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L'internazionalizzazione come scelta strategica

17 Dicembre 2010 - Autore: STUDIO DI CONSULENZA NICOTRA & NICOTRA


Il mercato attuale è caratterizzato da fenomeni di globalizzazione con sfide sempre più complesse per le imprese. Da un lato questo favorisce l'aumento della concorrenza, anche nei settori di tradizionale specia-lizzazione italiana, dall'altro fa emergere importanti opportunità di intervento in nuove aree dove la domanda è in continuo sviluppo o dove i costi di produzione possono offrire nuove prospettive di competitivi-tà. La presenza dell'industria italiana sui mercati esteri è ancora prevalentemente legata al consueto modello d’interscambio di beni e servizi. Un processo d’internazionalizzazione, che vada oltre la formula import/export, è la carta vincente nelle fu-ture strategie aziendali; sia per il mantenimento e l'aumento delle quote di mercato, sia per la possibile riduzione dei costi di produzione ed il miglioramento della competitività. Il sistema imprenditoriale di un Paese industrialmente avanzato, come quello italiano, è in grado di cogliere le opportunità economico-produttive nascenti all'interno di zone come l'Europa Centrale ed Orientale, l'America Latina, il Sud Africa e la Cina, l'India, il bacino del Mediterraneo e di quelle aree geografiche dove si aprono alle imprese ampie possibilità di sviluppi produttivi, ma coerenti con l'equilibrio socio politico. Pur essendo, quindi, l’Italia tradizionalmente un Paese che guarda molto all’estero, le statistiche la danno in una posizione, rispetto ad altri Paesi Europei, nazionalisti per eccellenza, non di primissimo piano. Ciò è dovuto alle difficoltà, per il Piccolo e Medio Imprenditore, di affrontare i mercati esteri per motivi di organizzazione interna aziendale, non potendo distrarre risorse umane e, soprattutto, economiche, per difficoltà di lingua, per difficoltà di riferirsi a strutture che possano svolgere una azione di salvaguardia dell’Imprenditore stesso, salvaguardia di affari “poco chiari” , salvaguardia da personaggi sedicenti di primo piano ma che alla fine risultano essere poco credibili. Tutto questo induce a guardare con sospetto all’internazionalizzazione ad alla cooperazione transnazionale, a differenza di altri Paesi Europei e non, che, invece, già da tempo, si muovono in tal senso, vedendo proliferare i loro redditi e stabilizzare le loro produ-zioni nella certezza di acquisire sempre nuovi sbocchi commerciali e concrete presenze sia nel mondo occi-dentale che in quello orientale. Orbene questa situazione induce a fare delle riflessioni ed a porsi nella con-dizione di comprendere come potrà essere possibile lo sblocco della situazione di stallo dell’Italia e dell’Imprenditoria Piccola e Media e quali potrebbero essere i sistemi per consentire un differente approc-cio alla Internazionalizzazione. Che cosa s’intende per internazionalizzazione? Produrre all’estero Vendere all’estero i propri prodotti Stringere alleanze con partner stranieri Ricorrere ad apporti di capitale di azionisti stranieri Approvvigionarsi da fornitori stranieri Affrontare la competizione con concorrenti stranieri Realizzare unità di produzione e vendita in paesi stranieri Quali motivi spingono un’impresa a misurarsi in una competizione internazionale? Messa a punto di un prodotto che si ritiene adatto per uno o più mercati esteri Sviluppo di una tecnologia innovativa Esistenza di opportunità di business particolarmente allettanti Contatti con clienti e fornitori esteri Contatti con potenziali partner per la produzione e per gli apporti finanziari Necessità di approvvigionamento presso fornitori esteri Pressioni competitive "Fuga" alla ricerca di condizioni vantaggiose per ridurre i costi (minore pressione fiscale, minore costo del lavoro) Come realizzare un buon Progetto di Internazionalizzazione Per realizzare un buon Progetto di Internazionalizzazione occorre procedere attraverso una serie di attività che ne consentiranno la sicura riuscita, specificatamente: Valutazione del merito aziendale e delle possibilità produttive dell’Azienda, nel breve e medio pe-riodo, per determinare le risorse da destinare ai mercati esteri; Business Plan, indispensabile strumento di programmazione dello sviluppo internazionale; Studio paese e/o ricerca paese/i ; Ricerca di eventuali partner; Assistenza linguistica e logistica; Assistenza agli “Accordi di Cooperazione” (stipula di contratti societari, costituzione di joint-venture, stipula di accordi commerciali e/o accordi di distribuzione, accordi di carattere finanziario, stipula di contratti di fornitura e/o sub-fornitura, partecipazione a gare d’appalto, etc. etc.); Assistenza all’ottenimento, se necessari, di finanziamenti, aiuti e sovvenzioni; Assistenza finanziaria e / o commerciale nei Paesi Esteri, post realizzazione del programma. Valutazione del merito aziendale E’il complesso di principi, metodi e tecniche che consentono di definire il valore dell’azienda. Una distin-zione di valutazione va fatta tra la valutazione del capitale economico, la valutazione del capitale di funzio-namento e la valutazione produttiva. Il valore, per quanto scrupolosamente stimato, non è mai determina-bile in modo oggettivo ed assoluto, ma ha sempre una connotazione relativa. Il valore NON è un dato og-gettivo, in quanto scaturisce da un processo di stima che è, di per sé, di tipo soggettivo. Il valore del capitale economico deriva da tutte le condizioni e potenzialità di produzione sia tangibili che intangibili. Alla sua determinazione concorre sia la quantificazione del valore patrimoniale della società sia la sua capacità reddituale prospettica. Il Capitale di funzionamento deriva dalle stime di bilancio che sono riferite ai singoli beni che compongono il patrimonio. Il valore della produttività aziendale scaturisce dalla verifica dei mezzi tecnici e tecnologici che l’Azienda possiede, dal capitale umano che opera all’interno della stessa e dalla capacità produttiva dei cicli di lavora-zione, in atto e potenziali. Da tale processo di valutazione analitica scaturisce il capitale di funzionamento ed il reddito dell’esercizio. Nella determinazione del capitale di bilancio la valutazione è svolta in modo analitico. Non è cioè svolta una valutazione di tipo sistemico. Il capitale economico rappresenta l’insieme delle relazioni dinamiche che si istituiscono tra il valore del capitale proprio, coincidente con il fondo di valori che esprime il netto patrimo-niale, e la redditività dell’impresa. Il valore del capitale economico di un’azienda esprime una combinazione tra valore patrimoniale e valore reddituale. Business Plan Documento che consente di descrivere il progetto in tutte le sue parti e di valutarne la fattibilità e l’interesse sotto il profilo economico. Il Business Plan è, quindi, un indispensabile strumento di programma-zione dello sviluppo internazionale dell’impresa, ma è anche un utile strumento per comunicare con i sog-getti che, a vario titolo, sono coinvolti nel processo di internazionalizzazione: clienti, fornitori, partner indu-striali, partner finanziari, lavoratori, comunità straniere. Quali sono le funzioni del business plan?  VALUTARSI ALL’INTERNO  COMUNICARE ALL’ESTERNO  APPRENDIMENTO INTERNO Studio Paese e/o ricerca Paese/i Per questa attività, determinante per un buon Progetto di Fattibilità, si opererà attraverso le Istituzioni preposte in Italia ed all’Estero (Ambasciate, Consolati Generali, Uffici Commerciali, Consiglieri delle Reti di Cooperazione Europee, Professionisti con cui esistono consolidati rapporti di collaborazione, ect. ect.). Tut-to ciò affinché si abbiano le più reali informazioni dalle quali trarne poi le conclusioni da formulare al Clien-te, il quale da ciò che riceverà dovrà formarsi la propria idea sulla bontà dell’iniziativa chiaramente sulla ba-se dei consigli proposti. Lo studio nel caso che il Paese sia già stato individuato riguarderà quello specifico Paese, nel caso in cui verrà richiesta l’individuazione di uno o più Paesi che potrebbero essere idonei all’iniziativa da percorrere, ci si attiverà in tal senso, sempre attraverso le strutture già indicate, arrivando alla indicazione di Nazioni dove meglio si potranno raggiungere gli obiettivi ricercati. Ricerca di Partner La ricerca degli eventuali Partner necessari per la realizzazione dei progetti avviene attraverso fonti ufficiali, società all’uopo costituite e, soprattutto, attraverso le reti europee di cooperazione transnazionale che si occupano specificatamente della materia in tutti i settori economici. Assistenza linguistica e logistica Per consentire alle P.M.I. una serena attuazione del progetto di internazionalizzazione sarà opportuno, con-siderato che uno degli elementi ostativi dell’approccio con gli aspetti internazionali è la questione della lin-gua, fornire anche una assistenza linguistica ed anche logistica nel senso di prevedere tutti gli aspetti a co-rollario riguardanti i trasporti, i dazi, e quant’altro. Accordi di cooperazione Gli obiettivi degli accordi di cooperazione sono: la stipula Contratti Societari e/o di altro tipo come Joint-Venture, Gentlemen Agreement, Accordi Commerciali ect. ect. L’assistenza fornita alle PMI conduce alla realizzazione dei programmi e dei progetti a cui i Clienti si sono riferiti, detta realizzazione si concretizza con la stipula di precisi accordi di cooperazione che vanno dalla co-stituzione della eventuale Joint-Venture, all’Accordo dì Distribuzione Commerciale, all’Accordo di Coopera-zione Tecnologica, all’Accordo di Produzione Comune, e quant’altro potrà scaturire dall’incontro dei proba-bili partner. In questo preciso settore sarà indispensabile avvalersi dell’opera di Professionisti, specialisti nei settori su indicati, ai quali verrà conferito l’incarico di seguire l’Azienda nel modo migliore acchè le condi-zioni di accordo siano soddisfacenti per i partecipanti e non conducano a contestazioni di alcun tipo. Finanziamenti e Aiuti Il professionista esperto, che si propone in questa fase quale interlocutore principale, dovrà fornire specifi-ca assistenza e consulenza in materia di finanziamenti comunitari, interventi BEI e BERS, interventi a valere sui Fondi Strutturali, interventi come da Programmi Comunitari ad oc, e quant’altro possa essere sviluppato con Organismi Finanziari Nazionali, Europei ed Internazionali all’uopo costituiti. Per questa parte rimandia-mo alla sezione Finanziamenti per l’Internazionalizzazione. Assistenza finanziaria e/o commerciale nel paese estero Affinché l’Azienda Cliente non abbia alcun problema postumo alla realizzazione dei Programma voluto ed attuato, bisognerà fornire una assistenza a 360 gradi nel Paese estero dove è stata realizzata l’iniziativa sia attraverso Istituzioni Finanziarie locali con si è in contatto e si rappresentano per l’Europa, sia attraverso Banche aderenti alle reti di cooperazione europee, sia attraverso rapporti interpersonali con Professionisti dei Paese, ciò sia per l’aspetto finanziario che per quello commerciale.




            

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