenno di reazione dal supporto a 0.9120, mentre questa mattina USDCHF rimbalza da quello a 0.9050. Siamo sui minimi di maggio 2012 e solo una figura più in basso vi sono quelli dell’anno appena passato.


            

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