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Qui si fa l'Europa o si muore!

10 Settembre 2012 - Autore: Decarolis Renato


Si è chiusa una settimana molto importante per l’euro.
La nostra moneta ha recuperato quasi due punti percentuali sul dollaro, grazie alla nuova misura presentata giovedì scorso dal presidente della BCE, Mario Draghi, la quale prevede un acquisto illimitato di titoli di stato sul mercato secondario, per fronteggiare l’elevato spread di cui soffrono alcuni Paese in difficoltà.
 
Non è un caso se gli indici di Borsa di Spagna ed Italia siano stati quelli che più di altri abbiano apprezzato tale annuncio chiudendo l’ottava con un +7%!
 
Ma la parte difficile inizia adesso, perché i buoni propositi dichiarati dal numero uno della BCE hanno bisogno di conferme da vari fattori ed istituzioni.
 
Si comincia già mercoledì prossimo, con la Corte Costituzionale tedesca che dovrà pronunciarsi sulla legalità del Fondo salva-Stati Esm.
Un elemento, quest’ultimo, indispensabile per l’attuazione del piano di Draghi.
 
E tra i contribuenti di tale fondo, vi è anche l’Olanda, dove il fato ha voluto che contemporaneamente con la sentenza della Corte tedesca, si terranno le elezioni per il nuovo parlamento, dopo che cinque mesi fa ci fu la caduta del governo, incapace di far passare il piano di austerity.
 
Da qui ad ottobre, ci saranno anche forti speculazioni sulla missione della troika, la task force composta da BCE, Commissione Europea e FMI, la quale dovrà presto emettere un verdetto sui famosi “compiti a casa” che la Grecia è stata chiamata a svolgere per ottenere nuovi aiuti dalla comunità internazionale.
 
Sono tutti elementi che generano una forte incertezza e che potrebbero quindi tradursi in una conferma del trend al rialzo partito da metà luglio oppure in una forte correzione sull’azionario e sull’euro.
 
Già, perché siamo su dei livelli molto importanti, sono state violate diverse resistenze, l’ipercomprato è diffuso su molti grafici.
L’euro/dollaro ha superato venerdì scorso 1.28, tornando alle quotazioni di fine maggio 2012.
Proprio all’inizio di quel mese, vi fu la rottura del supporto 1.30 e la strada quindi spianata verso i minimi dell’anno a 1.2042.
In questo momento siamo nella situazione opposta: il mercato ha recuperato quasi 800 pips e ne restano ancora 200 per ripresentarsi a 1.30.
 
Personalmente credo che il vero ostacolo da superare sia 1.28 e non 1.30.
Se le notizie attese nei prossimi giorni di cui sopra saranno a favore di euro, la spinta rialzista potrà facilmente estendersi fino a 1.3280, con una serie successiva di test in ripetizione di 100 pips alla volta fino ai massimi del 2012.
 
Il momento è cruciale, il destino della nostra moneta è inevitabilmente correlato a quello dell’Unione Europea.
Potremmo adattare alla situazione attuale la famosa frase di Garibaldi in “Qui si fa l’Europa o si muore”.
 



            

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