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RIFORMA FORNERO, ORGANI LOCALI E CANCELLERIE NON HANNO ANCORA METABOLIZZATO LA NORMA. Intervista a Federico Torzo Head del Dipartimento Labour di Macchi Di Cellere Gangemi

16 Novembre 2012 - Autore: Redazione


Avv. Torzo, parliamo della Riforma Fornero del mercato del lavoro. Quali sono gli aspetti positivi introdotti da questa riforma secondo lei?

L’aspetto più utile della riforma è la possibilità di stipulare con i nuovi assunti un contratto a termine fino a un anno senza necessità di indicare le ragioni della apposizione del termine; una sorta di patto di prova lungo, per dare la possibilità al datore di lavoro di verificare in maniera approfondita le capacità e le criticità del nuovo assunto. Questo aspetto sicuramente favorisce le assunzioni. Altro elemento importante è che, una volta impugnato il licenziamento, la fase giudiziale deve iniziare con il deposito del ricorso entro 180 giorni dall’impugnazione, il che contribuisce al principio della certezza del diritto.

Quali sono invece gli elementi di criticità?

Sicuramente la questione delle partite Iva perché si è finito per creare una difformità di trattamento a seconda della tipologia dell’attività lavorativa prestata, in quanto dall’applicazione sono esclusi professionisti iscritti a ruolo. Un esempio può essere dato da uno studio di architettura dove i collaboratori sono architetti e interior designer. L’architetto è iscritto all’albo, l’interior designer no. Di fatto si occupano della stessa cosa ma le nuove disposizioni si applicano solo all’interior designer. Anche nell’avvocatura l’orientamento a livello europeo è completamente diverso: in tutti gli altri paesi il giovane avvocato che lavora 12 ore in uno studio è un lavoratore subordinato, mentre in Italia i giovani avvocati sono trattati come dei lavoratori subordinati ma hanno gli svantaggi dei liberi professionisti quanto a malattia e maternità. L’apertura di una posizione Iva è una libera scelta, in un Paese socialmente avanzato come il nostro: se un lavoratore opta per la scelta di una posizione autonoma che gli consente determinate detrazioni fiscali, tale scelta va accettata e riconosciuta anche se è il frutto di necessità contingenti dettate dal datore di lavoro. Non c’era bisogno, a mio avviso, di disciplinare la materia.

Ha parlato di partite Iva. Ma riguardo al contratto a progetto e all’apprendistato che novità ci sono?

Per quel che riguarda il contratto a progetto oggi costituisce ancora la forma più utilizzata per eludere le disposizioni relative al rapporto di lavoro subordinato. La Riforma ha introdotto una maggiore tutela per il collaboratore, là dove si prevede in particolare una forte limitazione alla facoltà di recesso da parte del committente. È stata inoltre introdotta la necessità di individuare un risultato finale che contribuisca a limitare la possibilità del datore di eludere lo scopo della norma individuando un progetto dal carattere nebuloso. Riguardo all’apprendistato, secondo me gli oneri in termini di tempo imposti al datore per potervi ricorrere non sono compensati dal risparmio in termini contributivi. Personalmente, avrei spinto di più l’acceleratore verso la liberalizzazione. L’Italia è un paese sufficientemente avanzato per consentirsi una maggiore flessibilità anche in uscita. Un datore se sa che può licenziare un lavoratore inefficiente è anche più propenso nel dare possibilità ai giovani di mettersi alla prova.

E veniamo allora alla parte della riforma relativa alla flessibilità in uscita con le modifiche apportate all’Articolo 18. Qual è la sua opinione?

Nel diritto anglosassone esiste il concetto di employment at will che significa che il datore può recedere in qualunque momento dal contratto di lavoro senza giustificare la propria decisione. In America per tale motivo la tutela del lavoratore nel caso di licenziamento ingiustificato è esercitata attraverso il ricorso ai principi della non discriminazione. Sembra che anche qui da noi si vada in questa direzione. Il caso principe in cui è ancora prevista la reintegra è quello del licenziamento discriminatorio, il che farà aumentare le cause legate alla discriminazione. L’aver comunque limitato i casi in cui è dovuta la reintegra è, anche a livello psicologico, un ulteriore aspetto positivo in quanto limita quella riluttanza che i datori italiani e gli investitori stranieri avevano verso il sistema Italia.

Quali sono i passaggi della Riforma che stanno impattando maggiormente con il contesto lavorativo? E quelli su cui pare vi siano più dubbi circa la loro applicazione?

Poiché i principali orientamenti della Riforma erano emersi già durante la sua fase di gestazione, alcune scelte di riduzione del personale per questioni economiche, che caratterizzano il tipo di clientela  che abbiamo come le società multinazionali, sono state procrastinate in attesa dell’approvazione della Riforma. Adesso vedremo come potremo approfittare di queste nuove norme per aiutare il cliente a ottenere i propri obiettivi senza “bagni di sangue”.

Come state gestendo questa situazione?

I giuslavoristi e i fiscalisti sono i professionisti cui è richiesto un maggiore aggiornamento poichè queste norme sono quelle che cambiano più frequentemente. Stiamo affrontando la Riforma studiando e ormai anche attraverso le prime esperienze pratiche. Ho notato tuttavia che sia gli organismi locali del Ministero che le stesse Cancellerie non hanno ancora metabolizzato del tutto le nuove regole introdotte dalla Riforma.

In merito invece all’introduzione dell’ASPI?

Con l’ASPI sembra che si siano limitati a cambiare il nome. Rimane fermo il massimale che è di circa 1020 euro: sempre mille euro sono. In Italia quella è l’indennità di disoccupazione così come per la cassa integrazione.

 

Alessia Liparoti

 




            

Ultimi commenti degli utenti

Salve, sono un p? confuso dalla riforma Fornero e non riesco a capire quale sia la mia esatta condizione - fatta eccezione per quella da precario e sfruttato. La domanda ?: secondo voi, dopo tre contratti cocopro di cui l'ultimo scaduto il 31/12/12, ho 60 giorni per impugnare questi contratti e rivendicare la subordinazione ed il reintegro da dipendente? Grazie.

24 Gennaio 2013 ore 15:01:10 - Luter 1972












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