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L'Eurogruppo rinvia al 20 novembre i temi più caldi sulla Grecia

13 Novembre 2012 - Autore: Decarolis Renato


Siamo giunti ad una nuova puntata della tragedia greca, un appuntamento che si rinnova puntualmente ogni trimestre, nel momento in cui vi sono delle scadenze dei pagamenti del Paese ellenico.
 
Ieri l’Eurogruppo ha deciso di accogliere la richiesta del governo di Atene di concedere altri due anni per la riduzione del deficit sotto il 3% alla luce degli ultimi sviluppi economici.
Ma come finanziare questo tempo supplementare, il cui costo è stato stimato in oltre 30 miliardi di euro?
 
Un altro punto in cui vi è una profonda divisione tra Fondo Monetario Internazionale e ministri della Unione Europea è sulla sostenibilità del debito greco e il suo rifinanziamento.
Inoltre, l’FMI conferma il 2020 come termine entro cui far scendere il rapporto debito/Pil al 120%, mentre la UE pensa ad un rinvio al 2022.
 
“Tutti i problemi troveranno una risposta nel prossimo meeting del 20 novembre'' ha dichiarato il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker.
E’ quello che ci auguriamo tutti.
 
Anche se vi sono delle vicende poco note in Italia e nel resto del mondo, che fanno storcere il naso: l’arresto avvenuto qualche giorno fa di Spiros Karatzaferris, giornalista greco radiofonico di "Art" nonché fratello di Iorgos, leader del partito nazionalista dei Laos, il quale aveva anticipato via radio la divulgazione dei dati ricevuti dagli hacker Anonymous sui conti pubblici alterati per favorire gli aiuti internazionali.
 
Ora non sappiamo quanto ci sia di vero in questa vicenda, ma è noto a tutti le carte false (nel vero senso della parola) fatte dalla Grecia per entrare a far parte del sistema euro.
 
In questo mare di incertezza, l’euro/dollaro è sprofondato questa notte sotto 1.27, con un minimo di giornata toccato poco fa a 1.2661.
E’ in corso il test dell’ultimo supporto rimasto a difesa del trend rialzista partito lo scorso luglio.
In caso di violazione di tale livello, si potrà scendere fino a 1.25.
 
Da qui a quel famoso 20 novembre del prossimo meeting dell’Eurogruppo, il mercato sarà in preda alla speculazione, con il susseguirsi di voci, smentite e notizie che ci sarà sulla questione del debito greco.
Anche se la rottura di 1.27 non lascia molte speranze alla nostra moneta.
 



            

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