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Schroders, andamento incerto degli utili Usa

24 Aprile 2019 - Autore: Redazione


Grazie ai progressi nelle negoziazioni tra Stati Uniti e Cina i timori legati alla guerra commerciale sono diminuiti anche se gli investitori hanno iniziato a preoccuparsi per la crescita economica e per i rischi politici. A preoccupare particolarmente gli investitori azionari è il potenziale impatto di una minore crescita sui profitti delle società, secondo l’analisi di Keith Wade, Chief Economist & Strategist, Schroders

Nel 2018 i mercati sono stati guidati da utili societari più solidi, tuttavia i prezzi delle azioni sono diminuiti, dato che i rialzi dei tassi hanno spinto gli investitori a riesaminare le valutazioni. Sembra che quest’anno ci sarà una situazione opposta, dato che si prevede un rallentamento degli utili via via che le banche centrali faranno passi indietro, ha continuato Wade.

Secondo l’esperto di Schroders, l’inflazione sembra destinata a risultare più debole di quanto atteso in precedenza e ciò ha incentivato una politica monetaria più accomodante da parte delle banche centrali.

Anche se può sembrare una notizia positiva per i mercati azionari (tassi di interesse inferiori rendono i risparmi liquidi relativamente meno attraenti), una minore inflazione può aumentare la pressione sui margini di profitto. Le società stanno inoltre affrontando anche salari in aumento. In una situazione di maggiore inflazione, il maggiore costo della manodopera può essere gestito più facilmente attraverso l’innalzamento dei prezzi finali. Al contrario, quando l’inflazione è limitata e i produttori non riescono a gestire al meglio i costi addizionali, il peso ricade sui margini di profitto.

Una delle principali caratteristiche della recente espansione economica è stato l’alto livello dei margini di profitto di cui hanno goduto le imprese. Per il mercato Usa, ciò è stato dimostrato dall’elevata percentuale di profitto rispetto al Pil.

Secondo Wade non ci sarà una recessione negli Stati Uniti (intesa come due trimestri consecutivi di crescita economica negativa), ma bisognerà prestare particolare attenzione agli utili Usa. Infatti, sottolinea l’esperto di Schroders, i profitti Usa (escluso il settore finanziario) aumenteranno del 6% nel 2019, per poi calare del 4% nel 2020.

La ragione è che una crescita economica inferiore al trend significa minore utilizzo di capacità, e ciò scatena pressioni al ribasso sui profitti. Inoltre, i margini di profitto si ridurranno all’aumentare dei costi di manodopera, mentre l’inflazione e la produttività scenderanno in un contesto di crescita più debole.

Rispetto a tale scenario di base, Wade ha previsto scenari alternativi. Più nel dettaglio se nel 2020 si dovesse assistere a una recessione negli Stati Uniti, i profitti potrebbero calare del 13,5% . Se invece si profilasse una recessione globale ad esclusione degli Stati Uniti, il calo dei profitti sarebbe del 7,4% nel 2020.

Soltanto due scenari alternativi mostrerebbero una crescita dei profitti: o la Cina cercherà di evitare un rallentamento economico più ampio introducendo stimoli per la crescita e l’inflazione con spese fiscali extra, oppure la crescita Usa sorprenderà ancora grazie a una solidità maggiore sul lato dell’offerta.

Nel 2020, sempre secondo l’economista, ci sarà un calo degli utili societari, i flussi di cassa delle imprese saranno sotto pressione e ciò porterà le imprese a reagire, tendenzialmente attraverso il taglio di posti di lavoro e spese. Ciò potrebbe portare il ciclo economico alla fine, e quindi a una recessione. Al momento, conclude Wade, è prevista, con una probabilità del 36%, una recessione nel corso dei prossimi 12 mesi, la probabilità più alta dal 2007.

 

 

 

 




            

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