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ITALY EXPORT CREDIT, IL NUOVO FONDO DI SISTEMA CHE METTE A DISPOSIZIONE DELLE IMPRESE CHE ESPORTANO LE RISORSE FINANZIARIE DEGLI INVESTITORI ISTITUZIONALI

21 Gennaio 2015 - Autore: Redazione


Italy Export Credit, il nuovo fondo di investimento specializzato di CO.MO.I. Group che investe nelle esportazioni delle imprese italiane, è stato al centro oggi a Roma, presso l’Auditorium di via Veneto, della tavola rotonda “Piano nazionale per l’Export: nasce il nuovo fondo di sistema”, che ha visto la partecipazione di rappresentanti del governo, del mondo imprenditoriale, della  previdenza e del settore assicurativo.

Il nuovo fondo, nato come comparto di COMOI FUND S.C.A. SIF SICAV, è riservato ai grandi investitori istituzionali: fondi pensione, compagnie di assicurazione, fondazioni. Investirà in obbligazioni di pagamento rilasciate dalle banche dei Paesi importatori che intervengono nelle transazioni commerciali con le aziende italiane esportatrici, che potranno così smobilizzare i propri crediti liberandosi del rischio.

“L'iniziativa promossa da CO.MO.I. – ha affermato Federico Eichberg, Dirigente Relazioni Economiche Bilaterali del Ministero dello Sviluppo Economico - ha una valenza strategica sia in termini di tempistica che di contenuti. La tempistica è particolarmente appropriata in quanto si colloca a cavallo di un biennio in cui il Ministero dello Sviluppo Economico, su iniziativa del Vice Ministro delegato all'internazionalizzazione Carlo Calenda, sta portando avanti una serie di "Roadshow per l'internazionalizzazione delle Pmi" con l'obiettivo di incrementare di 20.000 unità il numero di esportatori stabili. Quindici  appuntamenti nei prossimi mesi raggiungeranno numerose province italiane e si andranno ad aggiungere ai 12 eventi già realizzati”. “È anche un momento importante – ha aggiunto Eichberg - in termini di ridefinizione dei soggetti protagonisti dell'accompagnamento sui mercati esteri: da quest'anno l'ICE si dota di un dipartimento ad hoc per il marketing ed il customer relationship management, con circa 40 risorse dedicate, ed accompagnerà la crescita di circa 2.000 nuovi export manager”. “Anche i contenuti presentati oggi, e in particolare l'Italy Export Credit - ha concluso - si collocano in una filosofia che il MISE sta perseguendo grazie allo sforzo straordinario compiuto in sede di Legge di Stabilità. I 130 milioni aggiuntivi, che si sommano agli 81,8 milioni di attività promozionale ordinaria, ai 30,4 milioni per la promozione straordinaria del made in Italy (recuperati da fondi non spesi degli anni 2006/2012) ed ai 18,8 milioni per il piano export regioni di convergenza, portano oggi ad una cifra molto significativa - 261 milioni di euro - lo stanziamento per il made in Italy nel mondo”

Gerardo Stigliani, direttore generale di CO.MO.I. e coordinatore della tavola rotonda, ha sottolineato che “l’attività di interscambio con l’estero delle aziende italiane, principalmente delle Pmi, è uno dei principali canali di sviluppo dell’economia, forse l’unico che consente di compensare gli effetti negativi della congiuntura attuale. Per il 2015 come previsto dal Piano Nazionale per l’Export del MISE si prevede un volume di esportazioni pari a 600 miliardi di euro. Italy Export Credit, prima iniziativa di questo tipo in Europa, si pone come un fondo di sistema in grado di creare finalmente un ponte tra il risparmio previdenziale e assicurativo raccolto dagli investitori istituzionali e l’economia produttiva più vitale rappresentata dalle imprese che esportano”.

Una delle problematiche più rilevanti che le aziende italiane si trovano ad affrontare quando competono sui  mercati esteri con aziende di altri Paesi è la componente finanziaria: molto spesso una vantaggiosa dilazione di pagamento a medio termine è l’arma vincente per aggiudicarsi la commessa. “Tuttavia, una volta eventualmente definito questo aspetto con le controparti – ha osservato Gerardo Stigliani - l’azienda italiana si trova a dover risolvere la questione legata al profilo della finanziabilità e della sostenibilità della commessa. Una delle soluzioni frequentemente adottate dalle imprese è quella di ricorrere allo smobilizzo del credito (rappresentato da lettere di credito o promissory notes) con la formula tecnica dello sconto pro soluto. Nell’attuale situazione di credit crunch, le aziende italiane subiscono sia la limitazione del credito disponibile, sia la ridotta capacità di operazioni che potenzialmente assorbono una maggior quota di capitale. Per tali ragioni le condizioni praticate dal sistema bancario sono particolarmente onerose e in massima parte con un orizzonte temporale che si mantiene costantemente al di sotto delle esigenze delle imprese. “Con questa iniziativa, oltre a cogliere l’opportunità di un investimento finanziario particolarmente interessante per i loro portafogli - ha ribadito il Direttore Generale di CO.MO.I. - gli operatori istituzionali possono sostenere il sistema produttivo, aiutando il Paese a ripartire”.

"La previdenza italiana, casse professionali e fondi complementari - ha affermato Sergio Corbello, Presidente di Assoprevidenza - è stata inopportunamente gravata di un’ulteriore tassazione, in netta divaricazione rispetto alle scelte degli altri Paesi europei. Mirando a superare quanto prima questa ingiusta e irrazionale diversità, si pone nell'immediato l'esigenza di compiere investimenti che da un lato migliorino i rendimenti patrimoniali e dall'altro contribuiscano a ridare vigore al Paese dove le casse e i fondi operano”. “Tra queste nuove forme di investimento – ha concluso Corbello -  certamente quelle che operano a favore delle esportazioni, consentendo buoni rendimenti a fronte di rischi assai contenuti, vanno prese in considerazione con ogni attenzione."

Al dibattito hanno preso parte anche la Senior Global Relationship Manager della Sace Camilla Cionini Visani, il Consigliere del Vicepresidente della Bei Francesco Pettenati, l’economista docente alla Cattolica Giacomo Vaciago (membro dell’advisory board di CO.MO.I.), il Vice Direttore Generale di Confindustria Daniel Kraus, il Responsabile delle Comunicazioni Esterne dell’Ucimu Claudia Mastrogiuseppe, il Segretario Generale di Assofondipensione Marco Abatecola, il Direttore Generale dell’Ania Dario Focarelli.


 




            

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