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Cosa sarebbe successo se la BCE non avesse tagliato i tassi?

6 Luglio 2012 - Autore: Decarolis Renato


Esattamente una settimana fa, le Borse europee festeggiavano l’accordo sullo scudo anti-spread fortemente voluto dal nostro Mario Monti con guadagni superiori ai quattro punti percentuali, Piazza Affari addirittura chiudeva la seduta con un +6.59%.
 
Anche l’euro si apprezzava del 2% circa nei confronti del dollaro, sfiorando quota 1.27.
 
Tutto sembrava volgere in positivo, anche perché  per la settimana successiva era in programma un taglio dei tassi di interesse della Zona Euro.
Una riduzione che si è concretizzata nella giornata di ieri, con il tasso di riferimento sceso al minimo storico dello 0.75%.
 
Nel frattempo sono giunti altri segnali di debolezza dall’economia europea, con il PMI sempre sotto quota 50 in molti Paesi del Vecchio continente.
 
Ma il sentiment del mercato, dopo il vertice di Bruxelles, sembrava impostato in un atteggiamento di fiducia verso il futuro.
Già…sembrava…perché ieri  nonostante il taglio dei tassi in Europa (a cui si è aggiunto a sorpresa quello della Cina), si sono scatenate le vendite sul mercato azionario, l’euro è tornato vicino ai minimi del 2012!
 
Difficile trovare la ragione di tali crolli, qualcuno dirà che gli operatori attendevano delle novità in merito ad un nuovo LTRO.
Ma non riesco a credere che questo sia il motivo per cui in un colpo sono stati cancellati i risultati positivi del vertice di Bruxelles della settimana scorsa, con lo spread che torna oggi a far paura alla Spagna ed all’Italia.
Così come non posso accettare chi afferma che il mercato avesse già scontato tale notizia.
Scontato come?
Azionario ed euro erano ancora a dei livelli distanti dai massimi di periodo.
Stona davvero una seduta delle Borse europee negativa nello stesso giorno in cui sono stati ridotti i tassi in Europa ed in Cina.
 
A questo punto mi chiedo anche cosa sarebbe successo se non ci fosse stato quel taglio del 0.25%?
 
Sono tutte domande a cui forse avremo una risposta nei prossimi giorni.
 
Nel frattempo, analizzando il cambio EURUSD da un punto di vista grafico, è stato così violato il supporto in area 1.2450 che aveva retto durante il mese di giugno.
E come indicato nei miei articoli dei giorni scorsi, una volta perforato tale livello, il destino della nostra moneta sembra segnato: molto probabilmente assisteremo a nuovi minimi dell’anno con il test di 1.23.
Più in basso attende il supporto in area 1.215.
 
Se invece il mercato dovesse rimbalzare, soprattutto per effetto di possibili prese di beneficio dopo il tonfo di ieri, sarà interessante vedere la consistenza di 1.2450 in qualità di resistenza.
Il livello successivo è in area 1.2620.
 
In ogni caso si prospetta una chiusura di ottava con il segno negativo per l’euro ed anche piuttosto pesante, considerato che l’apertura di domenica scorsa è stata vicino a 1.27.
 



            

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