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LA SITUAZIONE CIPRIOTA: COME SI E' ARRIVATI A QUESTO PUNTO E I POSSIBILI SCENARI. A cura di Danilo Sepe, Private Banker e Wealth Manager

21 Marzo 2013 - Autore: Redazione


La situazione cipriota sta scuotendo i mercati e creando dibattiti accesi. L’analisi di un esperto Private Banker e Wealth Manager intervistato da FinanzaeDiritto.it, Danilo Sepe, fornisce interessanti spunti di riflessione.

 

Qual è la notizia?

 

Nel weekend, la Troika ha accordato un pacchetto di salvataggio per Cipro. Tuttavia, tra le condizioni vi è quella di una tassa estemporanea su tutti i conti correnti, proporzionale all’ammontare del deposito (circa 10% per depositi superiori a € 100.000 e circa 7% per quelli inferiori), pertanto è stata un’operazione di salvataggio “sia dall’interno che dall’esterno del paese”.

 

Quali sono gli aspetti principali da considerare?

 

·         La tassa sui depositi non ha precedenti e mette in dubbio la robustezza dello schema di assicurazione dei depositi europei a protezione dei conti fino a € 100.000. Tuttavia, un aspetto positivo è dato dal fatto che i correntisti saranno compensati attraverso azioni emesse dalla banca presso la quale intrattengono depositi (pertanto non è un prelievo vero e proprio, ma sarà difficile convincere i correntisti!).

·         Inoltre, sebbene i detentori di obbligazioni subordinate potrebbero essere colpiti (addirittura spazzati via), i possessori di obbligazioni senior dovrebbero uscirne illesi, facendosi perciò beffa della struttura di capitale della banca (anche se tecnicamente nessuna banca è fallita, le regole sull’ordine di liquidazione dei creditori potrebbero non venire applicate).

·         Ha anche un impatto sulla credibilità della BCE, che attraverso Benoit Coeure ha recentemente annunciato che la tassa sui depositi era fuori discussione. Pertanto questo potrebbe ridurre il valore delle parole di Draghi.

 

Perché la Troika ha preso questa decisione?

 

·         La linea ufficiale è che è troppo costoso salvare completamente Cipro senza indebolire drasticamente la sua situazione fiscale fino ad un punto tale da rendere i prestiti insostenibili. Come nei casi di Irlanda e Spagna, si tratta di una crisi statale indotta dal sistema bancario. Le banche avrebbero bisogno di una ricapitalizzazione di circa il 60% del PIL, che è ben al di sopra dei livelli toccati negli altri paesi colpiti da una crisi simile (in Irlanda il livello era circa al 40% mentre in Spagna circa al 7%).

·         Inoltre l’opzione di implementare le misure previste per la Grecia attraverso il coinvolgimento dei privati (Private Sector Involvement – PSI – è la partecipazione dei privati ai progetti dei Governo) e tagliando il debito pubblico non è considerabile principalmente perché il debito detenuto all’estero è decisamente basso; la maggior parte è detenuta a livello domestico dalle banche, il che crea un problema circolare.

·         L’altro aspetto su cui la Troika ha posto l’attenzione è il fatto che il salvataggio della Grecia tramite l’intervento privato (PSI) è stato unico ed irripetibile, poiché non vi è l’intenzione di creare una “regola” per risolvere tutti i problemi dei Governi.

·         Il motivo per cui sono i correntisti ad essere colpiti e non i detentori di obbligazioni senior è dovuto al fatto che semplicemente non vi sono abbastanza creditori senior per ammortizzare il problema. Barclays Bank stima che attraverso la cancellazione dei creditori senior si riuscirebbero a raccogliere soltanto circa 500 milioni di Euro rispetto ai 5 miliardi ottenibili intervenendo sui correntisti.

·         In modo ufficioso, si stima che circa il 30% dei depositi provengano da paesi non-Euro (in particolare dalla Russia, che utilizza conti correnti ciprioti per operazioni di pulizia di denaro sporco approfittando dei minori controlli legislativi del paese). Perciò, la penalizzazione dei conti correnti dei russi che puliscono denaro sporco potrebbe essere interpretata come una mossa più “etica”; tuttavia, per evitare che la Troika/Cipro possano sembrare intenzionate a penalizzare i correntisti russi in modo discriminatorio, alcuni danni collaterali su alcuni piccoli risparmiatori ciprioti sono inevitabili (nota: né la Troika né Cipro si stanno prendendo la responsabilità per questa decisione)

 

Quali saranno le conseguenze sui mercati?

 

·         La preoccupazione immediata riguarda l’impatto che questa decisione potrebbe avere sui correntisti dei paesi in situazioni di difficoltà che si potrebbero trovare a dover accettare piani di salvataggio: Irlanda, Portogallo, Grecia e Spagna.

·         Per la Grecia, occorre notare che i correntisti delle sedi greche delle banche cipriote non saranno penalizzati da questa decisione poiché i loro depositi sono soggetti alla legge greca. L’Irlanda ed il Portogallo hanno ottenuto una dilazione di pagamento dei propri prestiti EFSF e le condizioni di tali prestiti potrebbero essere riviste per evitare il ricorso a futuri prelievi fiscali; nel frattempo le banche spagnole sono state soggette agli stress test per stabilire il livello di capitalizzazione e l’ESM potrebbe concedere ulteriore spazio di manovra in caso di necessità.

·         Tuttavia, la mossa a sorpresa sui conti correnti provocherà delle preoccupazioni nei correntisti dei paesi o delle banche in difficoltà, perciò ogni timore legato ad eventuali problemi per uno stato europeo provocherà tensioni per le banche.

·         Di conseguenza, il mercato continuerà a valutare separatamente i paesi principali da quelli periferici e ad apprezzare la nostra decisione di focalizzarci principalmente sui paesi principali, ad eccezione delle obbligazioni a breve scadenza e di elevata qualità emesse nei paesi periferici.

·         Non vi è un motivo specifico per cui le obbligazioni subordinate debbano essere penalizzate in modo sproporzionato da queste notizie negative, poiché operazioni di salvataggio su tali obbligazioni non sono mai state prese; se succedesse, aumenterebbe la rischiosità di tali obbligazioni senior in conseguenza dell’aumento dei costi di finanziamento delle banche all’aumentare della probabilità di un salvataggio dall’interno.

·         Al contrario, i benefici che si avrebbero sulle attuali obbligazioni subordinate risiedono nel fatto che aumenterebbe l’emissione di nuove tipologie di obbligazioni (coco debt) da parte delle banche a causa del bisogno di aumentare obbligazioni in grado di rafforzare le finanze degli istituti di credito fornendo un ulteriore livello di subordinazione alle “vecchie” obbligazioni subordinate. Quindi l’idea di continuare ad investire nelle “vecchie” obbligazioni subordinate emesse dalle banche principali e con elevata capitalizzazione rimane valida e se quest’ultima parte del mercato obbligazionario dovesse indebolirsi a causa di questa decisione, riteniamo che sarebbe un’opportunità per investire.

 

Quali sono i prossimi passi?

 

·         Il parlamento dovrà votare lunedì (ma la votazione è stata posticipata a domenica) per decidere se implementare le condizioni della Troika. Ci si attende che il presidente cipriota, eletto in questo mese, possa rifiutare questa proposta e che stia cercando di ridurre il prelievo che sarebbe imposto ai depositi minori a scapito dei correntisti coi depositi maggiori.

·         È possibile che, considerando le ripercussioni a cui stiamo assistendo e le potenziali implicazioni negative che avrebbero su tutti i correntisti dell’Unione europea, la Troika possa tornare sui suoi passi, perciò sospetto che il danno sia ormai fatto e che i costi per ricapitalizzare le banche aumenteranno.

 

Qual è l’opinione dei cittadini?

 

·         Molti ritengono che il problema riguardi solo Cipro, pertanto non vi sarebbero motivi di preoccuparsi ed anche se vi fossero motivi per temere ripercussioni, il contagio sarebbe limitato grazie alle misure attualmente in vigore. Tuttavia, molti sono concordi nel pensare che tali operazioni siano ancora una volta organizzate male dai politici che, ancora una volta, stanno implementando operazioni di salvataggio non risolutive che creano soltanto difficoltà per gli anni a venire.

 

Cosa ne pensano le agenzie di rating?

 

·         Moody’s ha dichiarato che le perdite delle banche cipriote rappresentano un pericolo per i creditori di tali istituti di credito ed anche per altri creditori di banche europee, dal momento che quest’operazione rappresenta un significativo passo verso la limitazione o l’eliminazione delle politiche di supporto sistemico ai creditori delle banche in Europa.

·         Moody’s ha aggiunto che mentre l’operazione di salvataggio permette a Cipro di evitare operazioni di ristrutturazione dei propri titoli di stato, le politiche europee in difesa della moneta unica e le relative conseguenze sui possessori di titoli di stato europei sono meno evidenti e più “bilanciate” e l’intervento della Troika potrebbe avere implicazioni negative sui rating delle banche in tutta Europa. E’ da notare che il supporto sistemico sui rating sulle obbligazioni subordinate è già stato rimosso.

 




            

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