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Unigestion, i mercati emergenti potrebbero scavalcare le vecchie economie

7 Dicembre 2018 - Autore: Redazione


A partire dal 2019, secondo gli analisti di Unigestion, per avere risultati postivi, gli operatori dovranno focalizzarsi sulla de-sincronizzazione delle varie economie. I mercati emergenti infatti, nel corso del prossimo anno, avranno la possibilità di superare i mercati sviluppati a causa di una maggior crescita nominale dei primi rispetto ai secondi e di misure restrittive di politica monetaria che impatterebbero negativamente sul dollaro americano.

Gli analisti di Unigestion hanno posto l’accento anche sulla necessità di de-sensibilizzare i portafogli sul rischio di duration in quanto i titoli di stato non offriranno, nei prossimi mesi, i livelli di protezione usuali quando l’avversione al rischio aumenta e inoltre, proprio l’avversione al rischio, farà si che le performance dei titoli si ridurranno più del solito. Le cause dell’aumento del rischio sono da riscontrare nella combinazione di riduzione di liquidità da parte delle banche centrali e nel rallentamento della dinamica macroeconomica collegata a sua volta all’aumento della volatilità

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario invece gli analisti di Unigestion prospettano un aumento dei rendimenti, dovuto a sua volta da un aumento salariale e dei prezzi dei fattori di produzione che sospingono l’inflazione a rialzo e con essa le sue aspettative. D’altro canto, mentre i rendimenti di obbligazioni USA e Canadesi sono in linea con le loro medie storiche, i rendimenti Gilt e Bund sono diminuiti a causa delle incertezze dovute dalla Brexit e dalla situazione italiana, si prospettano quindi degli aggiustamenti.

Per quanto riguarda il mercato azionario ci si aspetta una decrescita dei rendimenti degli asset più rischiosi, anche se rimarranno positivi. Il rallentamento dei rendimenti è dovuto alla decelerazione di crescita economica osservata nel corso del 2018 anche se ancora non vi è il rischio di una recessione. Inoltre, la combinazione di tassi di interesse e costi di produzione elevati peseranno sulla redditività delle imprese, in particolare per quanto riguarda i margini di profitto delle aziende USA, i quali godono di una stretta correlazione inversa con i salari. Questi ultimi sono aumentati del 3,5% su base annua, tornando ai livelli pre-crisi. Gli analisti prevedono per il 2019 un aumento degli utili intorno l’8%, sopra la media storica che è circa del 7%. Nei prossimi mesi è prevista una revisione al ribasso delle stime soprattutto nelle economie sviluppate che porteranno ad un deterioramento delle aspettative.




            

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