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UE: obbligo del coordinatore per la sicurezza anche nei cantieri «privati»

12 Ottobre 2010 - Autore: Saitta Rag. Angelo
Il procedimento C-224/09, con sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 7 ottobre 2010, ha fornito importanti risposte in materia di sicurezza sul lavoro. Nell’occasione, il Tribunale di Bolzano ha sottoposto alla Corte una serie di questioni relative alla conformità di alcune norme italiane in materia di sicurezza sul lavoro con quanto disposto l’articolo 3 della Direttiva 92/57/CEE del 24 giugno 1992, riguardante le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili. Nello specifico, è stato chiesto se vi è compatibilità tra la predetta Direttiva e quanto disposto dall’articolo 90 del DLgs. n. 81/2008, nella parte in cui consente una deroga all’obbligo per il committente di nominare un coordinatore per la sicurezza, e nella parte in cui prevede l’obbligo di redigere un piano di sicurezza, solo nel caso in cui, in un cantiere di lavori privati non soggetti a permesso di costruire, intervengano più imprese. Nel caso di specie, gli ispettori tecnici del lavoro della Provincia Autonoma di Bolzano hanno effettuato, nel corso del 2008, un’ispezione presso un cantiere edile sito nel Comune di Merano, avente ad oggetto il rifacimento della copertura del tetto di un’abitazione. Il parapetto installato lungo il bordo del tetto, l’autogrù per sollevare il materiale e la manodopera erano forniti da tre imprese diverse presenti contemporaneamente nel cantiere. Il rilascio di un permesso di costruire non era richiesto ai sensi della legislazione italiana applicabile, anche se la dichiarazione di inizio dei lavori era stata trasmessa al Comune di Merano. Nell’ambito dell’ispezione, si è posta la questione se avrebbe dovuto essere nominato dal committente un coordinatore della sicurezza, tanto per la fase progettuale quanto per quella esecutiva, così come previsto non soltanto dall’art. 3 della Direttiva 92/57, ma anche dall’articolo 3 del DLgs. n. 494/96, e ciò a prescindere dal fatto che l’articolo 90, undicesimo comma, del DLgs. n. 81/08 non esige tale designazione. A tal proposito, il giudice del rinvio ha osservato che lo stesso articolo 90 dispone, al terzo e quarto comma, che debba essere nominato un coordinatore per la sicurezza in ogni cantiere nel quale sono presenti più imprese, tuttavia questa disposizione non viene applicata – ai sensi dell’undicesimo comma dello stesso articolo – quando i lavori privati non sono soggetti a permesso di costruire. Secondo detto giudice, il legislatore italiano, partendo dal presupposto che questo tipo di cantiere è di modeste dimensioni e quindi privo di rischi, non avrebbe considerato che anche i lavori non soggetti a permesso di costruire possono essere complessi e pericolosi e necessitare, quindi, della nomina di un coordinatore per la progettazione. Inoltre, dal combinato disposto dei commi terzo e quarto dell’articolo 90 si evince che il committente sarebbe esonerato anche dall’obbligo di designare un coordinatore per l’esecuzione dei lavori. Sulla base di queste premesse, il Tribunale di Bolzano ha deciso di sospendere il procedimento e sottoporre alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea le questioni pregiudiziali relative alla presunta violazione della predetta normativa italiana alle disposizioni previste dalla Direttiva 92/57. Nella sentenza del 7 ottobre 2010, la Corte ribadisce un consolidato orientamento – sentenza 25 luglio 2008, causa C-504/06, Commissione/Italia – in merito alle previsioni dell’art. 3 della Direttiva 92/57. Innanzitutto viene ricordato che l’art. 3 è suddiviso in tre paragrafi numerati che enunciano tre norme giuridiche chiaramente distinte, riguardanti, rispettivamente, la designazione dei coordinatori, il piano di sicurezza e di salute nonché la notifica, preliminare ai lavori di una certa importanza. In base a tale struttura, la designazione dei coordinatori è quindi disciplinata dal primo paragrafo di questo articolo, mentre il secondo reca le disposizioni relative al piano di sicurezza e di salute. Per la Corte di Giustizia, non ci possono essere equivoci nell’interpretazione: l’articolo 3 della Direttiva 92/57/CEE presenta precise disposizioni. In primo luogo, il paragrafo n. 1 di tale articolo osta a una normativa nazionale che, nel caso di un cantiere di lavori privati non soggetti a permesso di costruire e nel quale siano presenti più imprese, consenta di derogare all’obbligo per il committente o il responsabile dei lavori di nominare un coordinatore per la sicurezza e la salute al momento della progettazione dell’opera o, comunque, prima dell’esecuzione dei lavori. In secondo luogo, il paragrafo n. 2, sempre dello stesso articolo 3, osta ad una normativa nazionale che preveda l’obbligo per il coordinatore di redigere un piano di sicurezza e di salute nel solo caso in cui, in un cantiere di lavori privati non soggetti a permesso di costruire, partecipino più imprese, e che non assuma come criterio a fondamento di tale obbligo i rischi particolari elencati nell’allegato II della predetta direttiva.


            

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