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Una settimana da ricordare (o meglio da dimenticare) per l'euro.

13 Luglio 2012 - Autore: Decarolis Renato


Sarà una settimana da ricordare (o forse meglio da dimenticare) per l’euro: nelle ultime cinque sedute, la nostra moneta ha sempre aggiornato il minimo del 2012 nei confronti del dollaro.

Una discesa senza freni che ha portato il cambio EURUSD fino a 1.2167, poco sopra il mega supporto in area 1.2150.
Siamo così tornati a dei prezzi che non si vedevano dal lontano 30 giugno 2010, un lungo passo indietro di due anni!
 
Un crollo che è avvenuto nella settimana in cui vi è stato il taglio dei tassi della UE al minimo storico dello 0.75% e subito dopo il noto vertice di Bruxelles, dove sembrava che fossero state create le basi per una risoluzione della crisi del debito della Zona Euro.
 
Probabilmente il mercato avrà dato un peso maggiore alla misura decisa dalla BCE di azzerare la remunerazione dei depositi di quelle banche che preferivano parcheggiare la propria liquidità presso l’Istituto centrale di Francoforte.
 
Ieri, nella prima seduta in cui sono entrati in vigore i nuovi tassi di riferimento, c’è stato un crollo dei depositi overnight: 324,931 miliardi contro gli 808,516 miliardi di martedì!
 
Mario Draghi ha così raggiunto il suo primo obiettivo.
 
Bisogna vedere adesso se e come impiegheranno questa liquidità le banche europee.
 
Allo stesso modo, appare anche lontanissima una nuova possibile LTRO.
 
Ecco spiegato, almeno secondo il mio personale e umile parere, le motivazioni del crollo di questi ultimi giorni dell’euro.
 
Da un punto di vista grafico, il cedimento di 1.2150 potrebbe spingere la nostra moneta fino ai minimi del 2010, in un’area di supporto a 1.19.
Ma dopo aver ceduto nelle ultime due settimane più di 500 pips, è più probabile aspettarsi un rimbalzo, un movimento tecnico figlio anche della chiusura delle varie posizioni ribassiste.
Ed il primo target al rialzo diventa la vecchia resistenza in zona 1.23.
 
Buon fine settimana a tutti!
 



            

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