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Un'estate spenta senza spunti - a cura del Prof. Giuseppe G. SANTORSOLA

5 Settembre 2013 - Autore: Redazione


a cura del Prof. Giuseppe G. SANTORSOLA
Professore Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari. 
Università Parthenope di Napoli

 

 

Il governo statunitense ha abbassato le imposte sulle imprese, soprattutto quelle manifatturiere (al 25%)

Il governo giapponese ha deliberato l’immissione di liquidità nel permanere di tassi d’interesse pressoché nulli, vincendo le elezioni su tale impostazione (evento unico nella recente storia giapponese).

La BCE dal marzo 2012 immette liquidità e dal settembre 2012 ha ufficializzato il suo impegno irrevocabile verso la difesa dell’euro

Gli imprenditori italiani lamentano da tempo la pesantezza assoluta e relativa della pressione tributaria quale sommatoria dei pesi patrimoniali, reddituali, indiretti e di accisa.

Con semplicismo spero non eccessivo, possiamo affermare che dato un margine lordo pari a 100, un terzo debba essere dedicato alle politiche interne di ammortamento e accantonamento, un terzo può e deve essere dedicato alla pressione fiscale e un terzo deve servire per il profitto e il futuro dell’impresa e dell’imprenditore.

 

Il settore creditizio vive tre sfide fondamentali: erogare credito “buono” per imprese meritevoli e capaci di generare cassa con adeguata continuità, essere economiche nella dinamica costi-ricavi senza operare esclusivamente sulla contrazione dei primi ed essere capaci di seguire i clienti nelle loro esigenze e variegate scelte dell’utilizzare i diversi canali disponibili (rete di sportelli, on-line e canali complementari di promotori e agenti finanziari.

 

Il settore pubblico resta ago della dinamica della moneta, fatale attrazione per la liquidità creata dalle Banche Centrali, necessaria presenza a fronte degli abbondanti debiti pubblici, frontiera del rischio per le banche più timorose del proprio portafoglio ed avversario indesiderato della domanda di credito delle imprese.

 

Un quadro congiunturale ormai strutturale nella sua imperfezione rispetto alla “voglia palese” di ripresa ed ottimismo che si evince, ma non emerge con la dovuta forza. Gli stati recessivi sono terminati, ma non è iniziata la ripresa. La conca dello stallo permane e può ondeggiare anche indietro. Temo venti di guerra e arroganza della politica.  




            

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