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Bund e sterlina in difficoltà. Azionario in attesa della Fed

29 Gennaio 2013 - Autore: Decarolis Renato


<p>&nbsp;La giornata di ieri ha confermato che per il nostro FTSEMIB ci sono ancora dei margini di miglioramento.</p> <div>Mentre S&amp;P500 e Dax si prendevano una piccola pausa, l&rsquo;indice italiano ha aggiunto un ulteriore +1% alla performance da inizio anno ed i 18 mila punti dietro l&rsquo;angolo.</div> <div>Bisogna per&ograve; ricordare che quello americano e tedesco hanno raggiunto i livelli pre-crisi del 2008, mentre quello italiano ha rivisto ieri quelli dell&rsquo;agosto del 2011.</div> <div>Il gap &egrave; veramente ampio.</div> <div>Per tale motivo, sorridete pure se leggete o sentite notizie sui media che parlano di un FTSEMIB che sta sovraperformando Wall Street &amp; Company.</div> <div>Forse nel brevissimo periodo, ma sulla lunga distanza resta ancora molto indietro.</div> <div>Quel che &egrave; strano &egrave; che l&rsquo;azionario abbia vissuto una seduta tranquilla nel giorno in cui il bund si &egrave; avvicinato al target di un movimento ribassista partito dagli inizi del dicembre scorso.</div> <div>E&rsquo; crollato sotto 142 con un minimo intraday a 141.61.</div> <div>E&rsquo; lecito adesso attendere un rimbalzo, ma attenzione perch&eacute; pi&ugrave; in basso in area 140.50 vi &egrave; l&rsquo;ultimo supporto e poi il vuoto fino a 134!</div> <div>L&rsquo;oro continua a muoversi nel range 1700$/1650$ prima del FOMC (organo esecutivo della Federal Reserve) di domani sera.</div> <div>&nbsp;</div> <div>ANALISI EURUSD</div> <div>Secondo test ieri della resistenza in area 1.3480 per l&rsquo;euro/dollaro e chiusura sotto 1.3450.</div> <div>Tutto il mondo del Forex &egrave; in attesa della Fed, il cui organo esecutivo, il FOMC, si riunisce per due giorni a partire da oggi.</div> <div>Domani sera sapremo quale politica monetaria intende adottare, soprattutto per quel che concerne il piano di immissione di liquidit&agrave;.</div> <div>In caso di violazione della resistenza in cui si trova adesso, il livello successivo da monitorare &egrave; in zona 1.38.</div> <div>Nella parte bassa del grafico, un supporto di brevissimo &egrave; a 1.3430, qualcosa di pi&ugrave; consistente si trova invece in area 1.3280.</div> <div>&nbsp;</div> <div>ANALISI USDJPY</div> <div>Dopo aver chiuso 8 settimane consecutive con il segno positivo, il dollaro/yen perde ieri mezzo punto percentuale.</div> <div>Prima per&ograve; aveva aggiornato il massimo del mese e dell&rsquo;anno a 91.25.</div> <div>Qualche presa di beneficio, ma il trend al rialzo resta intatto con il prossimo target in area 92.</div> <div>Un supporto degno di nota &egrave; in zona 88.50.</div> <div>&nbsp;</div> <div>ANALISI AUDUSD</div> <div>L&rsquo;australiano ieri ha fatto un giro sotto 1.04 per poi chiudere la seduta a 1.0422.</div> <div>Siamo in una fase di correzione dalla resistenza a 1.055.</div> <div>Questo movimento al ribasso punta dapprima ai minimi del mese e dell&rsquo;anno in zona 1.035 e poi, se dovessero giungere dei segnali di debolezza dal mercato con cui &egrave; legato, ovvero quello azionario, il vero supporto &egrave; in area 1.015.</div> <div>&nbsp;</div> <div>ANALISI NZDUSD</div> <div>Primo campanello di allarme per il neozelandese, sceso ieri sotto 0.83.</div> <div>Quella che sembrava una fase di consolidamento di un trend al rialzo di medio periodo, potrebbe trasformarsi in un&rsquo;inversione di tendenza.</div> <div>Da monitorare con molta attenzione i supporti in area 0.82 e 0.81.</div> <div>A nord del grafico, lo scoglio da superare &egrave; 0.84.</div> <div>&nbsp;</div> <div>ANALISI GBPUSD</div> <div>Situazione esplosiva sul cable!</div> <div>Ieri ha chiuso sotto 1.57 ed adesso si aprono degli scenari molto negativi per la sterlina.</div> <div>Il calo potr&agrave; estendersi nelle prossime settimane fino a 1.5450.</div> <div>Ad appesantire il quadro sono state le dichiarazioni del week end scorso del prossimo governatore della Bank of England, Mark Carney, il quale ha fatto intendere che lavorer&agrave; sulla crescita a discapito dell&rsquo;inflazione.</div> <div>Il mercato ha inteso queste parole come una possibile nuova immissione di liquidit&agrave; e quindi una possibile svalutazione della sterlina.</div> <div>&nbsp;</div> <div>ANALISI USDCAD</div> <div>Il canadese &egrave; un cambio da seguire con molta attenzione, perch&eacute; spesso anticipatore di segnali per l&rsquo;azionario, considerata la sua opposta correlazione.</div> <div>E&rsquo; un po&rsquo; come il mercato obbligazionario.</div> <div>Ieri ha realizzato un doppio massimo a 1.01, il livello pi&ugrave; alto toccato quest&rsquo;anno.</div> <div>Si potrebbe pensare ad una correzione da questi prezzi, ma la sensazione &egrave; che il rimbalzo partito dallo scorso settembre non sia ancora terminato.</div> <div>Le resistenze sono a 1.02, 1.03 e quindi 1.04.</div> <div>Nella parte bassa, in caso di ritorno sotto la parit&agrave;, il primo supporto &egrave; a 0.9840.</div> <div>&nbsp;</div> <div>ANALISI USDCHF</div> <div>Si conferma debole il dollaro/franco svizzero dopo aver toccato lo scorso 18 gennaio la resistenza a 0.9360</div> <div>Ieri non &egrave; riuscito a recuperare 0.93 ed oggi perde ancora quota.</div> <div>Il movimento al ribasso potrebbe durare fino a 0.9120.</div>




            

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