IL PREMIO DI EFFICIENZA NEL PUBBLICO IMPIEGO DOPO IL D.LGS N°150 DEL 27 OTTOBRE 2009 : IMPORTANZA TRA GLI STRUMENTI DI PREMIALITÀ Di Maurizio Danza-Arbitro Pubblico Impiego Lazio

19 Febbraio 2010 - Autore: studiolegaledanza

L’ istituto regolamentato nell’art 27 del D.lgs n°150 del 27 ottobre 2009[1] pur non essendo ricompreso nell’elencazione tassativa dell’art 20 comma 1 del (dalla lettera a alla lettera f), che menziona gli istituti  di premialità del merito o della professionalità, alla luce di una attenta analisi appare uno strumento del tutto atipico rispetto agli altri, rispondendo a logiche diverse che non consentono di ricondurlo alle categorie principali in cui possono essere suddivisi gli strumenti di premialità e dai quali si differenzia, innanzitutto in relazione alla provenienza delle risorse da utilizzare: infatti mentre il bonus annuale delle eccellenze, il premio annuale per l’innovazione, le progressioni economiche, l’attribuzione di incarichi e responsabilità si avvalgono di risorse derivanti dalla contrattazione integrativa, il premio di efficienza utilizza risorse derivanti dai risparmi sui costi di funzionamento dei processi di ristrutturazione, riorganizzazione e innovazione all’interno delle pubbliche amministrazioni .  L’istituto non è in realtà del tutto “nuovo” atteso che le sue origini sono rinvenibili nella legge n° 203 del dicembre 2008( finanziaria per il 2009)[2] che poneva come “condicio sine qua non” della destinazione di risorse aggiuntive al finanziamento della contrattazione integrativa di amministrazione, l’accertamento di risparmi di spesa effettivi. Anche l’art 27 del D.lgs n°150 del 2009 seppure in forma diversa, ripropone tale inscindibile legame con il risparmio di spesa pubblica, soffermandosi non a caso sulle risorse che potrebbero costituire oggetto della premialità definite «del tutto eventuali»; la norma prosegue altresì, stabilendo anche una quota massima oggetto della eventuale assegnazione a titolo di premialità, fissata in misura non superiore al trenta per cento delle risorse risparmiate grazie ai processi di riorganizzazione e di innovazione delle amministrazioni pubbliche.La disposizione prosegue poi limitando espressamente i poteri delle singole amministrazioni, prevedendo che gli stessi risparmi conseguiti debbano essere destinati da una parte per due terzi a premiare, secondo criteri stabiliti dalla contrattazione collettiva integrativa, i dipendenti che hanno contribuito alla realizzazione di tali processi di ristrutturazione e, dall’altra per un terzo, ad incrementare le disponibilità finanziarie per la contrattazione stessa. A ben vedere però nella disposizione non appaiono regolamentati in maniera chiara i presupposti che presiederebbero alla distribuzione delle risorse ed attribuite espressamente alla contrattazione integrativa. Per tali motivi è da ritenersi che il legislatore,abbia voluto sganciare in qualche modo lo strumento del premio di efficienza dal binomio “conseguimento della performance individuale e premio”; l’attribuzione del premio come detto eventuale appare infatti legata chiaramente al conseguimento di risultati collettivi, non necessariamente coincidenti con una performance individuale, esigendo infatti la norma, come unico limite alla contrattazione integrativa, che il premio sia previsto per il personale direttamente e proficuamente coinvolto, nei processi di riorganizzazione e di innovazione.

 La norma presenta altresì ,[3] alcuni meccanismi di garanzia per la verifica della effettività del risparmio conseguito, finalizzati ad evitare che le singole amministrazioni possano utilizzare risparmi ai fini del riconoscimento del premio di efficienza, senza un’effettiva verifica della loro esistenza. A tal proposito si prevede infatti che detti risparmi debbano essere certi e cioè che risultino in modo esplicito dalla documentazione allegata alla «Relazione di performance» di competenza di ciascuna amministrazione, come previsto dall’art. 10 c.1 lett. B dello stesso decreto legislativo n°150 del 2009. La disposizione richiede inoltre, che la documentazione afferente ai risparmi debba essere validata dall’Organismo di valutazione di cui all’art. 14 e verificati dal Ministero dell’economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato .Appare allora evidente che la norma, nel richiedere la validazione dell’Organismo di valutazione di cui all’art. 14, non può che richiedere  in qualche modo che, anche per questo istituto del tutto atipico rispetto agli altri di premialità della performance, si disponga una valutazione  anche in ordine al contributo individuale ( e dunque non solo collettivo o di gruppo o aggregato) del personale direttamente e proficuamente coinvolto nei processi di ristrutturazione, riorganizzazione e innovazione delle amministrazioni pubbliche, diversa dalla performance. Disposizione analoghe sono poi previste per il sistema delle autonomie locali e per la Sanità [4] pur in considerazione del particolare regime normativo di cui godono detti enti alla luce degli artt 16,31 e 74 del decreto legislativo di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico.



[1] Art 27 D.lgs n° 150 del 27 ottobre 2009  in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza della pubblica amministrazione .

c 1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 61 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dall’articolo 2, commi 33 e 34, della legge 22 dicembre 2008, n. 203, una quota fino al 30 per cento dei risparmi sui costi di funzionamento derivanti da processi di ristrutturazione, riorganizzazione e innovazione all’interno delle pubbliche amministrazioni è destinata, in misura fino a due terzi, a premiare, secondo criteri generali definiti dalla contrattazione collettiva integrativa, il personale direttamente e proficuamente coinvolto e per la parte residua ad incrementare le somme disponibili per la contrattazione stessa.

 

[2]Articolo 2, commi 33 e 34, della legge n. 203/2008( legge finanziaria per il 2009).

 

[3] c2 art 27 del D.lgs n°150 del 27 ottobre 2009. Le risorse di cui al comma 1 possono essere utilizzate solo se i risparmi sono stati documentati nella Relazione di Performance, validati dall’Organismo di valutazione di cui all’articolo 14 e verificati dal Ministero dell’economia e delle finanze -Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.

 

[4] C.3 art 27 del Dlgs n°150 del 27 ottobre 2009  Le risorse di cui al comma 1 per le regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e i relativi enti dipendenti nonché per gli enti locali possono essere utilizzate solo se i risparmi sono stati documentati nella Relazione di performance e validati dal proprio organismo di valutazione.

 




            

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