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RIFORMA DEL LAVORO, NORMATIVA FRASTAGLIATA E FARRAGINOSA. L'intervista al Professore Avvocato Mattia Persiani, Chairman di hELP - the Employment Law Plant – Studio Legale Persiani

28 Settembre 2012 - Autore: Redazione


Nuovo capitolo per  l’inchiesta di FinanzaeDiritto.it sulla Riforma Fornero.

Abbiamo intervistato il Professore Avvocato Mattia Persiani, Chairman di hELP - the Employment Law Plant – Studio Legale Persiani.

 

Avv. Persiani, come opera il vostro Studio Legale?

Lo studio legale hELP - Persiani è  specializzato in diritto del lavoro, con un approccio internazionale e con forti competenze anche in materia di diritto previdenziale. E' nato da meno di un anno da un gruppo di giuslavoristi provenienti da famosi studi legali internazionali, che nel gennaio 2012 si è unito allo storico Studio Legale Persiani creando così una realtà unica sul mercato. Offre infatti assistenza in materia previdenziale e giuslavoristica su base nazionale e internazionale, grazie agli uffici italiani (Milano, Roma e Palermo) e alla alleanza con circa 60 studi in tutto il mondo. Assiste in ambito giudiziale e stragiudiziale clienti corporate e manager.

 

Qual è il suo parere sulla riforma del mercato del lavoro ?

L’esperienza conferma che non ci sono leggi buone i leggi cattive, ma leggi applicate bene o leggi applicate male. Vedremo. Resta che, la riforma è sicuramente farraginosa. Era stata annunciata come la riforma che avvocati e commercialisti avrebbero dovuto illustrare ai potenziali investitori esteri come prova di una rinnovata efficienza e del superamento delle rigidità del sistema, ma si è rivelata un groviglio di disposizioni eccessivamente articolate e mal  coordinate. Quindi, in definitiva, una riforma di difficile comprensione per chi non è un addetto ai lavori, a maggior ragione se straniero.

 

Quali sono gli elementi positivi introdotti da questa riforma ?

Il superamento del tabù dell’art. 18 della legge n. 300 del 1970 (il cosiddetto Statuto dei lavoratori) ed il nuovo meccanismo dei cosiddetti “ammortizzatori sociali”. Quanto al primo profilo, si tratta di un aspetto più psicologico o sociologico che giuridico. Giustamente, infatti, non è stato abrogato l’istituto della reintegra, ma probabilmente tra qualche tempo – ora è forse troppo presto - si potrà parlare serenamente di una più ampia revisione di quell’istituto, senza demandare al Giudice del lavoro ogni questione relativa alla sua applicazione, come dovrebbe accadere d’ora in avanti, dopo la riforma. Quanto al nuovo meccanismo dei cosiddetti “ammortizzatori sociali”, mi limito a rilevare che esso è lodevolmente ispirato ad un effettivo contenimento della spesa sociale ottenuto limitando i livelli delle prestazioni all’essenziale e, al tempo, generalizzando in qualche modo la tutela.

 

E quali invece quelli negativi ?

Come ho già accennato, tutta la normativa è troppo frastagliata e farraginosa. In particolare, se ci concentriamo sulla “vicenda simbolo” dell’impugnativa dei licenziamenti, la riforma comporterà che i nuovi giudizi saranno inevitabilmente molto più articolati di quanto avveniva prima, perché il lavoratore, per mirare al “bersaglio grosso”, e cioè alla reintegra, dovrà sempre impostare il ricorso formulando un’ipotesi ritorsiva o discriminatoria. In via subordinata, formulerà le ulteriori domande a contenuto risarcitorio.

 

Come cambierà la richiesta dei clienti ?

I clienti hanno immediatamente cominciato a chiederci pareri su come comportarsi d’ora in avanti. Almeno in questa prima fase, sembra che prevalga un senso di incertezza perché le aziende hanno perso gli abituali punti di riferimento. Anche per le questioni più banali, come le risoluzioni consensuali, le aziende temono l’errore, e quindi chiedono di essere accompagnate per mano; ciò perché si trovano di fronte a procedure nuove anche nell’ambito di istituti ormai tradizionali. Probabilmente, più avanti nel tempo, quando si sarà consolidata un minimo di giurisprudenza, la richiesta tornerà a concentrarsi sulle questioni più specifiche di ogni singolo istituto.

 

 

Sara Tamburini

 




            

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