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OSSERVATORIO MICHAEL PAGE: NEL SETTORE DIGITALE L'OCCUPAZIONE SALE FINO AL 27%

16 Febbraio 2015 - Autore: Redazione


Crescono in Italia le opportunità di lavoro e i salari nel settore digitale, spinti dalla crescente digitalizzazione delle attività aziendali e dall’innovazione tecnologica. E’ quanto emerge dallo studio retributivo realizzato dalla divisione specializzata in Digital&New Media di Michael Page su un osservatorio  di 12.000 candidati, che delinea i profili più richiesti di questo ambito nel 2014 e una previsione per il 2015.

“Il trend occupazionale per le professioni digitali ha registrato una crescita tra il 20 e il 27% anno su anno, a seconda della figura richiesta, con picchi che arrivano al 30% per la figura del programmatic buying manager – dice Andrea Policardi manager e responsabile della divisione Digital & New Media di Michael Page – Gli stipendi partono da un minimo di 40 mila euro annui lordi e possono raggiungere i 100 mila euro per chi ha oltre 12 anni di esperienza”.

Il settore, in continua evoluzione, richiede un continuo aggiornamento per i vari profili aziendali, sia attraverso percorsi interni, sia attraverso università o enti specializzati esterni. “Per le figure più promettenti – continua Policardi – le società possono offrire formazione interna e anche esperienze all’estero di media o lunga durata, soprattutto in Inghilterra o Stati Uniti. Le aziende hanno iniziato sempre più a utilizzare internet come canale di vendita, in sinergia con i canali più tradizionali. Per questo motivo si assiste al boom di richieste di queste professioni. Il loro peso è ancora basso sul mercato occupazionale, ma il trend di crescita è evidente”.

La panoramica dei profili più ricercati è composta da:
•    Il Programmatic buying manager ad oggi è la professione digitale emergente più richiesta. L’affermarsi di nuove tecnologie basate sulla pianificazione pubblicitaria ad “audience” ha permesso, a partire dal 2012, un esponenziale sviluppo delle pianificazioni programmatiche, dettate dalla richiesta del mercato sempre più imponente verso tale direzione. Il programmatic consente di veicolare il messaggio pubblicitario su di un target raffinato e definito di utenti, ottimizzando il budget a disposizione delle aziende. Le competenze richieste per questo tipo di profilo hanno una duplice matrice, tecnica e di business. Il manager ricercato deve dimostrare dimestichezza con tutte quelle piattaforme coinvolte nella filiera, dalle SSP/DSP agli Ad-Exchange oltre che nella gestione e manipolazione di database di dati. Oltre a queste skills il candidato ideale conosce i principali criteri di monetizzazione e le condizioni di mercato per poter proporre a clienti (advertiser), centri media, concessionarie ed editori, anche rispetto alle pianificazioni più tradizionali. E’ una figura solida dal punto di vista negoziale e commerciale (il programmatic porta con sé diverse conseguenze sulle remunerazioni degli attori coinvolti nella filiera) e dimostra una forte passione per la tecnologia e l’innovazione. L’offerta del mercato rispetto a queste figure è decisamente più bassa della domanda, portando il livello di retribuzione ad un valore più alto rispetto ai livelli di mercato (+ 30/40% sulla RAL media). Anche le prospettive di carriera di queste figure sono decisamente interessanti: è più facile crescere a livello gerarchico, avere un team dedicato, essere a contatto con i clienti “top spendor” della pubblicità. La scarsità di risorse sta portando head hunters specializzati come Michael Page a reperire le risorse all’estero dove questo tipo di competenze hanno già conosciuto uno sviluppo significativo.
•    E-commerce manager è responsabile del canale di vendita online e può raggiungere anche i 100 mila euro di guadagno con 12 anni di esperienza
•    Web marketing manager è responsabile dello sviluppo delle strategie di marketing sui nuovi media e può arrivare a  85 mila euro, per seniority di almeno 12 anni
•    Seo/Sem manager è responsabile del coordinamento delle attività dirette a migliorare il posizionamento del sito internet aziendale sui motori di ricerca: il ruolo richiede una predisposizione all’analisi dei dati, alla gestione di ingenti budget e alla profonda conoscenza dei motori di ricerca. Gli stipendi possono raggiungere gli 80 mila euro per almeno 12 anni di esperienza e il trend della domanda si attesta attorno al 27%
•    Chief technology officer (Cto) è un manager esperto di tecnologie che sa identificarne le possibili applicazioni nei prodotti aziendali. Questi professionisti sanno individuare le migliori tecnologie adatte all’azienda per garantirne l’efficienza e l’operatività. Per questo motivo, vengono sempre più coinvolti nelle strategie finanziarie, di marketing e di comunicazione aziendale. Gli stipendi possono raggiungere anche i 90 mila euro per chi ha più di 12 anni di esperienza.
 




            

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