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Relazione Consob: premesse con promesse

20 Maggio 2011 - Autore: Redazione


a cura del Prof. Giuseppe G. SANTORSOLA
Professore Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari.
Università Parthenope di Napoli

La relazione presentata dal neo Presidente Vegas presenta alcune potenziali significative novità in termini di semplificazione delle “regole” e di scambio consultivo della impostazione delle stesse. Ci limitiamo a rileggere i primi tre dei sette paragrafi che la compongono. L’incipit cita Tacito quando indicò l’eccesso di leggi quale sintomo della corruzione dello Stato. Una scelta di rilievo considerando che la stessa Consob nel recente passato aveva promosso proprio la abnorme crescita del controllo basato sulla quantità (le 700 pagine citate). Altro contenuto individua le funzioni della Commissione nella protezione del risparmio e nella promozione della crescita dei mercati. Ad oggi la prima è visibile, mentre la seconda è carente. Anzi, si propone un rischio futuro quando un contorno di regole eccessive in Italia potrebbe (e già può) suggerire di raccogliere il risparmio nazionale attraverso intermediari con passaporto diverso. Anche se può apparire teorico, è utile ribadire che le buone regole allontano i soggetti negativi, mentre troppe regole (che definiremmo non buone solo in quanto abbondanti) allontano (anche o in prevalenza?) i migliori. In questa dicotomia c’è la differente traduzione del termine enforcement tra “imposizione” e “applicazione”. I dati relativi al risparmio gestito negli ultimi anni evidenziano che l’arbitraggio tra mercati ci ha sfavorito e il campo di gioco prescelto sia stato quello estero anche per soggetti economici italiani. Come quando la Juventus decide di giocare fuori Torino ….

Un’ulteriore sollecitazione suggerire alle Authority italiane di far pesare il proprio ruolo nell’ESMA e nel FSB per creare regole internazionali più omogenee, piuttosto che cercarne di migliori nazionali. Lo sviluppo dei sistemi ombra e l’inversione comportamentale dei regulator statunitensi sono la comprova di questa esigenza. Il Presidente ha espresso la propria forte attesa verso i KIID (i fogli semplificati) e i PRIPs (prodotti armonizzati) quali sintesi degli sforzi di conquistare l’attenzione più convinta dei risparmiatori non investitori sistematici nel contesto UE. La collaborazione dei paesi location preferita sarà assolutamente indispensabile. Merita meditazione l’ipotesi che le regole in essere disincentivino gli operatori più seri e facilitino il percorso formalmente corretto delle proposte peggiori. E’ certamente innovativo che un Regulator definisca bagatelle il complesso delle regole in essere!

Un esame statistico dei bollettini di Vigilanza di Banca d’Italia e di Consob nel 2010 evidenzia la ridondanza di sanzioni per comportamenti non conformi (unfair) rispetto a quelle per irregolarità dannose per gli utenti finali (che spesso arrivano dopo il compimento del danno). Anche il calcolo delle sanzioni pecuniarie conferma il peso prevalente dei casi di non conformità organizzativa, di compliance o di controllo interno, rispetto a fattispecie di cattiva o deviante informazione, anche perché molto spesso le regole vigenti erano rispettate, ma la sostanza dell’interesse del cliente e del mercato no. Altrettanto interessante è il proponimento di impostare un sistema sanzionatorio che incentivi il recupero della regolarità piuttosto che la punizione ex-post del danno. Ciò richiede che la l’azione di polizia dell’Authority sia preventiva e non solo suscitata dai reclami dei soggetti percossi.

Due valutazioni in conclusione. La prima individua questa relazione come lettera d’intenti di una Consob parzialmente nuova nella composizione e quindi ancora da valutare nei fatti. La seconda, più delicata, considera la dimensione e la numerosità dei Regolamenti (soprattutto ISVAP), istruzioni di Vigilanza (Banca d’Italia) e delle Consultazioni (Consob) prodotti e proposti nei primi mesi del 2011, tutti molto abbondanti fino al punto da oberare l’attenzione di tutti coloro debbono studiarli ed applicare. Figuriamoci quella dei risparmiatori che dovessero consultarli prima di decidere.




            

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