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PRIVATE BANKING, LA PAROLA A BANCA EUROMOBILIARE. Intervista esclusiva a Ferdinando Rebecchi, Amministratore Delegato Banca Euromobiliare

12 Novembre 2011 - Autore: Redazione


 Nei giorni in cui il futuro del nostro Paese sembra appeso a un filo e a un uomo, Mario Monti, l’analisi dell’attuale congiuntura economica diventa sempre più necessaria. Si aggiunge dunque un altro tassello all’inchiesta esclusiva di FinanzaeDiritto sul mondo del Private Banking. La parola è andata questa volta a Banca Euromobiliare, vincitrice del Premio Internazionale Le Fonti dello scorso 30 giugno come Migliore struttura di Private Banking per l’eccellenza nella gestione dei patrimoni.

L’intervista a Ferdinando Rebecchi, Amministratore Delegato di Banca Euromobiliare.

 

 

 

Dottor Rebecchi, la crisi globale sta ancora mettendo in ginocchio l’economia di diversi Paesi, il nostro compreso. Come si deve reagire?

           

 

La difficile congiuntura che si sta abbattendo sull’economia globale ha bisogno di essere approcciata in un modo nuovo e radicalmente diverso rispetto a quanto visto nelle fasi di debolezza che hanno caratterizzato i precedenti cicli economici. Stiamo assistendo a qualcosa di nuovo e assolutamente non atteso o prevedibile: la difficoltà di alcuni stati sovrani nell’affrontare il ripagamento del proprio debito. Se è vero che nell’ultimo decennio abbiamo assistito al default di Argentina e Islanda, è altrettanto vero che si trattava di economie piccole e comunque lontane da noi. Al centro dell’attenzione oggi ci sono invece Grecia, Spagna e anche Italia. Inoltre all’inizio di agosto si è evitato il fallimento “tecnico” della prima economia mondiale, gli USA, solo grazie ad un’operazione congiunta del governo che ha solo posticipato il problema in avanti di alcuni mesi.

 

 

Data per assodata la contingenza non semplice, come risponde la vostra struttura di Private Banking alle esigenze e alle preoccupazioni dei clienti?

 

 

In questo contesto la nostra Banca, specializzata nella gestione dei patrimoni da oltre 40 anni, ha continuato a porre in essere le azioni che hanno sempre caratterizzato la nostra relazione con i clienti: semplicità e trasparenza nelle scelte di investimento ed elevatissimo controllo del rischio. A questo aggiungiamo un’accresciuta vicinanza al cliente. In più credo che questa grande crisi abbia ancor più evidenziato che il “fai da te” produce risultati devastanti, soprattutto quando entrano in crisi asset class come quelle obbligazionarie che nella convinzione delle persone sono “sempre a rimborso garantito”, quando invece sappiamo che non è così. È indispensabile delegare a gestori professionisti e diversificare attentamente il proprio patrimonio.

 

 

Su quali servizi state puntando?

 

 

Continuiamo a puntare su gestioni patrimoniali in titoli (a benchmark) o su Sicav/Fondi di terzi (a ritorno assoluto) che permettono un efficiente controllo del rischio e un obiettivo di rendimento sempre in linea con le aspettative del cliente. Per i clienti che preferiscono agire in regime di risparmio amministrato abbiamo attivato da oltre 2 anni un servizio di consulenza personalizzata a pagamento che ha il compito di elaborare le notizie, interpretare i mercati e fornire indicazioni. Queste ultime vengono elaborate in base a svariati parametri di riferimento quali profilo di rischio, orizzonte temporale dell’investimento e peculiarità dell’investitore. 




            

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un altro fenomeno da baraccone, se non sono strani non li prendono

16 Novembre 2011 ore 15:58:09 - afdsfdsfds












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