L'euro scende verso 1.25, l'oro resta vicinissimo ai 1700$

5 Settembre 2012 - Autore: Decarolis Renato


 Il mercato resta in attesa del meeting della BCE di domani.

Difficile ipotizzare una nuova riduzione dei tassi di interesse, gli operatori sono più concentrati sulle parole che il presidente Mario Draghi rilascerà nella conferenza stampa del pomeriggio.
 
Nel frattempo, qualcuno preferisce chiudere delle posizioni rialziste sul cambio euro/dollaro, anche perché dal minimo dell’anno registrato lo scorso 24 luglio a 1.2042, il cross ha recuperato 600 pips circa.
 
In questo momento siamo in prossimità della soglia psicologica a 1.25, un livello che ha dato una buona prova di solidità nelle ultime dieci sedute.
Più in basso vi è il supporto in area 1.2450.
 
E’ probabile che non si vada oltre tali livelli prima dell’intervento del numero uno della BCE di domani, così come un nuovo eventuale movimento al rialzo potrebbe restare intrappolato dentro la resistenza a 1.27.
 
L’euro perde oggi terreno nei confronti del dollaro anche per il PMI pubblicato poco fa: per il settimo mese consecutivo l’indice resta sotto quota 50, un livello che denota una contrazione nel settore privato dell’economia.
Una crisi che si sta allargando pericolosamente alla potente Germania.
 
La situazione non è migliore dall’altra parte dell’oceano, dove anche l’ISM manifatturiero americano è sceso ad agosto sotto 50, con le identiche implicazioni citate sopra per la Zona Euro.
 
La lettura negativa del dato USA ha alimentato le attese per un QE3 (immissione di liquidità), con l’oro che ne ha subito approfittato per sfiorare i 1.700$, un salto che ha portato il metallo prezioso a dei livelli che non toccava dallo scorso 13 marzo.
 
 



            

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