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Rivalutazione terreni e partecipazioni già rivalutate in precedenza

20 Gennaio 2010 - Autore: Dott. LUCIANO CHIARI - Commercialista

 

www.studiochiari.com

 

Rivalutazione terreni e partecipazioni

 

 Possibilità di “aggiornare” i valori già oggetto di precedenti rivalutazioni

 

 

La rivalutazione al 1° gennaio 2010 può essere eseguita anche su terreni e partecipazioni già precedentemente rivalutate.

In questo caso, si dovrà effettuare una nuova perizia di stima, versando l’imposta sostitutiva calcolata sull’intero nuovo valore e chiedendo il rimborso di quella precedentemente versata.

 

 

            Come ormai noto, l’art. 2 commi da 219 a 220 della Finanziaria 2010, ha disposto la fissazione di un nuovo termine per la rideterminazione:

-       del valore di acquisto delle partecipazioni, detenute da persone fisiche non esercenti attività di impresa, non negoziate in mercati regolamentati;

-       dei terreni edificabili e con destinazione agricola detenuti dalle persone fisiche.

 

            La rideterminazione può essere effettuata per le partecipazioni ed i terreni posseduti alla data del 1° gennaio 2010 ed  il nuovo termine per la rivalutazione di dette partecipazioni e terreni è stato fissato al 31 ottobre 2010.

            Entro tale data dovranno essere effettuati:

-        il versamento delle imposte sostitutive, integralmente o limitatamente alla prima rata, come previsto dalla normativa;

-         la redazione ed il giuramento della perizia di stima.

 

            I contribuenti che, pur essendosi avvalsi in passato della rideterminazione del valore di terreni o delle partecipazioni, sono rimasti ancora in possesso dei beni "affrancati", potrebbero ora avere interesse ad effettuare una nuova rivalutazione. Infatti, il plusvalore nel frattempo maturato può rendere economicamente conveniente sostenere i costi per un nuovo affrancamento di valore, pur di "sterilizzare" fiscalmente la quota di plusvalenza imponibile che si è formata.

 

            In questo caso, si dovrà effettuare una nuova perizia di stima, versando l’imposta sostitutiva calcolata sull’intero valore periziato e chiedendo il rimborso dell’imposta precedentemente versata.

 

            Per la rivalutazione di terreni e partecipazioni già oggetto di precedenti rivalutazioni, quindi:

  1. è necessaria una nuova perizia di stima;
  2. l’imposta sostitutiva deve essere calcolata sull’intero nuovo valore e l’imposta già versata in precedenza:

-         non può essere scomputata dal nuovo versamento;

-         non si può portare in compensazione;

-         può essere solo chiesta a rimborso.

 

In sostanza, non è possibile:

-          scomputare dall’importo dell’imposta sostitutiva dovuta quanto già pagato per la precedente rivalutazione;

-          portare in compensazione tale importo in F24.

 

            È, tuttavia, consentito omettere il versamento della terza rata per i contribuenti che hanno effettuato l’ultima rivalutazione entro il 30 giugno 2008, se procedono ad una nuova rivalutazione riferita al 1° gennaio 2010.

 

            In questi casi, infatti, l'Agenzia (con circolare 27/E/2003) ha richiesto il versamento dell'intera nuova imposta sostitutiva (basata sul valore della perizia più recente) avendo tuttavia, il contribuente, diritto al rimborso della vecchia, ai sensi dell'articolo 38 del Dpr 602/73. L'unica possibilità concessa è stata quella di interrompere il versamento delle eventuali rate non ancora scadute relative alla precedente rivalutazione.

 

            La scelta delle Entrate di fare riferimento a questa disposizione comporta che l'istanza di rimborso debba essere presentata nel termine di 48 mesi dal versamento.

 

            L'Agenzia ha anche successivamente ribadito questo principio con la risoluzione 236/E/2008 nella quale è stato affermato che se dal primo versamento dell'imposta sostitutiva sono passati più di 48 mesi, il rimborso (ex articolo 38 del Dpr 602/1973) non sarebbe più esperibile, essendo trascorsi i termini di decadenza previsti da questa disposizione.

 

            Conseguentemente, tutti coloro che hanno affrancato in base all'articolo 11-quaterdecies, comma 4, del DL 203/2005 (con data di riferimento della perizia al 1° gennaio 2005), faranno bene a velocizzare la procedura, versando e presentando istanza di rimborso entro il prossimo mese di giugno. La prima o unica rata di quella rivalutazione, infatti, andava versata entro il 30 giugno 2006, per cui i 48 mesi scadono a giugno di quest'anno.

 

            Per tutti coloro che hanno rivalutato in precedenza, secondo l'Agenzia, è possibile recuperare al massimo le rate versate dal 2006 in poi.

 

            È da evidenziare  che, come espressamente precisato dalla Amministrazione Finanziaria con la circolare 15/E/2002, relativamente alla perizia per la rivalutazione di terreni, è necessario che la redazione ed il giuramento della perizia stessa avvengano prima della cessione dell’area interessata dalla rivalutazione (e comunque entro il 31 ottobre 2010). Questo, in quanto, il valore peritale è assunto quale minimo anche ai fini dell’imposta di registro dovuta per la registrazione dell’atto di trasferimento. È solo il versamento dell’imposta sostitutiva o della prima rata che può essere eseguito anche dopo la vendita, ma comunque sempre entro il 31 ottobre 2010.

 

 

 




            

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