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RONCADIN E' IL PRIMO PRODUTTORE ITALIANO AD APRIRE UN PUNTO VENDITA A PROPRIO MARCHIO A SHANGHAI

2 Settembre 2014 - Autore: Redazione


Fino a poco tempo fa, in Cina era conosciuta quasi esclusivamente la pizza alta, di tipo “americano”, mentre ultimamente si stanno diffondendo ristoranti italiani dove si cucina la nostra pizza tradizionale, con base sottile. Che oggi è molto ricercata, ma anche costosa. Da qui l’idea di Roncadin, azienda friulana specializzata nella produzione pizze surgelate di alta qualità, di esportare in Cina a proprio marchio, così da proporre un prodotto tipicamente italiano, ma a un prezzo più abbordabile rispetto al ristorante, da consumare comodamente a casa propria. L’idea ha funzionato, tanto che l’imprenditore italiano Dario Roncadin ha deciso, dopo il successo della vendita online della pizza tradizionale italiana, di aprire anche un punto vendita monomarca in un business center di Shanghai.

Roncadin, nel 2013, è stato il primo produttore italiano di pizze surgelate ad esportare a proprio marchio in Cina, dapprima sul principale sito di e-commerce cinese, che fa parte del gruppo Alibaba. Visto il successo riscosso dal prodotto, l’importatore cinese ha proposto di avviare un punto vendita, sempre a marchio Roncadin, a Shanghai.
La Cina rappresenta insomma una nuova frontiera da conquistare grazie alla qualità e ai sapori tipicamente italiani, così apprezzati e ricercati nel paese del Dragone.
 
«I cinesi adorano tutto quello che è Made in Italy, in quanto viene considerato sinonimo di qualità –afferma Dario Roncadin, amministratore delegato della Roncadin Spa–. La nostra pizza è apprezzata, in Italia come all’estero, proprio perché puntiamo molto sia sulla modalità di preparazione, sia sugli ingredienti. È realizzata con lunghi tempi di lievitazione naturale (da 5 a 24 ore), cottura in forno a legna e farcitura manuale. Abbiamo anche un brevetto esclusivo, che rende la nostra pizza unica al mondo: l’impasto non viene steso, come accade di solito con i metodi tradizionali di laminazione industriale, ma suddiviso in piccole palline. Con un’unica operazione di pressatura a caldo, si ottiene da ognuna una base per la pizza che è molto più sottile rispetto alle altre pizze surgelate».

Per funzionare il prodotto ha dovuto adattarsi alle abitudini peculiari del mercato cinese, che presenta una differenza non da poco: il metodo di cottura. «Il problema che abbiamo incontrato è che nelle case cinesi non si usano i forni, anzi molto spesso non si possiedono nemmeno –spiega Roncadin–. È stato quindi messo a punto un sistema di cottura alternativo al forno, che consente di cuocere la pizza in padella preservandone sapore e croccantezza.».

La pizza deve essere messa ancora surgelata sulla padella, coperta e cotta a fuoco lento per otto-dieci minuti.
 
L’idea si è rivelata vincente, tanto che il partner commerciale di Roncadin in Cina ha deciso di aprire dei punti vendita monomarca. Il primo punto di ristoro firmato Roncadin ha aperto i battenti da giugno in un edificio che fa parte di un business center di Shangai, la Zhong Rong Jasper Tower e sta avendo un ottimo successo, tanto che già si parla delle prossime aperture. «Si tratta di una sorta di gastronomia di alto livello, in cui le pizze vengono cucinate al momento e servite, ma sono anche vendute in astuccio per il consumo a casa –spiega sempre Dario Roncadin–. Le pizze vengono cucinate nel forno per essere consumate sul posto, mentre chi le acquista in astuccio riceve istruzioni su come cucinarle. Spieghiamo con attenzione come funziona la cottura, così che i clienti possano degustare il prodotto assaporandolo al meglio».

Oltre alla cottura in padella anziché in forno, ci sono altre curiosità sul consumo della pizza in Cina: «Di solito in Cina la pizza non è considerato un pasto, ma una sorta di aperitivo o anche merenda. Per questo una pizza viene divisa tra più persone, consumata prima del riso o dei piatti tradizionali oppure in abbinamento ad altri piatti occidentali come la pasta. Per quanto riguarda le varietà, tra quelle che vendiamo in Cina la preferita è la Vegetariana, seguita da Quattro formaggi e Margherita» conclude Roncadin.
 

 




            

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