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L'ALTERNATIVA AI FONDI DI PRIVATE EQUITY E REAL ESTATE ITALIANI

20 Maggio 2011 - Autore: Walter Panzeri


In previsione del futuro recepimento italiano della direttiva comunitaria AIFM (Alternative Investment Fund Manager), la bozza di regolamento  predisposta dal MEF raggruppa i fondi riservati (real estate e private equity) e i fondi speculativi (hedge fund) nella nuova definizione di fondi alternativi.

 

Come spesso avviene in Italia, l’eccessiva applicazione della norma sta creando non pochi dubbi sull’utilità di tale azione e notevoli preoccupazioni sul futuro dei veicoli d’investimento di diritto italiano. Il punto più contestato da tutti gli schieramenti è la definizione di pluralità dei soggetti: un requisito restrittivo (tutto italiano) che prevede che i primi tre partecipanti non debbano detenere più dei due terzi delle quote del fondo, pena la liquidazione dello stesso veicolo d’investimento.

 

Un provvedimento antielusivo diretto principalmente a colpire i fondi immobiliari italiani cosiddetti di famiglia: vere e proprie scatole confezionate da molte Sgr per accogliere il patrimonio immobiliare dei clienti facoltosi, offrendogli i benefici fiscali di cui gode il veicolo fondo.

 

Anche i gestori dei fondi hedge e di private equity nutrono molteplici perplessità. Il concetto di pluralità, soprattutto nei primi mesi di vita del fondo, rappresenta un notevole ostacolo visto che ha al proprio interno, di norma, solo capitali di seed money (cioè il denaro apportato dagli stessi azionisti della Sgr per dare via al fondo e creare un track record adeguato).

 

La preoccupazione degli operatori italiani è che il vincolo della pluralità dei partecipanti generi una discriminazione, dal momento che non ne esistono esempi simili a livello internazionale. A tal proposito, sempre più operatori stanno valutando di trasferirsi in Lussemburgo poiché la normativa dei fondi alternativi SIF (Specialized Investment Fund - 2007 Law) è molto chiara, efficace e rispetta appieno le norme comunitarie (comprese quelle antielusive).

 

La piattaforma lussemburghese di EQUI SICAV SIF consente la creazione in breve tempo di ogni tipologia di veicolo d'investimento alternativo:

·        fondi immobiliari

·        fondi private equity

·        fondi speculativi (hedge fund e fondo di fondi hedge)

·        fondi forex

·        fondi arte

·        fondi metalli e preziosi

·        fondi di micro finanza

·        family fund

 

Ultima importante considerazione, è una novità fiscale italiana introdotta col decreto “milleproroghe”. Dal 1º luglio 2011, i proventi da fondi esteri (Alternative Investment Fund situati in Paesi membri UE o negli Stati «white list» e soggetti a vigilanza nel Paese in cui sono istituiti, come ad esempio i SICAV SIF) percepiti da persone fisiche ed enti non commerciali (fondazioni, casse di previdenza, …) saranno tassati al 12,50%, anziché concorrere alla formazione del reddito imponibile come avveniva in precedenza.




            

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