La Grecia e la Spagna fanno paura. Euro/dollaro a 1.26

19 Giugno 2012 - Autore: Decarolis Renato


 Il voto di domenica scorsa sembrava aver risolto temporaneamente la questione greca, con una maggioranza parlamentare in grado di formare un governo che rispettasse gli accordi presi con la Troika, la commissione formata da membri della UE, BCE e FMI.

L’euro, infatti, festeggiava tale risultato strappando al rialzo contro il dollaro superando quota 1.27.
 
Ma ieri pomeriggio, Antonio Samaras, il leader della coalizione vincente e probabile primo ministro del futuro esecutivo, ha rimescolato le carte, affermando di voler rinegoziare i termini del piano di salvataggio, renderlo meno duro per la popolazione greca.
 
Dalla Merkel sono partiti una serie di “nein!”, nessuna volontà a modificare i patti presi mesi fa, dopo lunghi ed elaborati incontri per definirne i contenuti.
E soprattutto a farne accettare i contenuti a chi deteneva delle quote del debito ellenico.
 
L’ improvviso cambio di rotta di Samaras ha avuto delle conseguenze pesanti sulla nostra moneta, crollata sotto 1.26, con una correzione di 200 pips circa dal massimo toccato in apertura della sessione asiatica.
 
C’è da dire che già qualche ora prima, erano scattate le vendite sul cambio EURUSD, nel momento in cui i rendimenti dei Bonos spagnoli avevano superato il 7%, un livello record da quando è stato introdotto l’euro e che in passato è stato il motivo per cui Grecia, Irlanda e Portogallo sono state costrette a richiedere un piano di salvataggio dall’Europa.
 
Per la Spagna è quindi solo una questione di tempo, i 100 miliardi per gli istituti bancari iberici decisi durante il week end dello scorso 10 giugno potrebbero rivelarsi già insufficienti.
 
Da un punto di vista grafico, il calo dell’euro/dollaro si è arrestato a 1.2557, praticamente sui minimi dello scorso giovedì.
Tracciamo quindi in corrispondenza di tali prezzi un supporto di breve, in attesa della rottura definitiva di 1.26.
Ancora più in basso, resta confermato il livello in area 1.245, prima di un possibile test del minimo dell’anno verso 1.23.
 
In alto, le prime resistenze utili per delle operazioni intraday sono a 1.2650 ed 1.2750.
 
La situazione va comunque monitorata costantemente, Grecia e Spagna fanno paura e dietro l’angolo fa capolino anche la nostra cara Italia.
 



            

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