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L'insolvenza e il rischio di credito

1 Gennaio 2007 - Autore: Redazione


(Dott. Matteo Paganin)

I requisiti patrimoniali basati sul rischio stabiliti dal Nuovo Accordo di Basilea

Il più grande incentivo per le banche per lo sviluppo di nuovi modelli di rischio di credito è stato l’imposizione dei requisiti patrimoniali sui prestiti da parte di Basilea.

Si ritiene che questa possa essere annoverata tra le cause di interesse per il rischio di credito e non tra le conseguenze, in ragione del carattere preventivo e lungimirante che ha qualificato la pubblicazione dei documenti prodotti dal Comitato di Basilea giĂ  nel 1988, in un momento in cui le problematiche relative al rischio di credito non erano ancora palesi.

La revisione dell’Accordo e la pubblicazione del “Nuovo accordo sui requisiti patrimoniali” (2003) ha reso ancora più pressante la necessità di sistemi di misurazione del rischio sempre più sofisticati ed ha dato un notevole impulso alla diffusione dei sistemi di rating a livello globale. Tale tematica sarà approfondita nel prossimo capitolo.

Quanto detto evidenzia come il rischio di credito riguardi una grande moltitudine di soggetti:

  • il sistema bancario e le istituzioni finanziarie, che vedono nel credito e negli investimenti la loro attivitĂ  caratteristica e di conseguenza sono fortemente interessati a conoscere, misurare e gestire i rischi che questa comporta al fine di conseguire una maggiore redditivitĂ ;
  • le AutoritĂ  di vigilanza bancaria nazionali ed internazionali, che si occupano di fissare gli standard di adeguatezza patrimoniale in relazione al rischio di credito caratterizzante le attivitĂ  di ogni singola banca e di controllare e garantire che queste ultime li rispettino;
  • i singoli individui che subiscono il rischio di credito sia direttamente, quando intraprendono attivitĂ  di investimento, sia indirettamente poichĂ© possono essere coinvolti dalle ripercussioni di una sua cattiva gestione da parte delle banche a cui hanno affidato i loro depositi;
  • le imprese che, con la loro rischiositĂ , influenzano il rischio di credito delle banche che hanno scelto di esporsi nei loro confronti e alle quali pagano un prezzo ad esso relativo in termini di tasso di interesse;
  • l’intero Sistema Internazionale, sulla cui soliditĂ  e stabilitĂ  incide grandemente il fatto che tutti gli attori che vi operano siano consapevoli e coscienziosi nel gestire il rischio di credito che li riguarda.

Dopo aver considerato i diversi aspetti che motivano l’importanza fondamentale assunta dal di rischio di credito, è giunto il momento di darne una definizione compiuta, che ora può essere meglio compresa e contestualizzata.

Una definizione di rischio di credito

Antonio Malinconico[1] identifica il rischio di credito con la possibilità che il debitore risulti insolvente, cioè che non rispetti i termini contrattuali alle scadenze concordate e non rimborsi il capitale o gli interessi dovuti, con i conseguenti effetti sfavorevoli per il soggetto finanziatore.

La definizione rivela una visione dicotomica dell’esito della situazione creditizia, che considera solamente due eventi possibili: l’insolvenza versus la “non insolvenza” dell’affidato; il rischio di credito viene quindi ad identificarsi con la probabilità di insolvenza del debitore.

Sironi dà invece una definizione più ampia, definendo con il termine rischio di credito la possibilità che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte nei confronti della quale esiste un’esposizione generi una corrispondente variazione inattesa del valore di mercato della posizione creditoria[2].

Anche Saita[3] ricalca quanto detto da Sironi e definisce il rischio di credito come il rischio associato alle variazioni inattese del merito creditizio della controparte nei confronti della quale esiste un’esposizione, attuale o potenziale, e si concretizza nell’impatto che tale variazioni inattese possono avere sul valore della posizione creditoria detenuta[4].

(continua)
articolo estratto dalla rivista Ias/ifrs, anno II, numero 3
www.finanzaediritto.it/riviste.php

[1] Malinconico A., Rischio di credito e modern portfolio theory, modelli innovativi per la gestione dei prestiti bancari, Franco Angeli, Milano, 2000.
[2] Sironi A., Marsella M. (a cura di), La misurazione e la gestione del rischio di credito. Modelli, strumenti, politiche, Bancaria editrice, Milano. 1998, p. 31.
[3] Saita F., Il risk management in banca. Performance corretta per il rischio e allocazione del capitale, Egea, Milano, 2000.
[4] Anche Leononci e Rocca (2002) riaffermano quanto detto, ossia che il rischio di credito è il rischio che deriva da una esposizione creditizia nei confronti di un determinato soggetto, al seguito di una modificazione non prevista del merito creditizio, che determina una variazione del valore dell’esposizione stessa.




            

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