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LEGGE COMUNITARIA 2010

12 Febbraio 2012 - Autore: CARAVATI PAGANI - Dottori Commercialisti Associati


L’art. 8, L. 15.12.2011, n. 217 (Legge comunitaria 2010) contiene numerose novità in ambito di operazioni Iva con l’estero. Lo scopo è quello di adeguare la normativa nazionale alle direttive comunitarie. Particolare rilevanza assumono le regole di individuazione del momento impositivo (art. 6, D.P.R. 26.10.1972, n. 633) dei servizi generici resi tra soggetti passivi, in quanto comporteranno un diverso modo di gestire i documenti contabili.

Per le prestazioni rese da un soggetto Ue ad un committente residente in Italia l’assoggettamento ad imposta deve avvenire mediante integrazione della fattura del prestatore comunitario, e non più con emissione di autofattura (art. 17, co. 2, D.P.R. 633/1972).
Vengono anche ampliati i presupposti che consentono di ottenere il rimborso Iva trimestrale (art. 38-bis, D.P.R. 633/1972), includendo anche talune prestazioni territorialmente non rilevanti.
MOMENTO IMPOSITIVO
Le prestazioni di servizi cd. generiche (ossia quelle rientranti nella disciplina dell’art. 7-ter, D.P.R. 633/1972) scambiate fra soggetti passivi stabiliti in Italia con soggetti passivi non stabiliti (cd. operazioni B2B) si considerano effettuate nel momento di ultimazione o, se di carattere periodico o continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi. In caso di pagamento anticipato del corrispettivo, in tutto o in parte, la prestazione si intende effettuata alla data del pagamento, limitatamente all’importo pagato. Infine, le stesse prestazioni, se continuative di durata ultrannuale, in assenza di pagamenti in un anno solare, si considerano effettuate al termine di ciascun anno solare, fino all’ultimazione.  In sostanza, in linea generale le suddette prestazioni si considerano effettuate all’atto dell’ultimazione (evento attualmente quasi del tutto irrilevante) ovvero, se precedente, al momento del pagamento. Si noti che, in mancanza di ultimazione o di pagamento, per le prestazioni in esame non è invece rilevante l’eventuale (facoltativa) emissione anticipata della fattura. Dal punto di vista documentale, quindi, la situazione dovrebbe essere la seguente:
-     per le prestazioni generiche rese da soggetti italiani a soggetti Ue si dovrà emettere la fattura entro il giorno di ultimazione delle prestazioni o alla data del pagamento se antecedente (nessun obbligo vige per le prestazioni rese a soggetti passivi extra-Ue);
-     per le prestazioni acquistate presso operatori economici esteri (Ue ed extra-Ue) territorialmente rilevanti in Italia si dovrà:
a) emettere autofattura ai sensi dell’art. 17 co. 2 D.P.R. 633/1972) – se il fornitore è extra-Ue – nel giorno in cui la prestazione si considera ultimata o alla data del pagamento se antecedente;
b) integrare la fattura se il fornitore è Ue.
RIMBORSI INFRANNUALI
Viene estesa la possibilità di chiedere il rimborso del credito Iva trimestrale per alcune operazioni non soggette ad imposta per carenza del requisito territoriale (nuovo co. 2 dell’art. 38-bis, D.P.R. 633/1972). In particolare, il credito infrannuale può essere richiesto a rimborso, se di ammontare superiore a e 2.582,28, al sussistere – nel singolo trimestre – o di uno dei «vecchi» presupposti, oppure anche nei casi in cui le operazioni effettuate siano costituite prevalentemente (cioè per un importo superiore al 50%) da:
-     lavorazioni relative a beni mobili materiali;
-     trasporto di beni e relative prestazioni di intermediazione;
-     servizi accessori ai trasporti e relative prestazioni di intermediazione;
-     servizi creditizi, finanziari e assicurativi resi a soggetti extra-
Ue o relativi a beni destinati ad essere esportati fuori dalla Ue (art. 19, co. 3, lett. a-bis), D.P.R. 633/1972.
La ratio della novità va ricercata nella volontà del Legislatore di compensare la perdita del plafond relativa ai servizi intracomunitari che, fino al 31.12.2009, erano considerati non imponibili e ai servizi extra-Ue che, fino alla medesima data, erano non imponibili ai sensi dell’art. 9 D.P.R. 633/72. Come noto, infatti, tali operazioni assumevano rilevanza ai fini della qualificazione dello status di esportatore abituale e generavano plafond.
IMPORTAZIONI
E’ stata abrogata la disposizione secondo cui i beni importati in libera pratica non scontano l’iva in Dogana solo se proseguono verso un altro Stato Ue senza manipolazioni;
Viene, infatti, introdotta la possibilità, finora preclusa, che i beni siano sottoposti in Italia a manipolazioni usuali, previa autorizzazione doganale.
La sospensione opera se l’importatore comunica il proprio numero di partita iva e quello del cessionario comunitario.
 
OPERAZIONI ASSIMILATE ALLE ESPORTAZIONI
A decorrere dal 17.01.2012, il regime di non imponibilità di cui all’art. 8 bis D.P.R. 633/1972 è riservato alle cessioni di navi adibite alla navigazione in alto mare destinate all’esercizio di attività commerciali o della pesca ovvero adibite alla pesca costiera (a prescindere dall’impiego, in alto mare o meno) o ad operazioni di salvataggio o di assistenza in mare o alla demolizione. Ne consegue che devono essere assoggettate ad Iva le cessioni di navi commerciali destinate al trasporto di persone o di merci nelle acque territoriali e in quelle interne. Sono non imponibili anche le cessioni di navi militari o da guerra, nonché le cessioni di unità navali in dotazione all’Esercito italiano, all’Aeronautica militare, all’Arma dei carabinieri, al Corpo della Guardia di finanza, ecc.. Sono poste limitazioni anche alle cessioni di aeromobili (inclusi i satelliti) ad organi dello Stato, ancorché dotati di personalità giuridica: le cessioni di navi ai medesimi soggetti fuoriescono dal regime di non imponibilità.
DECORRENZA
Le novità commentate, eccezion fatta per le previsioni in tema di operazioni assimilate alle esportazioni (già in vigore dal 17.01.2012), decorrono dal sessantesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della L. 217/2010, ossia dal 17 marzo 2012.

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