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LA MEDIA CONCILIAZIONE OBBLIGATORIA

17 Aprile 2011 - Autore: Studio Legale Santini


Con ordinanza n. 3202 del 12/04/2011, il TAR ha ritenuto come rilevanti e non manifestamente infondate, le questioni di legittimità costituzionale relative all’introduzione dell’obbligo del previo esperimento del procedimento di mediazione; all’esperimento della mediazione come condizione di procedibilità della domanda giudiziale; alla previsione che a gestire il procedimento di mediazione possano essere gli enti pubblici e privati, con omissione dell'individuazione di criteri volti a delineare i requisiti attinenti alla specifica professionalità giuridico-processuale del mediatore. Ho scritto tanto sulla normativa che prevede l’introduzione della media conciliazione obbligatoria, definendola “legge nefasta” o ancor peggio la”tomba dell’avvocatura”. Dopo l’ordinanza del TAR Lazio che ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità del Decreto Legislativo 28/2010 e dopo la manifestazione tenutasi al Teatro Adriano il 14 Aprile, ho scoperto con estremo piacere che improvvisamente, tutte le istituzioni politiche e forensi, sono contrarie alla media conciliazione obbligatoria. Davvero una piacevole sorpresa, che potrebbe però, agli occhi dei più maliziosi, far pensare che, raggiunta una prima sostanziale vittoria, qualcuno aspiri, per finalità politiche, a farsi paladino e portavoce di una battaglia, sulla quale sino a pochi giorni fa, i più preferivano restare alla finestra, in un atteggiamento, tipicamente italiano di chi privilegia, attendere nelle retrovie per poi uscire allo scoperto solo all’esito della battaglia e a condizione che, le prime linee abbiano avuto ragione del nemico; atteggiamento di chi con Deucalionico opportunismo, si erge a tutore di un ideale del quale sostiene, esserne da sempre stato il paladino. Ma, se tutte le Istituzioni erano e sono contrarie all’entrata in vigore della media conciliazione (e gli interventi dei politici presenti alla manifestazione al Teatro Adriano del 14 aprile ne sono palese evidenza), allora mi viene da pensare che il Decreto Legislativo 28/2010 si sia magicamente materializzato dal nulla ed auto-approvato; oppure che, qualcuno in corso di cammino, o peggio a giochi fatti, abbia (legittimamente) mutato la propria opinione oppure che, sia ormai radicato il modus operandi di proferire male di una legge senza però far nulla per cambiarla. Nell’attesa di un auspicabile ma improbabile Decreto Legge che blocchi la media conciliazione obbligatoria, nell’attesa che si pronunzi la Corte Costituzionale, nell’attesa che le varie astensioni possano risvegliare non solo le coscienze popolari ma anche i piani alti della politica, noi perseveriamo nella nostra genuina battaglia, portata avanti con umiltà, serietà ma con la determinazione di chi non accetta che altri si approprino dei risultati delle nostre opere. Come già sottolineato dal sottoscritto l’articolo 14 comma 3 del Decreto sulla media conciliazione, sancisce che “Su istanza di parte, il responsabile dell’organismo provvede alla eventuale sostituzione del mediatore”. La norma non ci dice nulla su quante volte si possa chiedere la sostituzione del mediatore e se debbano essere indicate le motivazioni della richiesta e di quale natura debbano essere. In teoria, la parte potrebbe chiedere all’infinito la sostituzione del mediatore, perché non di suo gradimento, paralizzando di fatto il tentativo di mediazione e determinando l’impossibilità assoluta di giungere ad una proposta nel termine massimo di 4 mesi- Avv. Matteo Santini


            

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Ultimi commenti degli utenti

Credo che le Sue conclusioni finali siano del tutto contrarie allo spirito della conciliazione e alla bontà di un istituto le cui origini risalgono alla notte dei tempi. Vegezio ci insegnava che "Si vis pacem para bellum" "Se vuoi la pace, prepara la guerra", locuzione ricavata dalla frase: "Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum", letteralmente "Chi aspira alla pace, prepari la guerra". A questa logica conflittuale che porta solo dolori alle parti, preferisco una concreta opportunità volta a ricucire quel legame che (ad esempio nel caso medico-paziente o assicurato-assicuratore) che pone al centro il recupero del rapporto umano. Dopodiché ciascuno è libero di pensarla come vuole. Con i migliori saluti Avv. Walter Rossi

21 Aprile 2011 ore 10:23:11 - Walter












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