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USA, cresciuto il giudizio sulle azioni 

31 Maggio 2018 - Autore: Redazione


Nei ultimi mesi abbiamo sentito delle dichiarazioni commerciali tra gli Stati Uniti e il resto del mondo, l'andamento dell'economia cinese e le tensioni geopolitiche, abbiamo dedicato un po' di tempo ad analizzare i recenti movimenti dei mercati e le implicazioni per gli attivi rischiosi.

Dall'inizio del 2016 il mercato azionario statunitense evidenzia la peggiore performance tra i principali mercati in termini di moneta unica; quest'andamento è coerente con le nostre prospettive di reflazione e crescita globale regolare, nell'ambito delle quali ci aspettiamo una sovraperformance di mercati emergenti, Europa e Giappone.

Quest'anno le azioni USA hanno registrato un andamento in linea con le azioni globali, segnando il passo rispetto ai mercati giapponesi ed europei; l'assenza di una sovraperformance suggerisce che gli sgravi fiscali dell'amministrazione Trump erano stati in precedenza scontati dai mercati. Tuttavia, tenendo conto delle recenti revisioni al rialzo delle stime sulla crescita dell'EBIT, che segnalano un miglioramento dei fondamentali al dì là del regime fiscale più favorevole, crediamo che le valutazioni azionarie statunitensi siano diventate più convenienti dall'inizio dell'anno. Tutto questo, abbinato al fatto che il mercato statunitense ospita imprese globali dominanti che continuano ad attrarre investimenti, giustifica l'innalzamento del nostro giudizio da negativo a neutrale.

Le prospettive potrebbero apparire meno ottimistiche rispetto a un anno ma, ma è difficile individuare chiaramente un punto di svolta. Ad esempio, a fronte dell'appiattimento delle curva dei rendimenti e dell'ampliamento degli spread creditizi, la disoccupazione è tuttora in diminuzione e i fattori di stile e momentum rimangono positivi. In passato, in corrispondenza dei picchi di mercato, i problemi sono scaturiti tendenzialmente dal settore di maggiori dimensioni al tempo: oggi questo settore sarebbe la tecnologia, che rappresenta circa un quarto dell'S&P 500. Ma anche in quest'ambito non scorgiamo segnali di un possibile ribasso all'orizzonte. Il rischio di recessione è scarso e l'inflazione evidenzia un andamento favorevole.

 




            

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