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IL LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA O PER GIUSTICATO MOTIVO. LE NOVITA' SUL LICENZIAMENTO NEL 2012 E NEL 2013

25 Dicembre 2011 - Autore: Redazione

 Il licenziamento per giusta causa

La giusta causa (ex art. 2119 c.c.) consiste in un fatto o comportamento in rapporto di causa-effetto con il licenziamento. Tale fatto non consente la prosecuzione, nemmeno in via provvisoria, del rapporto di lavoro.

 

I fatti o i comportamenti in esame devono essere soggettivamente o oggetivamente gravi, tali da far venire meno il legame di fiducia che è alla base del rapporto di lavoro (es: condotte che si configurano come inadempienze contrattuali o condotte esterne al rapporto di lavoro ma che si riflettono su di esso).

 

Grazie all’esistenza della giusta causa il datore di lavoro può recedere dal contratto senza obbligo di preavviso.

 

Il licenziamento per giustificato motivo

Il giustificato motivo soggettivo si ha quando ricorrono notevoli inadempienze degli obblighi contrattuali da parte del prestatore di lavoro. Si differenzia dalla giusta causa anche per la minore gravità  del comportamento.

 

Il giustificato motivo oggettivo si riferisce all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro ed al regolare funzionamento di essa.

 

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