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Perché le banche sono diventate così restrittive nell'erogazione del credito?

19 Febbraio 2012 - Autore: P4B Network - Professional for Business S.r.l.


Tutti ne abbiamo sentito parlare ma i documenti in circolazione sono tanti e così analitici che non è stato facile farsi un'idea immediata e precisa.

In precedenza (fino al 2006) vigeva l'Accordo detto “Basilea 1” per il quale in sintesi, si stabiliva l'obbligo, per le banche, allo scopo di garantirne la solidità, di accantonare capitale nella misura dell'8% del credito erogato.

Con l'avvento di “Basilea 2” (sorvolando per il momento su “Rischio operativo”, “Controllo delle banche centrali” e “Disciplina del mercato e trasparenza”), per la componente “Rischio di credito” le banche hanno la possibilità, se dotate di un metodo di calcolo del rating della propria clientela (validato dalla Banca d'Italia), di applicare, invece della percentuale fissa dell'8%, una percentuale variabile che è molto bassa per i clienti con rating molto buono ma cresce in misura esponenziale man mano che le classi di rating peggiorano.

Fin qui tutto bene; il fatto grave però è che più capitale la Banca deve accantonare per un cliente “meno buono”, maggiore sarà lo spread che dovrà applicargli per rendere remunerativo il credito erogato. Questo meccanismo cresce così rapidamente che oltre una certa soglia, il tasso che dovrebbe remunerare il rating “cattivo” sarebbe troppo alto e quindi non applicabile (potrebbe superare la soglia del tasso d'usura).

Così quel cliente deve essere espulso (in pratica deve rientrare).


La domanda spontanea a questo punto è: perché il rating diventa “cattivo” ?
Parleremo un'altra volta dei complessi meccanismi che determinano il rating di un cliente; ci limitiamo qui ad analizzare la sua componente denominata valutazione “Andamentale”
.

L'analisi Andamentale che la banca fa di un rapporto con un suo cliente affidato, prende in considerazione il comportamento tenuto dal cliente nell'utilizzo degli affidamenti e nella gestione dei rapporti di conto corrente e simili.

Sconfinamenti, rate di mutuo pagate in ritardo (o non pagate), utilizzi sempre pieni, assegni protestati (o anche solo impagati a prima presentazione), percentuale insoluti elevata (sul portafoglio presentato allo sconto/sbf), fatture anticipate e mai pagate dal debitore, anticipi all'esportazione mai rimborsati e via dicendo sono elementi che influiscono pesantemente sull'analisi andamentale e, di conseguenza, sul rating.


Ormai tutti questi fenomeni sono rilevati automaticamente dai sistemi informativi della banca a cui non sfugge più nulla. Il Direttore di banca può cambiare o avere poca memoria, il sistema informativo è implacabile.

Ed il meccanismo è così raffinato che, al verificarsi di alcuni eventi, viene disposto IN AUTOMATICO, il blocco del fido e/o del rapporto e solo una delibera di livello sempre più alto può sbloccare la situazione.


Alcuni eventi poi producono anche segnalazioni alla Centrale dei Rischi tenuta dalla Banca d'Italia e, allora, l'anomalia andamentale diventa di dominio pubblico con conseguenze facilmente immaginabili.

E' quindi diventata indispensabile una continua/puntuale attenzione alla gestione dei fidi e dei conto correnti e, se occorre, bisognerà chiedere PREVENTIVAMENTE affidamenti temporanei od occasionali. Il Direttore che ci lascia sconfinare con facilità non ci aiuta, CI DANNEGGIA.




            

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