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L'ANALISI DI BORSA DI PAOLO GUIDA, HEAD OF RETAIL RESEARCH DI INTESA SANPAOLO

12 Gennaio 2012 - Autore: Redazione


Dottor Guida, in questi giorni i titoli bancari hanno fatto la parte del leone sui mercati…

I protagonisti di questi giorni sono stati i titoli finanziari, a parte la sovra-performance del titolo UniCredit in parte legato alle cadute dei giorni precedenti. Il discorso va comunque allineato a un generale miglioramento del clima di fiducia nei mercati con riferimento alla crisi del debito sovrano. In particolare le aste di questa mattina (giovedì 12 gennaio, ndr) sia in Italia per i bot sia in Spagna hanno segnato una forte domanda, a conferma della fiducia verso le prospettive di una stabilizzazione o perlomeno di una normalizzazione della situazione.

A cosa si deve questa momentanea euforia?

Questa evidenza è stata alimentata dal fatto che ci sono dei progressi sul fronte della discussione del nuovo trattato. Ieri (mercoledì 11 gennaio, ndr) è stata presentata una bozza del nuovo trattato che evidenzia come un maggior vincolo fiscale tra i Paesi dell’area euro e di quelli dell’Unione che parteciperanno si stia perseguendo con convinzione e anche con una certa rapidità. Forse l’accordo potrà essere raggiunto già per fine gennaio.

E allora cosa rende i mercati così altalenanti nell’ultimo perido?

Quello di cui stanno soffrendo le Borse, in primis quella italiana, è un’avversione al rischio da parte dei risparmiatori soprattutto verso i titoli azionari che non scontano tanto i fondamentali, cioè quanto riescono a fare profitti le società. Ci troviamo in Italia in una fase di recessione, ma stanno emergendo segnali di stabilizzazione anche grazie a una politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea che si è fatta sempre più accomodante, attraverso non solo la riduzione dei tassi di interesse di mezzo punto percentuale, ma anche grazie a una fornitura di liquidità a livello bancario che è molto significativa. Basti pensare a queste aste straordinarie, tra cui in particolare quella a tre anni, già fatta, e a un’altra che ci sarà a febbraio in cui centinaia di miliardi vengono dati al sistema finanziario europeo.

Sembra che anche lo spread oggi abbia allentato la presa…

La reazione positiva della Borse si è tradotta infatti in un significativo restringimento degli spread sul mercato dei titoli di Stato. Oggi il nostro Paese ha registrato una riduzione del decennale di 38 punti base con un livello di 475, ampiamente al di sotto dei 500 pb. Il che confermerebbe l’aria nuova che si sta respirando, sebbene occorra precisare che i problemi non sono finiti. Ci sono ancora degli ostacoli da superare, come lo scambio di obbligazioni in Grecia, definito dallo stesso Draghi oggi in conferenza stampa come un evento unico. Nel contempo è vero che l’Italia sembra stia riconquistando un ruolo di rilievo nel panorama delle proposte europee, a partire dal prossimo incontro a Roma del 20 gennaio. Ne sono una prova le aperture da parte delle istituzioni europee, Germania compresa, rispetto ai suggerimenti italiani per il conseguimento della riduzione del debito pubblico e con l’ampliamento del Fondo Salva-Stati. C’è dunque un ottimismo di base che magari nelle prossime settimane potrà mutare, ma al momento si conferma tale.

 

Alessia Liparoti

 




            

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