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Private Equity e Family Office: quali sinergie?

17 Giugno 2011 - Autore: Redazione


Secondo appuntamento per il percorso di AIFI “Il Private Equity incontra i Family Office”, tenutosi a maggio presso lo Studio legale Dewey & LeBoeuf e parte degli incontri del Club Family Office di Editrice Le Fonti.

Argomenti di dibattito sono stati la selezione degli investimenti in fondi di private equity, i cui criteri e parametri più significativi sono stati ben delineati da Luigi Tommasini, Senior Partner di Fondo Italiano di Investimento, nonché i profili giuridici e normativi del rapporto fra investitori e gestori, oggetto di accurata esposizione da parte di Pierluigi De Biasi, Avvocato di Dewey & Le Boeuf.
 
Walter Ricciotti, Amministratore Delegato di Quadrivio SGR, nonché componente della Commissione Investitori Istituzionali AIFI insieme a Giuseppe Campanella, ripercorre con noi i punti salienti dell’incontro.
 
 
Quali sono i nuovi settori di interesse del private equity?
 
Negli ultimi anni il private equity si è aperto ad investimenti in settori nuovi rispetto a quelli tradizionalmente oggetto di attenzione da parte dei fondi chiusi. In particolare, settori di crescente interesse sono le energie rinnovabili, i turnaround, le infrastrutture, il mezzanino ed il settore finanziario. Il maggiore interesse per alcuni di questi settori è trainato da trend tecnologici e sociali (come per le energie rinnovabili) o da situazioni congiunturali (i turnaround, che hanno visto significativamente aumentare negli anni della crisi economica il numero degli operatori), mentre per altri l’interesse è dettato maggiormente dalla volontà di diversificare in settori meno presidiati dagli attuali operatori o dal voler offrire un differente rapporto rischio/rendimento ai sottoscrittori dei fondi. 
 
 
Come si sta evolvendo il mercato del PE nei confronti degli investitori, con particolare accento sulla trasparenza?
 
L’evoluzione del mercato del private equity sta avendo un importante impatto anche sul rapporto tra investitori e gestori dei fondi. Le maggiori competenze e professionalità da parte degli investitori, sia istituzionali che privati, nella selezione e gestione delle proprie allocazioni nei fondi chiusi, è un ulteriore stimolo alla crescita dell’asset class private equity. Gli investitori sempre più sovente richiedono una informativa continuativa e dettagliata, la propria presenza ove possibile negli advisory board, spesso la possibilità di coinvestire con i fondi.
Anche la recente modifica normativa che ha equiparato il trattamento fiscale dei fondi a quanto già avviene da anni a livello europeo (ossia che la tassazione avvenga sul “realizzato” e non sul “maturato”) sicuramente porterà ad una maggiore trasparenza da parte dei gestori dei fondi nei confronti dei propri investitori.
 
 
...
Continua su Family Office n.2 - 2011
http://www.editricelefonti.it/familyoffice



            

Ultimi commenti degli utenti

complimenti la rivista family office e gli incontri del club che organizzate in tutto il mondo sono davvero unici. Continuate cos

24 Giugno 2011 ore 13:39:23 - Sergio Ricossa












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