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SOCIETÀ QUOTATE E A PARTECIPAZIONE PUBBLICA: I VERTICI SI TINGONO DI ROSA

28 Gennaio 2014 - Autore: Redazione


La legge che impone la presenza di donne nei CdA e Collegi Sindacali delle società quotate e partecipate pubbliche ha finalmente fatto crescere la rappresentanza femminile ai vertici aziendali

 

 

Secondo quanto previsto dal DPR 30 novembre 2012, n. 251 concernente la parità di accesso agli organi di amministrazione e controllo nelle società, costituite in Italia, controllate da pubbliche amministrazioni, ai sensi dell'art. 2359, commi 1 e 2 del codice civile, le società a controllo pubblico dovranno modificare i propri statuti per assicurare la presenza delle quote rosa nei vertici aziendali.

In particolare, il provvedimento in questione stabilisce che le società controllate, ai sensi dell'articolo 2359, primo e secondo comma del codice civile, dalle pubbliche amministrazioni indicate all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ad esclusione delle societa' con  azioni quotate, prevedono nei propri statuti che la nomina degli organi di amministrazione e controllo, ove a composizione collegiale, sia effettuata secondo modalità tali da garantire che il genere meno rappresentato ottenga almeno un terzo dei componenti di ciascun organo.

A tal proposito incorre menzionare il rapporto Consob On Corporate Governance of Italian Listed Companies, uscito a novembre del 2013, il quale mostra che oggi il 17 per cento dei posti di consigliere è ricoperto da donne (a fine 2011 erano il 7,4 per cento) e in 198 imprese (135 a fine 2011) almeno una donna siede nel Consiglio di Amministrazione. Si tratta, dunque, di una vera rivoluzione per le società italiane. Come noto, la presenza femminile nei consigli di amministrazione delle società quotate è sempre stata molto bassa, ma finalmente si è sulla buona strada.


Inoltre, la legge in questione non solo obbliga a considerare le donne, tipicamente escluse, nei vertici aziendali, ma impone indirettamente un ripensamento dei meccanismi di selezione per tutti, uomini e donne. L’introduzione delle donne nei Consigli di Amministrazione, infatti, si accompagna a una selezione più accurata, in cui tutti i talenti e le competenze, maschili e femminili, hanno le stesse opportunità di emergere e ricevono la stessa valutazione. La governance delle società quotate italiane quindi potrà beneficiare dell’apertura a una maggiore concorrenza.

La letteratura economico-manageriale ha da tempo sottolineato i vantaggi della “diversità”, come elemento chiave per il successo di un’organizzazione.

Un altro importante elemento di riflessione riguarda i possibili vantaggi che i potenziali cambiamenti nello “stile” manageriale può comportare la presenza di quote rosa ai massimi livelli societari.

Infine, da non sottovalutare il fatto che la legge sulle quote rosa avrà certamente effetti positivi nel lungo periodo sull’intera società, contribuendo ad aumentare l’occupazione femminile in Italia.

La redazione

 




            

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