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Targhe alterne non segnalate

13 Luglio 2009 - Autore: Studio legale avvocato Enrico Candiani

 

No alla multa a chi abita lontano

Niente sanzioni per l’automobilista che vive in un’altra città e non rispetta le targhe alterne

Questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 15769 del 3 luglio 2009 con la quale ha deciso che nessuna sanzione è imputabile all’automobilista che vive in un’altra città e non rispetta le targhe alterne se il comune dove è commessa l’infrazione non dimostra di aver delimitato la zona soggetta al divieto con appositi cartelli e con una informazione adeguata.
In particolare, la Suprema Corte ha dato ragione a una donna abitante a Città di Castello che non ha rispettato il divieto delle targhe alterne a Roma.
Il Giudice di Pace aveva dato torto alla donna motivando la propria decisione in considerazione del fatto che i mass media avevano adeguatamente informato gli utenti della strada della limitazione.
La Suprema Corte, non ha considerato idonea la suddetta motivazione, ritenendo che il Comune avrebbe dovuto mettere veri e propri cartelli stradali, non essendo sufficienti quelli luminosi presenti in città, o quantomeno dimostrare che l’informazione aveva raggiunto anche gli automobilisti fuori sede.
In particolare, si legge nella suddetta sentenza, è incontestato che la donna abitasse a Città di Castello e quindi, presumibilmente, fosse ignara delle disposizioni preclusive esistenti nella città di Roma e da considerarsi eccezionali rispetto alla normativa generale del codice della strada.
Per tal motivo, la Suprema Corte ha ritenuto che incombe sull’ente proprietario delle specifiche strade, sulle quali è imposto l’eccezionale divieto, l’onere di dimostrare le responsabilità del preteso contravventore per essere state adottate tutte le possibili misure di informazione. In tal modo qualunque utente di tali strade, qualsiasi ne sia la provenienza, non può fondatamente affermare di non conoscere la disposizione.



Avv. Enrico Candiani
 




            

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