ActivTraderApp
FinanzaeDiritto sui social network
11 Dicembre 2019  le interviste  |  professionisti  |  chi siamo  |  forum  |  area utenti  |  registrati

            




La responsabilità penale delle imprese: il d.lgs. 231/01 e le nuove fattispecie di reato - di Andrea Mifsud

29 Aprile 2011 - Autore: Redazione


Andrea Mifsud, Avvocato, Direttore Generale di Unione Fiduciaria S.p.A..

Con il D.Lgs. 231/01 ha trovato ingresso nel nostro ordinamento il principio di diritto secondo cui anche le società, intendendo con tale termine sia gli enti dotati personalità giuridica sia quelli privi di tale requisito, possono rispondere a titolo penale di un illecito.
Fino al 2001, infatti, il nostro ordinamento non ha mai posto in discussione il principio in base al quale “societas delinquere non potest” mentre, dall’entrata in vigore del summenzionato Decreto, la prospettiva è stata nettamente capovolta.
Ciò significa che, a fronte della commissione di uno o più illeciti tra quelli previsti dal Decreto in parola, sarà penalmente responsabile non soltanto il singolo individuo che ha materialmente posto in essere la condotta sanzionata, ma risponderà anche la Società nel cui interesse e vantaggio è stato realizzato l’illecito.
Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 231/01 ha, di fatto, assunto una nuova connotazione anche l’art. 27, primo comma, della Costituzione, a norma del quale: “la responsabilità penale è personale”. Fino al 2001, infatti, il concetto di “personale” era sempre stato pacificamente ricondotto alla persona fisica, all’autore materiale del reato.
Con il Decreto in parola, invece, il termine “personale” è stato esteso anche alle persone non fisiche; come dice la normativa, “agli enti”.
A questo punto occorre domandarsi quali siano gli enti chiamati a rispondere delle violazioni di cui al Decreto in parola. Si tratta di tutti gli enti dotati di personalità giuridica e delle società ed associazioni anche prive di personalità giuridica, purchè organizzate in forma societaria.
Da tale ambito restano esclusi:
  - lo Stato;
  - gli enti pubblici territoriali;
  - gli enti pubblici economici;
  - gli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale.
La ratio dell’esclusione dall’ambito di applicazione del Decreto si rinviene nel fatto che lo Stato e gli Enti pubblici sopra indicati esistono e sono costituiti per dare soddisfazione ad interessi pubblici elevati a maggior rango, irrinunciabili ed incomprimibili, che vanno al di là della soddisfazione del singolo e badano essenzialmente alla tutela degli “interessi diffusi” della collettività.
Data tale premessa di ordine generale, utile a fornire il quadro di insieme entro il quale circoscrivere il ragionamento, è opportuno approfondire due tematiche di primaria importanza per comprendere davvero la portata della normativa in parola: quali sono i presupposti giuridici e di fatto necessari perché si configuri la responsabile penale dell’ente e quali sono le fattispecie di reato che danno luogo alla potenziale contestazione da parte dell’Autorità Inquirente.
Sui presupposti di fatto e giuridici.
Affinchè l’ente possa essere chiamato a rispondere penalmente è, anzitutto, necessario che il reato in contestazione ricada tra quelli previsti dal Decreto di riferimento e, in secondo luogo, è necessario che la condotta illecita sanzionata sia stata posta in essere nell’interesse o a vantaggio dell’ente medesimo, “vantaggio” o “interesse” che debbono essere suscettibili di valutazione patrimoniale.

A titolo esemplificativo, non è sufficiente che sia stata realizzata una condotta sussumibile sotto la fattispecie del reato di corruzione, ma è altresì necessario che da tale corruzione sia derivato un vantaggio anche all’ente, vantaggio che può tradursi nella percezione di somme di denaro oppure l’aver raggiunto una migliore posizione rispetto ad un concorrente, in ragione dell’avvenuta corruzione di un pubblico funzionario.
Entrando maggiormente nel dettaglio, sulla scia dell’esempio poc’anzi riportato, è necessario passare in rassegna, almeno brevemente, i reati che possono dare luogo alla responsabilità penale dell’impresa.
L’ “elenco”, dal 2001 ad oggi, è andato incontro a numerose implementazioni, l’ultima delle quali risale al mese di Agosto 2009; a seguito delle modifiche che si sono susseguite, oggi l’ente può essere chiamato a rispondere ai sensi del D.Lgs. 231/01 quando viene posta in essere una o più delle seguenti condotte illecite (l’individuazione avviene in questa sede per macro categorie):
     - reati contro la Pubblica Amministrazione (es. corruzione, concussione
       malversazione a danno dello Stato…);
     - reati contro la fede pubblica (falsità in monete, in carte di pubblico credito e valori 
       in bollo) – difficilmente ipotizzabili nel caso di società fiduciarie;
     - reati societari (false comunicazioni sociali, illecita influenza sull’assemblea,
       formazione fittizia del capitale, illegale ripartizione degli utili e delle riserve…);
     - delitti contro la personalità dello Stato (associazione con finalità di terrorismo o 
       di eversione dell’ordine democratico);
     - market abuse (abuso di informazioni privilegiate, manipolazione del mercato)
       – introdotti con L. 62/05;
     - reati transnazionali (associazione per delinquere, associazione di tipo mafioso,
       … introdotti con L. 146/06);
     - reati commessi con violazione delle norme previste a tutela della salute e della
       sicurezza sul lavoro
(T.U. 81/08): omicidio colposo – lesioni colpose;
    -  eati di riciclaggio, ricettazione e impiego di beni e/o utilità di provenienza illecita ex
       D.Lgs. 231/07;

     - delitti di criminalità organizzata;
     - reati contro l’industria e il commercio;
     - reati commessi con violazione delle norme sul diritto d’autore.

 

...
Continua nella Guida alla Tutela del Patrimonio 2011

Per maggiori informazioni contattare info@finanzaediritto.it

Per visionare la Guida alla Tutela del Patrimonio 2010
http://www.finanzaediritto.it/prodotti/guida-alla-tutela-del-patrimonio-2010_vers-s-304.html




            

Per essere sempre aggiornati su interviste e articoli di Mifsud, Andrea, 231 iscriviti alla nostra newsletter


Ultimi commenti degli utenti

Nessun commento











Powered by Share Trading
Everlasting

activtrades